Anni 70. Una scolaresca di Barberino in visita ai magazzini Coop a Sesto Fiorentino

Già dalla fine degli anni Sessanta s’inizia a parlare di un nuovo Supercoop. Di avere cioè anche a Barberino un punto di vendita adeguato e moderno da costruirsi sul terreno di proprietà della Cooperativa.

L’entrata in Toscocoop, avvenuta nel 1967, rende più plausibile questa speranza e in più il terreno è finalmente disponibile. Si decide così, sotto la guida di Dino Carpini e la segreteria di Ofelio Braccesi di non indugiare oltre.

Con il 1970, in vista di questo strategico obiettivo, si apportano grandi cambiamenti: per prima cosa viene dato in affitto lo spaccio della Cavallina; poi viene venduto lo spaccio numero due di corso Bartolomeo Corsini e, infine, viene deliberato dal consiglio di non concedere più credito presso gli spacci.

Come ricorda divertito Mauro Latini, in quell’occasione: Molti libretti finirono… in forno. Erano lì da troppo tempo, c’erano delle famiglie, degli anziani soli, troppo in arretrato, non avevano i soldi per pagare, e allora che fai? Finirono nel fuoco e bell’e fatto.

Già nell’agosto del 1968 in un consiglio presieduto da Dino Carpini, a cui erano presenti i consiglieri Mauro Latini, Marcello Nutini, Roberto Mocali e Primo Cangioli, si affermava la necessità di recuperare i crediti di banco e venivano esaminati accuratamente, uno per uno, i creditori per decidere il da farsi. Infine, veniva dato mandato di recuperare il più possibile, lasciando fuori il minimo indispensabile, senza trascurare i casi particolari, cioè quelle famiglie cui non si può agire diversamente.

Anche queste informazioni, come quelle di Tosco Ottaviani relative al dopoguerra, la dicono lunga sull’importanza della cooperazione a Barberino.

Se a luglio cominciano ad arrivare i primi preventivi, ad agosto del 1970 il lavoro è già appaltato alla Cooperativa edile barberinese. Nel 1971 si cessa definitivamente il credito ai clienti e viene richiesto un intervento finanziario di credito fondiario al Monte dei Paschi di Siena per Barberino da parte della Toscocoop. Come prima ricordato, è questo l’anno in cui muore il vecchio banconiere Paolo Modi: con questo triste avvenimento e con l’inizio dei lavori del Supercoop, si chiude simbolicamente un’epoca e, in pieno boom economico, se ne apre un’altra.

Nel 1972 viene inaugurato il Supercoop in via Primo Maggio. Il nuovo punto di vendita porta notevoli cambiamenti nel modo di fare la spesa. Con i carrelli e i percorsi tipici del nuovo sistema self service, arriva un’altra importante novità: la vendita della carne. Mauro Latini ricorda: in via primo maggio cominciò la macelleria, che fu una grossa novità per le persone. Perché si trovava carne buona a minor prezzo. Ciò portò alle proteste dei macellai che temevano di perdere clienti. Ma in realtà non fu così.

Il nuovo supermercato riuscì a soddisfare le esigenze di un paese in rapida crescita e trasformazione fino al 1985, quando ci si rese conto che la struttura non era più sufficiente. Nel 1972 la Toscocoop si fonde con un’altra grande cooperativa che operava nella provincia a sud di Firenze, fino ad Arezzo, la Coop Etruria. L’anno dopo un’altra fusione con Unicoop Empoli e nasce, di nome e di fatto, l’Unicoop Firenze. A Barberino di Mugello si costituisce l’attuale sezione soci con il compito di raccordare la base sociale con il consiglio d’amministrazione e la Direzione della cooperativa.

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