Laureata in filosofia nel 1986 presso l'Università di Firenze. Ha lavorato presso riviste di settore ed ha collaborato con l'Informatore Coop Unicoop Firenze con articoli, correzione di bozze, editing e redazione televideo. Ha formazione "nell'area dell'intercultura e della facilitazione delle interazioni comunitarie", ha frequentato il Laboratorio di comunicazione e avvio al giornalismo per adulti italiani e stranieri", organizzato dall'agenzia Eform e dalla rivista Testimonianze. Insegna in corsi per stranieri Lingua e Cultura italiana. È tornata a collaborare con Unicoop Firenze per redazione pubblicazioni, correzione bozze e editing, e per la produzione di comunicazione (cartacea e web) dell'iniziativa Il dì di festa.    

Nell’archivio dell’Unicoop Firenze, sono conservati tutti i verbali della Società cooperativa Tessilcoop di Prato dalla nascita nel 1954 al suo scioglimento nel 1971.

L’attività inizia con un contratto di affitto di un impianto di filatura, l’approvazione di un conto  ”Prestiti soci” (10 giugno 1953 in Consiglio di Amministrazione e 14 giugno in Assemblea). Il lavoro nella filatura inizia l’11 giugno. Il primo mese di produzione risulta relativamente soddisfacente a parte alcune deficienze riscontrate nel lavoro (5 luglio 1953). A novembre si prende atto che la produzione del reparto filatura (…) ha dato risultati insoddisfacenti a causa di alcune partite andate male. Il 10 luglio del 1954 viene fatto un richiamo morale(…)  per scarsa produzione.

Che la situazione non sia rosea si evince anche dalla deliberazione di concedere solo 4 giorni consecutivi di ferie a partire dal 13 agosto (...) perché non è possibile tenere la filatura ferma in quanto ci sono troppe spese (7 giugno 1955).

Nel gennaio del 56 si parla di bassa produzione, anche se La maggioranza del Consiglio non può esimersi dal costatare se la bassa produzione dipende essenzialmente dal cattivo stato delle macchine che la cooperativa a (sic) in affitto. Però Il consigliere Calamai propone che con i soldi delle feste natalizie venga organizzato un ritrovo affinché tutti i soci possano passare una serata insieme.

Continuano i problemi con le macchine che sono vecchie e il Presidente rileva che nella filatura vi è il brutto vizio da parte dei soci di voler troppo metterci le mani e ciò a parere suo con scarsa competenza. Ma un consigliere fa rilevare che la mancanza di filatori responsabili, fa sì che ognuno di fronte ai guasti se la debba cavare da solo particolarmente di notte (10 maggio 1956).

Ad ogni buon conto nel verbale di consiglio del 20 giugno 1956 Il Presidente propone che anche quest anno le ferie non debbano superare i 3 giorni propone che lo stabilimento stia fermo i giorni 14-15-15. Si propone tuttavia di concedere qualche giorno in più a chi ha problemi di salute.

Passa il tempo ma la situazione rimane difficile, tanto che nell’ottobre del 67 il capomacchina dà le dimissioni.

Nel verbale di consiglio del 15 marzo 1968, si approva all’unanimità di convocare l’Assemblea per lo scioglimento della società in quanto non venendo rinnovato il contratto di affitto dal proprietario e non potendo collocare le macchine ormai deteriorate, non si vede altra soluzione… Il 27 aprile si delibera il licenziamento di soci e dipendenti. Nel verbale dei liquidatori del 25 novembre 1968 si comunica che la liquidazione della società procede bene e i debiti della società quasi completamente saldati.

Nela relazione finale dei liquidatori presentata all’assemblea il 22 marzo 1971 si dice che il Bilancio dell’esercizio testé decorso, (…) viene chiuso col pareggio a zero, in quanto sono stati eliminati tutti i debiti della società (…) mediante la rinuncia da parte dei soci di parte dell’indennità di liquidazione e si ringraziano tutti i soci per il loro spirito di sacrificio.

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