Il calendario delle assemblee consultive

Ogni socio può partecipare a un’assemblea della sezione di residenza, ricordando di portare con sé la Carta Socio.

Ai partecipanti una confezione di Parmigiano reggiano Fior fiore Coop.

5 motivi per partecipare

Le assemblee permettono di:

  1. conoscere la situazione economica della cooperativa di cui si è soci;
  2. comprendere non solo i numeri, ma anche il valore e il significato delle scelte commerciali;
  3. fare domande e ricevere risposte ai dubbi che riguardano ogni socio;
  4. capire la realtà economica della Toscana e il contesto in cui opera Unicoop Firenze;
  5. sentirsi parte di un’organizzazione che fa della trasparenza uno dei pilastri della sua azione.

Una legge del 2014 impone alle società cooperative di consumo con scopo mutualistico, con più di centomila soci, di garantire l’accesso, attraverso i propri siti web, ai bilanci nella loro versione completa. Con la spiegazione della proposta di bilancio in occasione delle assemblee consultive, Unicoop Firenze va oltre l’obbligo normativo, proprio per favorire la trasparenza e la conoscenza da parte dei soci del proprio operato.

La proposta di bilancio 2018 è consultabile su www.coopfirenze.it/operazione-trasparenza

Ci vado perchè...

La parola ai soci. "È l'occasione per farsi sentire".
(dall'articolo di Cecilia Morandi, Informatore aprile 2019)

Loretta Bartolini 57 anni, di Firenze, cuoca
Ho partecipato alla mia prima assemblea consultiva due anni fa quando sono diventata consigliera di sezione. Mi interessava sapere come veniva approvato il bilancio e l’ho trovata molto interessante: chiunque può partecipare e dare il suo contributo.
In quell’occasione mi sono resa conto di quanto sia importante avere la possibilità di fare delle domande e ricevere delle risposte: questo è il bello della cooperativa. Ti senti partecipe, ci sei dentro.

Alessandro Cianchi 74 anni, di Montelupo, pensionato
Vado alle assemblee, perché è importante far sentire il punto di vista dei soci e “non per portare a casa il formaggio”.
Nell’ultima assemblea, a Montelupo, ho voluto ringraziare la cooperativa per i soldi donati a favore del Meyer: è una causa importante che va sostenuta. Un consiglio? Bisognerebbe che tutti sapessero qual è il contributo che Unicoop Firenze dà ai suoi soci con tutti gli sconti, sono tanti soldi che restano nelle tasche delle persone.

Mattia Perrone 28 anni, di Scandicci, consulente aziendale
L’assemblea è l’occasione di esprimere il proprio parere come socio e non come semplice consumatore. La parola cooperativa di per sé dice già tanto. Per quanto mi riguarda, condivido i valori di Unicoop Firenze e penso che sia un peccato non avere una visione e non fare quanto necessario per realizzarla: trovare il tempo di partecipare e dire la propria opinione per me è una priorità.
Come consigliere di sezione, ricordo quando furono invitati a una delle assemblee i bambini di Cittareale, frazione della provincia di Rieti colpita dal terremoto di Amatrice, che ringraziarono di aver ricostruito la loro scuola. Mi emozionai. Pensai che era una delle tante buone cose che avrei voluto fare nella vita.

Elena Meucci 42 anni, di Cascina, educatrice
Credo che una persona abbia il diritto e il dovere di prendere parte alla vita del contesto di cui è socio. Nel caso specifico di Unicoop Firenze, i fronti su cui è impegnata sono molti e credo sia importante per i soci essere consapevoli delle politiche attuate e delle motivazioni che sostengono tali scelte, oltre a conoscere iniziative ed eventi a cui poter partecipare.
Conoscere, capire ed eventualmente esprimere idee, suggerimenti e opinioni: sono questi i motivi per prendere parte alle assemblee consultive di bilancio; e anche se non ci sono curiosità specifiche, spesso capita che, ascoltando o guardando, qualche quesito salti fuori.

Daniela Mori, tempo di bilanci


Sta per cominciare la stagione dei bilanci e di conseguenza partiranno gli incontri con i nostri soci nelle assemblee consultive. Ci auguriamo che siano un momento di partecipazione, confronto e ascolto. Tenere vivo il dialogo con i soci è una delle nostre priorità. Durante questi incontri presenteremo la proposta di Bilancio 2018 della cooperativa.

Cosa raccontano i numeri? Innanzitutto, il rafforzamento del patrimonio grazie al conseguimento, anche per quest’anno, di un utile importante, tanto più perché ottenuto in un contesto economico e sociale difficile. La stagnazione dei consumi alimentari e la crescita della competizione nel settore della distribuzione da una parte, il calo del potere d’acquisto e l’aumento delle diseguaglianze dall’altra, delineano una situazione dove operare delle scelte risulta assai complesso.

Se i risultati sono importanti, lo è altrettanto il modo con cui questi si ottengono. I prezzi, nelle province toscane in cui opera la nostra cooperativa, sono più bassi del 2,5% rispetto al territorio nazionale: il nostro primato della convenienza permette l’accesso a beni e servizi di qualità anche a chi ha meno disponibilità economiche. Dall’ottobre scorso abbiamo ribassato fortemente (del 14%) 700 prodotti a marchio Coop, con qualità certificata e filiere tracciabili. È la nostra scelta: rinunciare a forzare le vendite, sempre cercando di soddisfare i bisogni di soci e clienti.

Nel 2018 abbiamo continuato inoltre a investire sulle produzioni toscane definendo filiere territoriali, che contribuiscano a uno sviluppo sostenibile della regione e a soddisfare le esigenze di chi fa la spesa. La stessa idea di sostenibilità che sta alla base della scelta di chiudere i negozi nelle principali festività laiche e religiose, con l’apertura parziale la domenica, che ha permesso alle persone di conciliare meglio vita e lavoro.

Il Bilancio 2018 va letto dunque come un’azione complessiva che ha generato risultati economici, producendo valore per l’impresa e valore per la società. Soci, dipendenti e fornitori contribuiscono alla nostra attività: tenere bilanciati interessi e priorità differenti è una sfida costante e irrinunciabile.

(Daniela Mori, Presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, dall'editoriale Informatore aprile 2019)