Unicoop Firenze

Tempo di marmellate

La cottura delle marmellate varia dal tipo di frutta, più o meno ricca di acqua. La consistenza si misura versando una piccola quantità di marmellata sopra un piattino; se la marmellata è pronta inclinando il piattino deve restare ferma, o, nel caso delle gelatine, scivolare lentamente. Le dosi sono indicate nelle ricette; tuttavia la dose dello zucchero può variare a seconda del gusto. Diminuendo, tuttavia, la dose dello zucchero, che è un ottimo conservante, la marmellata diminuisce il suo potere di conservazione e perciò è consigliabile provvedere alla sua sterilizzazione, soprattutto se la marmellata non viene consumata subito. Usando, per sterilizzare, una pentola normale si deve inserire sul fondo una gratella sulla quale appoggiare i vasetti possibilmente avvolti con un pezzo di tela. Quando si misura la temperatura dell’acqua, la pallina di mercurio del termometro deve essere immersa. Quando il termometro raggiunge 95/100 gradi regolare la fiamma perché la temperatura resti stabile. Se non è indicato diversamente nelle ricette, per le marmellate o le confetture la temperatura di sterilizzazione consigliata è dentro questi limiti e qualche grado più o meno non modifica il risultato. Il tempo di sterilizzazione è di 25/ 30 minuti per vasi piuttosto piccoli (salvo diversa indicazione). I vasetti debbono essere tolti dall’acqua solo quando questa è completamente fredda. I vasi debbono essere riempiti fino all’orlo perché raffreddandosi la marmellata diminuisce di volume. Il giorno dopo, quando si chiudono i vasi si possono, eventualmente, aggiustare i livelli. Per una rapida sterilizzazione invasare la marmellata calda nei vasetti caldi e, dopo averli ermeticamente chiusi, capovolgerli e tenerli capovolti fino a completo raffreddamento. Si dicono marmellate le preparazioni a base di agrumi; si chiamano confetture i composti realizzati con qyualsiasi altro tipo di frutta (o ortaggi), sono invece chiamate gelatine quelle ricavate dal succo dei frutti spremuti o filtrati se sono stati bolliti.

L'autore

Toscana, appassionata ricercatrice di tradizioni gastronomiche, Carla Geri Camporesi ha pubblicato, in collaborazione con Barbara Golini, il volume Dall’arte dei Medici alla Tavola quotidiana e numerosi altri titoli di cucina tra i quali: Ceci, fagioli e lenticchie;Ricette tradizionali fiorentineSiena e il suo ChiantiA tavola con l’olio d’oliva100 ricette con l’aglio.

Autore: . Editore: Maria Pacini Fazzi. Genere: Cibi&Ricette

Prezzo di copertina: 4,00 €

Prezzo Unicoop Firenze: 3,40 €

Recensione

Marmellate che passione! E se questa passione non è nelle nostre corde, sarebbe meglio iniziare a farcela vibrare per una colazione sana e nutriente e soprattutto consumata in famiglia. Se poi la marmellata è fatta in casa, è ancora meglio: è più buona e dà più soddisfazione.  

Ci viene in aiuto questo libretto con le ricette, esposte con limpido stile, per la preparazione di ben 65 fra marmellate, confetture e gelatine. (Ricordiamo fra parentesi che marmellate sono solo quelle di agrumi, le altre sono confetture). 

Bisogna dire che l’Autrice si è sbizzarrita; a parte i classici, marmellata di arance, confettura di albicocche o di fichi, gelatine di mele o di uva, ci presenta ricette con sapori e accostamenti davvero inconsueti: ecco pronte in poco tempo la marmellata di bergamotti, la confettura di cachi e mele oppure quella di mele e uvetta, per non parlare di quelle che lei stessa chiama “insolite”: confettura di barbabietole o di patate dolci o di zucchine.  

Possibile che fra tutto questo ben di dio non troviamo qualcosa di nostro gradimento, per evitare il consumo di merendine dal dubbio gusto e dalla ancor più dubbia salubrità, soprattutto se mangiate di continuo? Eddài, proviamo!