Unicoop Firenze

Incontri sotto il cielo di Toscana

Raulo Rettori torna con una nuova raccolta di racconti brevi che ci proiettano indietro nel tempo, a un “mondo che ti girava intorno e ti avviluppava nel suo movimento e nel suo calore, in modo tale che da qualunque parte ti voltassi non ti saresti mai sentito solo”, quello della sua giovinezza negli anni dell’immediato dopoguerra, quando la gioia di stare insieme e l’aiuto reciproco facevano parte della quotidianità delle persone. Attraverso un viaggio nella memoria, con umanità egli ci porta a riflettere su quanto il mondo sia cambiato, su come i rapporti si siano raffreddati e su come siano mutati i mestieri e le abitudini, ricordando con dolce nostalgia la vita contadina, il momento della merenda fatta di pane con pomodoro, fino a risalire a episodi vissuti in età adulta narrati con occhi più spiritosi. La mano esperta che ha tenuto per anni il bisturi nelle sale operatorie adesso impugna la penna per andare a scavare con levità anche gli argomenti più spiacevoli, senza farne mai smarrire il significato più profondo.

Autore: . Editore: Sarnus. Genere: Narrativa

Prezzo di copertina: 10,00 €

Prezzo Unicoop Firenze: 8,50 €

Recensione

Raccontini che sono anche delle riflessioni sulla vita di una volta, magari più faticosa ma più schietta, fatta di incontri quotidiani con persone semplici e genuine. La lattaia che girava per le strade per vendere il prodotto delle sue mucche, l’arrotino o l’ombrellaio, spesso la stessa persona, che lanciavano il loro richiamo al vento perché arrivasse il più lontano possibile.

Una vita che permetteva ai bambini, una volta finita la scuola, di vivere appieno quei cento giorni fino al primo ottobre. Ed erano cento giorni di incontri quotidiani, di corse matte e sudatissime dietro un pallone che rimbalzava dove c’era un minimo di spazio, che fosse una piazzetta, un prato o il campino dell’oratorio. Erano giorni in cui il momento centrale era quello della merenda: sana e salutare, la fetta di pane (regina della merenda) con l’olio, quella con burro e acciuga o con vino annacquato e zucchero; ma lasciateci dare la nostra preferenza a pane con pomodoro strusciato e olio. Per bere c’era l’acqua della cannella comunale.

Certi personaggi sono scolpiti nella parola. Come l’eremita alto, possente e dalla barba, dai baffi e dalle sopracciglia lunghi e folti, una via di mezzo fra Mangiafuoco e Rasputin. Viveva solo e, nonostante l’aspetto, era bonario, aveva certezze e qualche dubbio, ma soprattutto una grande fede e profondo amore in Dio.

È un bel libro da tenere sul comodino per leggerlo con calma e riempirsi il cuore di dolcezza.