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Firenze 1517

Il 1517 è l’anno delle tesi di Lutero, l’anno in cui si denunciano pubblicamente la pratica del commercio delle indulgenze e la situazione morale della Chiesa romana: ma è anche l’anno in cui la Chiesa fiorentina ufficialmente proibisce in città e nei suoi contorni la predicazione apocalittica. Partendo da questo scenario, i saggi di Antonio Natali raccontano la genesi e le caratteristiche di capolavori come la  Madonna delle Arpie  e la  Disputa sulla Trinità  di Andrea del Sarto e la  Pala Pucci  del Pontormo.

L'autore

Antonio Natali è stato direttore della Galleria degli Uffizi dal 2006 al 2015. Ha scritto di pittura e scultura del XV e XVI secolo, e monografie su Michelozzo, Andrea del Sarto, Rosso Fiorentino e Pontormo. Ha curato molte fra le più importanti mostre d’arte del Quattrocento e del Cinquecento a Firenze:  L’Officina della maniera , allestita alla Galleria degli Uffizi nel 1996 e poi, a Palazzo Strozzi,  Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici  nel 2010,  Pontormo e Rosso. Divergenti vie della “maniera”  nel 2014 e  Il Cinquecento a Firenze. “Maniera moderna” e controriforma  nel 2017

Autore: . Editore: Polistampa. Genere: Saggistica

Prezzo di copertina: 12,00 €

Prezzo Unicoop Firenze: 10,20 €

Recensione

1517, anno cruciale. In Germania dilaga la protesta di Lutero, lacerante per la cristianità. A Firenze si proibisce la predicazione apocalittica. Quella che originava, come la ribellione tedesca, dalla critica verso il malcostume della Chiesa. L’arte non rimane estranea a queste manifestazioni di dissenso e produce opere che di tale distacco sono segno.

Antonio Natali ci prende per mano e analizza insieme a noi tre capolavori, apparentemente ‘facili’: la Madonna delle Arpie e la Disputa sulla Trinità di Andrea del Sarto, e la Sacra Conversazione del Pontormo. Scopriamo così la complessa simbologia di questi grandi quadri.

Prendiamo per esempio la Madonna sartiana. Le arpie che danno il nome all’opera, guardandole bene, non rispondono all’iconografia classica dei mostruosi uccelli dalla testa femminile; sembrano più simili alle locuste come sono descritte nell’Apocalisse di San Giovanni.

L’Apostolo preferito da Gesù compare nel quadro alla sinistra della Madonna come un robusto giovane dall’energico sguardo. Tiene in mano un libro. La proibita Apocalisse?

C’è poi Francesco d’Assisi, il santo che con le stimmate era divenuto un ‘altro’ Cristo, figlio di Maria, quindi. Il santo che due secoli e mezzo prima aveva combattuto la corruzione della Chiesa si presenta ora come l’Angelo del sesto sigillo, anche per la testimonianza che ne da il suo biografo Bonaventura.

Infine, intorno alla Madonna c’è del fumo. Quello che nell’Apocalisse esce dall’Abisso.

La predicazione apocalittica, cui era stato proibito l’ingresso dalla porta, entra dalla finestra, furtiva e con la veste di un grande capolavoro, per penetrare nella coscienza dello spettatore.

È un libro di grande contenuto e chiarezza esemplare.