Firenze, Piazza Dalmazia nei primi del '900. Foto www.smsrifredi.it

La Sezione cooperativa di Rifredi si schierò sul terreno della neutralità, opponendosi all’intervento italiano nella Grande guerra e difendendo, per tutto il periodo bellico, il potere d’acquisto delle classi lavoratrici.

Nel 1914 aveva trasferito il punto di vendita da piazza Socci ad un proprio locale in via Vittorio Emanuele (vecchia sede della Sms), con un forno in grado di sfornare 4 quintali di pane al giorno. Ciò fece sì che la cooperativa, sotto la guida del magazziniere Egisto Frilli, che poi ne divenne direttore, uscisse dal conflitto con un volume di vendite talmente aumentato da essere tra le prime cooperative della provincia.

La vita interna della cooperativa non fu fermata nemmeno dalla violenza del regime fascista. La cooperativa restò, nonostante l’inevitabile fascistizzazione del consiglio d’amministrazione, un punto di riferimento importante per il vecchio corpo sociale.

E’ significativo che, ancora nella seconda metà degli anni Trenta, nessuno dei 5 capi negozio, compreso il direttore Egisto Frilli, avesse la tessera del Partito Nazionale Fascista.

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