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Le porte del Cielo. Percorsi di luce nelle chiese romaniche toscane

Il volume nasce dalla necessità di ritrovare qualcosa di speciale, da troppo tempo caduto nell’oblio, all’interno delle chiese romaniche, ovvero il simbolismo più profondo che i primi cristiani attribuivano alla luce, in particolare nel giorno di Pasqua o in momenti come l’alba e il tramonto dell’equinozio di primavera e dei solstizi.
Di tutte le chiese misurate ne vengono presentate e documentate 44 con illuminazioni particolari, quasi tutte scoperte dall’autore. Qui i fasci luminosi che rischiarano i luoghi più sacri come la cripta, l’altare e la zona absidale della chiesa, simboleggiano la presenza tangibile del Cristo nel tempio a Lui dedicato: luogo privilegiato d’incontro tra Dio e l’Uomo.

L'autore

Simone Bartolini, nato a Siena, lavora a Firenze come cartografo presso l’Istituto Geografico Militare. Da sempre appassionato di astronomia ha progettato e realizzato nell’ultimo decennio varie opere artistico-gnomoniche, tra cui ricordiamo il grande orologio solare della piazza di Panicaglia nel Comune di Borgo San Lorenzo (Firenze), l’orologio solare in Piazza Marconi nel Comune di Pineto (Teramo) e il complesso gnomonico situato nel parco pubblico del monastero buddista di Nan Lian Garden a Hong Kong (primo premio al X concorso internazionale Shadow of Time). Ha vinto il concorso nazionale Il Fiume, il Tempo e il Sole per la realizzazione di un complesso gnomonico nel parco del Mella nel Comune di Brescia. Collabora con il Museo Galileo per la ricostruzione di antichi strumenti scientifici. Ha pubblicato con Polistampa i libri I fori gnomonici di Egnazio Danti in Santa Maria Novella (2006), Gli strumenti astronomici di Egnazio Danti e la misura del tempo in Santa Maria Novella (2008) e Sole e Simboli. Gli Zodiaci di San Miniato e di San Giovanni a Firenze (2013).

Autore: . Editore: Polistampa. Genere: Saggistica

Prezzo di copertina: 25,00 €

Prezzo Unicoop Firenze: 21,25 €

Recensione

Le chiese romaniche e la luce hanno un rapporto particolare. Era importante il valore simbolico della luce del giorno di Pasqua “che dalla monofora centrale dell’abside illuminava l’officiante durante la solenne messa di resurrezione”, o quella dell’alba o del tramonto dei solstizi e dell’equinozio.

Erano lame di luce che entravano dalle finestre strette e lunghe che si aprivano lungo le fiancate di nuda pietra e andavano a colpire, non a caso, punti particolari del tempio. A San Miniato a Monte dal 21 marzo al 16 aprile e dal 28 agosto al 23 settembre, un’ora prima del tramonto, due fasci di luce colpiscono i mosaici che rappresentano Maria e Gesù; questo “risplende di luce ricordando la resurrezione”; la luce illumina l’area sotto il piede destro di Gesù per spostarsi verso il piede sinistro: qui la luce si spenge. Ma intanto è stato chiaro il simbolo della supremazia di Gesù sul creato.

Questo è solo un esempio dei numerosi che vengono riportati per tante chiese romaniche sparse su tutto il territorio della Toscana, dalla Pieve di San Paolo a Vendaso a Fivizzano (Mc) alla Cattedrale di San Pietro a Sovana (Gr). Si capisce che l’orientamento con cui erano costruite le chiese veniva studiato approfonditamente, perché l’edificio sacro doveva essere immagine del Cosmo, con un rapporto particolare con il cielo.

E allora l’orientamento di 25 chiese romaniche toscane è in relazione al solstizio d’inverno (sol invictus), quello di 122 in relazione al sol aequinoctialis (quello pasquale) e quello di 144 a est-sudest, cioè genericamente verso l’alba.

L’interessantissimo libro di Simone Bartolini, i cui testi hanno il pregio della chiarezza, contiene molto di più di quello che abbiamo sinteticamente esposto. Emblematiche ed esemplificative le bellissime foto.