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Aspettando Godot

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Di Samuel Beckett. Traduzione Carlo Fruttero. Con Antonio Salines, Luciano Virgilio, Edoardo Siravo, Fabrizio Bordignon, Gabriele Cicirello. Scena Francesco Bottai. Costumi Lorenzo Cutùli. Luci Salvo Manganaro. Aiuto regia Alice Guidi. Assistente alla regia Gabriella Casali. Regia Maurizio Scaparro.

Maurizio Scaparro affronta con profonda drammaticità e sorprendente ironia “Aspettando Godot” di Beckett. Nel mondo attuale lo spazio per la tragedia si è fatto minimo, entra di nascosto, quasi sotto il velo del gioco, usa toni leggeri e punta talvolta anche al riso.

Creature deboli e immortali, i due vagabondi Vladimiro ed Estragone (e anche Pozzo e Lucky), sono diventati l’emblema della condizione dell’uomo del Novecento, essere in eterna attesa, vagante verso la morte, punto minuscolo nella vastità di un cosmo ostile, segnato fin dalla nascita.

 

Trama

“Aspettando Godot”, nelle parole di Jean Anouilh “un capolavoro che provocherà disperazione negli uomini in generale e in quelli di teatro in particolare”, fu considerato da molti una provocazione, un trucco, prima di essere universalmente accettato come opera d’eccezione. I due vagabondi protagonisti dell’opera, Vladimiro/Didi e Estragone/Gogo, sono diventati l’emblema della condizione dell’uomo del Novecento, essere in eterna attesa, vagante verso la morte, punto minuscolo nella vastità di un cosmo ostile, segnato fin dalla nascita (“partoriscono a cavallo di una tomba, il giorno splende un istante, ed è subito notte”, dice Pozzo).

 

Note di regia

“Sento il peso, la responsabilità e l’emozione di mettere in scena per la prima volta un testo di Samuel Beckett e in particolare ‘Aspettando Godot’. Rileggo questo testo oggi e mi colpisce profondamente per le sue radici collegate alla millenaria e senza confini Cultura Europea, che noi stiamo colpevolmente dimenticando. Quelle creature deboli e immortali come Estragone e Vladimiro (e come Pozzo e Lucky), che vivono in una terra desolata aspettando Godot, che non arriverà mai, vivono in un lontano e vicino (a loro e a noi) ‘900 nel ricordo romantico di una Tour Eiffel che resiste come immagine e nell’aridità di un presente che esclude loro e quelli che vorrebbero cantare, ballare parlare, vivere … Vorrei poter idealmente dedicare questa nostra fatica all’Europa della Cultura, la grande dimenticata dell’Europa che viviamo; ma anche a quelle parole che Beckett sussurra quasi per caso, come teatro, varietà, circo”. (Maurizio Scaparro)

 

Tutte le date

Da: 26/03/2019

A: 27/03/2019

Prezzo per i soci: Da 14,00 € a 26,00 €

Prezzo per i non soci: Da 18,00 € a 34,00 €

(Platea 34,00 € (soci 26,00 €), Posto palco 26,00 € (soci 19,00 €), Galleria 18,00 € (soci 14,00 €). La riduzione per i soci è valida per le repliche del martedì e mercoledì – massimo 2 biglietti per tessera.)

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