Laureata in filosofia nel 1986 presso l'Università di Firenze. Ha lavorato presso riviste di settore ed ha collaborato con l'Informatore Coop Unicoop Firenze con articoli, correzione di bozze, editing e redazione televideo. Ha formazione "nell'area dell'intercultura e della facilitazione delle interazioni comunitarie", ha frequentato il Laboratorio di comunicazione e avvio al giornalismo per adulti italiani e stranieri", organizzato dall'agenzia Eform e dalla rivista Testimonianze. Insegna in corsi per stranieri Lingua e Cultura italiana. È tornata a collaborare con Unicoop Firenze per redazione pubblicazioni, correzione bozze e editing, e per la produzione di comunicazione (cartacea e web) dell'iniziativa Il dì di festa.    

Il libro dei verbali delle adunanze generali della Società Operaia di San Casciano e il verbale del 25 settembre del 1984

Le società operaie di mutuo soccorso si occupavano prevalentemente di dare un sostegno economico e morale agli associati e non solo, in mancanza di uno stato sociale che era ancora lontano da venire.

Come si legge nei verbali delle adunanze generali della Società operaia di San Casciano, nella seduta del 23 novembre 1873, il Presidente progetta che venga fatto una soscrizione (sic) a favore delle famiglie povere del paese, che la Società faccia iniziative stanziando una somma, e propone di dare una somma di £ 200,00. Sarebbero circa 760 € di oggi e la proposta viene approvata anche se ne nasce una viva discussione.

La proposta di istituzione di un Monte di Pietà dell’24 agosto 1873 viene rinnovata e affossata il 14 novembre 1875 perché ritenuta troppo onerosa, mentre il sussidio di 30 o 40 £ al giorno ai soci malati cronici viene approvato all’unanimità il 10 agosto dello stesso anno.

Ma non si pensi che l’attenzione fosse tutta rivolta ai soli soci, perché quando nel 1884 scoppia un’epidemia di colera
A seguito di morti nelle città di Napoli e Spezia il Consiglio crede bene di incaricare la Presidenza perché in unione alle altre Associazioni locali fosse costituito in Sancasciano un comitato di soccorso ai danneggiati dal colera, proponendo al tempo stesso di erogare (…) una somma (…) e di aprire una sottoscrizione fra i soci (25 settembre 1884).

Gli strumenti di tutela aumentano con il tempo: dall’avvio delle procedure per l’istituzione di un fondo prestiti che, sostiene il Presidente, sosterrà anche la classe agricola e che porterà al paese illimitati benefizi (2 ottobre 1887) e di un fondo pensioni per coloro che raggiunti i 10 anni di vita sociale si rendano inabili al lavoro per vecchiaia od infermità (11 agosto 1889).

Ma anche la qualità della vita di soci e compaesani è di interesse per la società, tanto che 1° novembre 1868 l’assemblea dà mandato al cassiere di acquistare libri per la Biblioteca popolare circolante considerando che la fondazione di una Biblioteca in Sancasciano sia utile anche per la società operaia. Il 19 dicembre 1869 si delibera la spesa per un trattenimento istruttivo domenicale nell’ore pomeridiane, il 23 luglio 1876 si delibera una tombola a benefizio della società.

Per tutte le attività svolte, la Società riceve Una Menzione Onorevole nell’Esposizione generale italiana di Torino del 1884 (verbale dell’11 ottobre 1885), si presume nella categoria Previdenza e assistenza pubblica.

Ci si occupa un po’ anche di politica. Per esempio si legge di uno scritto inviato dalla Società Operaia di Pisa (…) affinché in unione ad altre venga emesso un voto tendente ad ottenere dal R° Governo la estensione a tutti i Cittadini Italiani (…) del diritto di votazione alle elezioni politiche e l’assemblea delibera all’unanimità di completamente aderire alla deliberazione (30 maggio 1869).

Ma la bagarre scoppia il 21 luglio 1901 quando si discute dell’invito a prendere parte domenica 28 luglio, ufficialmente colla bandiera, al Consiglio pubblico, per l’abolizione del dazio del grano. Si propone un Ordine del giorno conciliativo che viene respinto, c’è chi ritiene che la Società non possa esimersi da prender parte a un consiglio che ha uno scopo puramente economico (…) . Il Socio Duca Leone Strozzi sostiene che il consiglio ha uno scopo politico di carattere sovversivo. Altri fanno notare che negli altri paesi le società operaie hanno partecipato come la Società operaia di Scandicci. Il Presidente dopo avere con energia mantenuto un perfetto ordine ed ottenuto il silenzio invita gli adunati a pronunciarsi. Il risultato della votazione è ….

Le nostre storie