Unicoop Firenze

Burle toscane (ovvero le ciarle di Ciarleglio)

La Toscana è da sempre la patria della burla. Lì, non per nulla, hanno girato il film di culto  Amici miei  ed è stata tramata la celebre “beffa di Modigliani”. E poi furono fiorentini gli autori del primo “pesce d’aprile” di cui si ha notizia… In questa spassosa raccolta di scherzi e tiri mancini, alcuni antichi come quelli raccontati da Boccaccio o come le burle del Pievano Arlotto, altri orchestrati in tempi più recenti, Ciarleglio attinge a un vasto repertorio di storie buffe, curiosità e aneddoti di Firenze e della Toscana fino a farci morire dal ridere.

L'autore

Nato nel 1949 sulle rive dell’Arno a Sovigliana, nel comune di Vinci (Firenze), Franco Ciarleglio è laureato in giurisprudenza. Appassionato da sempre di giostre, palii e tornei medievali, è un divulgatore di aneddoti, curiosità e leggende della storia ‘minore’ dell’antica Firenze e della Toscana. Nel 2001 pubblica Lo struscio fiorentino, una guida di Firenze fuori dal circuito turistico di massa, più volte ristampata e poi tradotta in inglese, aggiornata (Il canto dei Bischeri, 2010) e ampliata (Lo struscio toscano, 2013). Suoi anche i romanzi Il segreto della priora (2011) e La mappa (2013).
Nel 2014 esce per Sarnus Adagi ma non troppo, illustrato da Cesare Serni, in cui Ciarleglio spiega origini ed etimologie di espressioni, modi di dire e battute fiorentine e toscane, seguito nel 2015 da Adagi con Brio.

Grande appassionato di arte, storia e folklore, organizza frequenti passeggiate in giro per Firenze durante le quali snocciola i racconti più affascinanti a partire dai monumenti, dagli edifici, dai dettagli delle opere d’arte (il gruppo su Facebook si chiama, manco a dirlo, Lo struscio fiorentino).
«Proprio durante uno struscio – rivela -, mi è venuta l’idea per questo libro. Quando spiego come mai è nato un certo detto o un certo proverbio ci sono sempre reazioni stupite: è proprio vero che la nostra lingua è piena di sorprese!».

Autore: . Editore: Sarnus. Genere: Saggistica

Prezzo di copertina: 12,00 €

Prezzo Unicoop Firenze: 10,20 €

Recensione

Torna finalmente il nostro Franco Ciarleglio. La sua ultima fatica è all’insegna di “scherzi, storielle, aneddoti, giochi” ecc. all’insegna della più pura toscanità. Sono 101 ‘appunti’ di varia lunghezza, noti e meno noti, che ci fanno ridere e sorridere.

Due statue di Dante, una nella Basilica di Santa Croce e l’altra nel loggiato degli Uffizi danno il la a uno dei detti più divertenti che prendono in giro anche il sommo poeta: “Dante a Santa Croce la fa e agli Uffizi l’annusa”.
A Pistoia esiste una via Abbi Pazienza: qui un marito tradito accoltellò il presunto traditore scoprendo che invece si trattava del suo migliore amico; l’unica cosa che trovò da dirgli fu “abbi pazienza”. 
L’Autore attinge anche ai classici della letteratura e riassume la storia di Chichibio e la gru di Giovanni Boccaccio. 
Non mancano le spiegazioni sui modi di dire: “portar cavoli a Legnaia”, “si parla del diavolo e gli spuntano le corna”, “stare a buco pillonzi”. 
Un libro godibilissimo, da leggere e poi da tenere in salotto per sfogliarlo ogni tanto, quando siamo giù di morale.