Laureata in filosofia nel 1986 presso l'Università di Firenze. Ha lavorato presso riviste di settore ed ha collaborato con l'Informatore Coop Unicoop Firenze con articoli, correzione di bozze, editing e redazione televideo. Ha formazione "nell'area dell'intercultura e della facilitazione delle interazioni comunitarie", ha frequentato il Laboratorio di comunicazione e avvio al giornalismo per adulti italiani e stranieri", organizzato dall'agenzia Eform e dalla rivista Testimonianze. Insegna in corsi per stranieri Lingua e Cultura italiana. È tornata a collaborare con Unicoop Firenze per redazione pubblicazioni, correzione bozze e editing, e per la produzione di comunicazione (cartacea e web) dell'iniziativa Il dì di festa.    

Molte cooperative di consumo hanno avuto origine da precedenti società di mutuo soccorso, nate in prevalenza dopo la metà dell’800, fondate sulla solidarietà e il sostegno reciproco fra gli associati.

I principi ispiratori erano risorgimentali e mazziniani. Una testimonianza interessante di questo si trova nei verbali delle adunanze generali della Società operaia di San Casciano collocati nell’archivio di Unicoop Firenze.

Nel verbale del 9 novembre del 1973, per esempio, il Presidente invita gli adunati ad uscire dal teatro (Niccolini dove si teneva l’assemblea) insieme con il Consiglio Direttivo per recarsi alla sede della società preceduti dalla banda musicale a scoprimento della Lapide a memoria di Giuseppe Mazzini, che gl’operai di questa Terra anno (sic) inteso rendere in tributo al Grande Maestro. Giunti sul luogo fatte le cerimonie d’opportunità si sciolse il pubblico pacificamente al grido di viva G.Mazzini.

Non soltanto Mazzini torna a più riprese nei verbali, ma anche, con particolare fervore, Garibaldi. Nel verbale del 25 giugno 1882 Il Presidente espone come appena giunse il triste annunzio della morte del grande Cittadino Giuseppe Garibaldi, nostro primate benemerito, fattosi interprete dei sentimenti dell’intera associazione, spedì tosto un telegramma di condoglianze (…). Quindi nella seduta si parlerà del modo di onorare la memoria del sommo Eroe Garibaldi, per la cui perdita l’Italia non solo ma tutto il mondo è rimasto colpito dal più profondo dolore. Si stabilisce all’unanimità di portare il lutto per un anno con un velo nero a coprire la bandiera della società e con gli atti sociali in carta listata a gramaglia. Si decide inoltre che la Società concorra per lire venticinque £.25 alla erezione del monumento e che si apra una sottoscrizione fra i soci per una lapide commemorativa.

Nel verbale del 6 maggio del 1883, in vista dell’inaugurazione della lapide, si stabilisce anche di offrire un banchetto ai volontari del Comune di Sancasciano (…) e una lapide al pubblico Cimitero a memoria dei sancascianesi che presero parte alle guerre dell’Indipendenza Italiana.

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