La nostra storia comincia intorno alla metà degli anni ‘80.

Elsa Fallani ha sessant’anni, un lavoro come responsabile di cassa al Consorzio delle cooperative di consumo di Sesto Fiorentino e una gran voglia di fare qualcosa di concreto, di visibile, per far conoscere la cooperativa al mondo esterno, soprattutto ai più giovani. Il suo desiderio si realizza nel 1983, quando viene eletta presidente della sezione soci Coop Ponte di Mezzo-Rifredi. Fu Mario Latini, all’epoca responsabile del settore soci e consumatori, a presentarla ai consiglieri della sezione. La conosceva bene e sapeva che avrebbe portato una bella sferzata di energia. Ma forse nemmeno lui si immaginava fino a che punto...

Con questo spirito, appena nominata presidente della sezione, organizzò insieme all’Anpi, l’associazione dei partigiani, una cerimonia per ricordare i caduti del quartiere del Ponte di Mezzo nella lotta per la Liberazione. Ma una lapide in un cortile non bastava, non poteva bastare.

Fu così che Elsa cominciò a pensare ad un’iniziativa che coinvolgesse le scuole. L’occasione era importante, ci si avvicinava al 40° anniversario della Liberazione. L’idea di promuovere un concorso sulla storia del quartiere di Rifredi nacque proprio in quei giorni. Era l’anno scolastico 1984-1985: i ragazzi dell’Iti e del liceo scientifico, entrambi intitolati a Leonardo da Vinci, furono chiamati a ripercorrere, con un attento e meticoloso lavoro di ricerca, le tappe di 50 anni di vicende storiche, economiche e politiche legate al quartiere.

Il concorso “La zona industriale di Firenze: 1930-1980” fu un successo. Ma il meglio doveva ancora arrivare.

Il 20 dicembre 1985, accolto da tremila studenti, il senatore a vita ed ex presidente della Repubblica Sandro Pertini arriva in via del Terzolle, nella sede dell’Istituto tecnico industriale Leonardo da Vinci. Era stata Elsa ad invitarlo a premiare i vincitori del concorso. E lui aveva detto di sì, semplicemente.

«Il cortile della scuola era stracolmo, non bastava a contenere tutti gli studenti - ricorda Antonia Marrassini, all’epoca insegnante di italiano e storia proprio all’Iti. - In pochi minuti riempirono la scalinata, qualcuno non esitò a spenzolarsi dalla finestra insieme alla bandiera tricolore. Un calciatore famoso o un cantante rock non avrebbero saputo suscitare tanto entusiasmo».

I ragazzi avevano affidato il loro pensiero ad uno striscione, sistemato proprio all’ingresso della scuola: «Sandro, per noi è importante il tuo esempio di pace e di giustizia». Si erano trovati tutti d’accordo nello scegliere quelle semplici parole, e il “tu” era venuto spontaneo, naturale.

Pertini ricambiò, con altrettanta semplicità. «Niente discorsi, i discorsi vi annoiano - disse il presidente -. Noi anziani non dobbiamo fare nessuna predica ai giovani ma dare esempi di onestà, rettitudine e coerenza...». Seduta accanto al presidente dell’Unicoop Firenze, Turiddo Campaini, Elsa lo ascoltava raggiante. Ancora una volta era riuscita in un’impresa quasi impossibile.

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