Giornalista e scrittore Caporedattore per oltre un ventennio del quotidiano "La Nazione", è stato collaboratore del "Ponte" e de "L'Espresso". Profondo conoscitore della storia fiorentina e toscana, alla quale ha dedicato numerosi volumi. Ha curato a lungo i problemi della scuola, redigendo manuali e fondando le riviste "Tuttoscuola" e "Palomar". Ha diretto a Firenze l'emittente televisiva Rete A, al suo attivo ha anche una collaborazione trentennale con la RAI.

Il tempietto sull'angolo del giardino della sede di Unicoop Firenze, tra via Santa Reparata e via XXVII Aprile (Ph Daniela Tartaglia)

C'è un grande tabernacolo cinquecentesco in pietra che fa da spartiacque fra Via delle Ruote e Via Santa Reparata, ora restaurato e illuminato. E' il baricentro di un reticolo urbano, trafficato ma sereno, che serba ricchissime e plurisecolari memorie di una vita fiorentina che qui attorno si svolgeva. Vi si confondevano un tempo, in mutuo confronto e rapporto, le fatiche del lavoro dei popolani della lana, la solidarietà civile e religiosa di chiese e ospedali, la politica e la cultura, di cui restano numerose tracce, dall'antico Ospedale di San Bonifacio (oggi sede della Questura), alla sede tipografica, editoriale e libraria che nell'Ottocento vi fondò Le Monnier in Via San Gallo.

Il luogo ha coordinate importanti: quasi una cerniera fra l'antico centro storico e la Firenze ottocentesca dove nacquero, all'abbattersi delle Mura, un secolo e mezzo fa, Piazza San Gallo (oggi della Libertà) e Piazza Indipendenza, a lungo detta Piazza di Barbano. (…)

Sull'angolo di Via XXVII Aprile si apre anche il grande Chiostro di Sant'Apollonia che conserva il celebre Cenacolo di Andrea del Castagno. Sull'altro angolo, un piccolo tempietto adorna il giardino della villa sede della Unicoop Firenze, al numero 43 di via Santa Reparata.

L'edificio, di stile neoclassico, fu costruito fra il 1818 e il 1843 come residenza signorile. Ai primi del ’900 passò di proprietà alla Società elettrica mineraria del Valdarno, che costruì l'altro edificio a tre piani su via XXVII Aprile. Dal 1963, con la nazionalizzazione delle imprese elettriche, il complesso immobiliare divenne sede dell'Enel e fu poi acquisito nel 1974 dalla Unicoop Firenze, che lo sottopose a un minuzioso e curatissimo restauro.

La scelta di una sede prestigiosa in città risponde all'esigenza di radicare la cooperativa più profondamente nel tessuto cittadino e dare visibilità ad una realtà economica e sociale fra le più consistenti della regione. (…)

Il breve viaggio nel fervido quartiere che si è sommariamente descritto, ci riporta al tabernacolo, restaurato grazie all'intervento di Unicoop Firenze. (…) Dedicato a Maria (culto tipico e proprio della fede fiorentina) l'affresco rappresenta la Madonna Assunta, in un turbine di angeli che la sollevano al cielo. Su un grande zoccolo che giunge fino a terra, all'interno di due colonne scanalate, con l'architrave piano e il timpano intero, sta la figura ascensionale della Vergine, originalmente dipinta in stile tipicamente manierista, con i Santi Giovanni, il Battista e l'Evangelista, inginocchiati ai suoi piedi. L'affresco non ha attribuzione certa, ma è di tale pregio che si sono accampati i nomi del Bronzino o di Ridolfo Del Ghirlandaio o infine di un discepolo di questi, il Tosini: grandi pennelli, appunto, del manierismo fiorentino, che ebbe nel Pontormo e in Rosso i suoi magici e supremi interpreti. Il tabernacolo reca anche lo stemma dei Battilani.


Particolare dell'affresco del tabernacolo restaurato (Ph Daniela Tartaglia)

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