Il Supermercato Via Carlo Del Prete nel 1965

Nel 1961 apre il primo grande e moderno supermercato della concorrenza a Firenze, in Via Gaetano Milanesi. 920 metri quadri, un vero e proprio colosso della distribuzione paragonato ai ben più modesti negozi della cooperativa. Un grande concorrente, considerando che praticava anche la “vendita sottocosto” di alcuni prodotti di largo consumo, allora un concetto lontano dalla mentalità dei cooperatori che come i commercianti tradizionali applicavano un ricarico quasi omogeneo sul prezzo d’acquisto.

Di nuovo crisi e la riduzione delle vendite. La necessità di compiere un cambiamento, scelte difficili, quale quella di chiudere i negozi ad iniziare da quello in via dello Steccuto. Per evitarne il licenziamento, i negozi furono venduti allo stesso personale. Si tentò, con il valore degli avviamenti e delle attrezzature, di risollevare le sorti della cooperativa, anche se ciò comportò animati dibattiti e discussioni all’interno della Mutuo Soccorso e delle associazioni sindacali e politiche.

Nel 1962 cambia la ragione sociale: da Cooperativa del Popolo di Rifredi a Cooperativa di Consumo Firenze, con sede sempre in via Vittorio Emanuele. Vi confluiranno le cooperative di Legnaia, Mercato Centrale, Castello e Peretola. Nel 1966 sarebbe confluita nella Casa del Popolo di Sesto Fiorentino. A seguito dell’incorporazione di cooperative pratesi e mugellane, nel 1968 ha assunto il nome Toscocoop (alla quale, nel 1971, si è aggiunta Coop Etruria) e, come ricordato, nel 1973, Unicoop Firenze nella quale in quell’anno è confluita l’Unicoop Empoli.

Alla metà degli anni Sessanta risalgono anche i primi tentativi della cooperativa di entrare nella grande distribuzione. Un esempio: l’apertura del supermercato di via Carlo del Prete, l’unico negozio rimasto libero dalle acque durante l’alluvione del 1966: 650 metri quadri, con il banco latticini ed i salumi a vendita a taglio.

Tra il 1968 ed il 1969 il vecchio immobile della Coop di via Vittorio Emanuele fu demolito per realizzare, sempre lì dove c’era lo spaccio, un negozio più moderno e grande. Con la demolizione andò perduta la targa di marmo in ricordo di Garibaldi che si trovava sulla facciata dell’edificio.

Fu la prima esperienza di libero servizio integrale: tutto confezionato, dalle carni, ai salumi, ai latticini. L’esperienza risultò negativa ed il negozio fu nuovamente trasformato con banchi a servizio.


La vecchia sede della Cooperativa del Popolo in via Vittorio Emanuele, prima della demolizione (1968/69)

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