Unicoop Firenze

Così mangiavano e ridevano i nostri nonni

Se vogliamo gettare uno sguardo indietro nel tempo, non c’è modo migliore che ripescare libri e documenti usciti direttamente dal passato. Il ritrovamento in un vecchio baule di famiglia delle testimonianze di vita quotidiana degli avi è un evento troppo speciale per non farne l’argomento di un libro! Questo è capitato a un vecchio simpatico scrittore, Gianfranco Coppetti: lui solo può osservare quell’epoca così remota con gli occhi divertiti e pieni d’affetto di un pronipote, ritrovandoci le proprie origini. Di quel mondo senza automobili né TV, senza frigoriferi né telefonini, che per i nostri antenati era semplicemente vita di tutti i giorni, il libro riporta aneddoti, curiosità, ricordi… Ci mostra come si divertivano e, grazie a un vecchio “trattato di gastronomia universale”, anche come mangiavano, proponendo alcuni deliziosi quadretti che sembrano istantanee del nostro passato di toscani e fiorentini.

L'autore

Gianfranco Coppetti

Gianfranco Coppetti, nato a Firenze nel 1936, trascorre i primi anni di vita nel quartiere delle Cure, cui è dedicato il suo libro Una strada bianca che… (Sarnus 2016). Oltre che alla pittura e al disegno, si è sempre affidato alla poesia per esprimere sentimenti ed emozioni.


Autore: . Editore: Polistampa. Genere: Cibi&Ricette

Prezzo di copertina: 10,00 €

Prezzo Unicoop Firenze: 8,50 €

Recensione

Scatole e scatoloni nelle soffitte possono riservare molte sorprese. Soprattutto se agli angoli fra gli scatoloni e il muro abbondano le ragnatele: vuol dire che non sono mai stati aperti.

In un noioso giorno di pioggia, l’Autore decise di aprire quei misteriosi contenitori coperti di polvere. Ci trovò dentro di tutto: dalla dote della nonna su carta bollata (!) a I promessi sposi riscritti in rima e in vernacolo pratese da Giuseppe Paolini, a La Divina Commedia in cento sonetti fiorentineschi di Venturino Camaiti, a tanti altri componimenti in poesia di Autori ormai dimenticati nelle soffitte della letteratura.

C’era anche un libro di cucina: Il Re de’ Cuochi di Giovanni Nelli.

Siamo nel 1889 e la cucina macrobiotica, vegetariana e vegana erano di là da venire; diete, intolleranze e allergie erano forse sconosciute. Tante ricette oggi non sono forse più proponibili, ma oltre a essere interessanti per capire i gusti culinari del passato, sono tuttora molto golose.

Per esempio, la Zuppa di trippa o la Zuppa di purèe di rane o perché no la Zuppa d’ostriche. Abbiamo anche la Minestra di pallottoline di riso (con le pallottoline fritte e farcite di piselli o asparagi) e la ricetta di Pollo e piccioni fritti alla sainte fiorentine e le Cervella di bue alla magnonnese.

Se non siete scappati e siete sempre lì a leggere queste parole, possiamo suggerirvi anche le Fettoline di capriuolo ai tartufi e i Bodini neri di cinghiale, a base di sangue dell’animale appena ucciso; specifica l’Autore che questo è “un piatto adatto solo per colazione o per hors-d’oeuvre”, cioè come antipasto.

Mancano i dolci. Ne sentivate il bisogno?