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L'obbedienza non è più una virtù

A più di 40 anni dalla loro pubblicazione, le lettere di don Milani che formano “L’obbedienza non è più una virtù” costituiscono, con tutta la loro forza e attualità, una critica della storia dello stato italiano e della guerra moderna che colpisce profondamente la coscienza e solleva il problema dell’identità del nostro popolo alla luce di alcuni articoli della Costituzione. nuova edizione 2014 riveduta e corretta.

L'autore

Cresciuto in una famiglia dell'alta borghesia toscana, Lorenzo Milani matura la sua scelta di cristiano e di prete durante la seconda guerra mondiale. Fin dal seminario, la radicalità della sua fede colpisce e interroga chi lo incontra. Cappellano a San Donato a Calenzano, fra Prato e Firenze, sceglie come propria nuova famiglia il popolo degli ultimi, operai e contadini dell'area fiorentina, e ne mette in discussione il linguaggio e le abitudini millenarie. Trasferito, nel 1954, come priore della parrocchia di Barbiana, sceglie questo luogo isolato del Mugello, sulle pendici del Monte Giovi, come patria definitiva e irrevocabile, in cui spendere fino alla fine tutte le sue forze per dare agli ultimi, e attraverso di loro a tutti, il valore della parola e della sovrana dignità umana. La profonda, anche se scomoda, obbedienza alla Chiesa, la fedeltà alla propria parrocchia, il rifiuto di strumenti potenti e consumistici (televisione, cinema, bar, ecc.) e l'esclusiva dedizione di don Milani alla gente del suo popolo, hanno fatto di Barbiana il luogo dell'incarnazione e della sovranità suprema raggiungibile dall'uomo. Per questo oggi come ieri Barbiana è meta di pellegrinaggi da parte di credenti e non, che cercano il segreto del radicamento nell'amore alla propria gente e alla propria terra. Don Lorenzo Milani è morto a 44 anni il 26 giugno 1967.

Autore: . Editore: Lef. Genere: Saggistica

Prezzo di copertina: 8,00 €

Prezzo Unicoop Firenze: 6,80 €

Recensione

Uno dei testi caposaldo della non violenza e dell’obbiezione di coscienza, tuttora valido e attualissimo, anche se il servizio militare non è più obbligatorio. Se un soldato si sente ordinare di sparare sui civili, deve obbedire? È contro la legge di Dio: allora non deve obbedire, ma obbiettare: l’obbedienza non è più una virtù, appunto. 

Don Milani era un prete e un cristiano di provatissima fede e coerenza: lo dimostrano sia la sua vita che i suoi scritti. Ma il prete degli Ultimi, cui dedicò la sua vita, aveva anche fiducia nelle ‘nuove’ leggi italiane, a cominciare dalla Costituzione e nel suo articolo 11: quello che “ripudia” la guerra; ripudia, appunto, anche quelle del passato, di cui fa una rapida disamina, trovandole tutte ingiuste perché guerre di attacco e non di difesa. 
La Costituzione si avvicina alla legge di Dio: condanna la pena di morte, l’assolutismo, le colonie, il razzismo, la prostituzione, l’inferiorità della donna, il lavoro minorile. Che approva le uniche armi che don Milani riteneva giuste: il diritto di sciopero e il voto democratico. 
Libro di rara ed efficace lucidità, da imparare a memoria.