Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Un incontro presso il centro Doc di Campi

Grazie al programma di Educazione all'alimentazione e ai consumi, nei primi anni 90 la Sezione soci era diventata un punto di riferimento per le scuole e per la stessa Amministrazione comunale. Di questo i membri del Consiglio erano molti fieri e per poter organizzare al meglio queste attività sentirono il bisogno di fare un passo avanti.

In quegli stessi anni alcuni dirigenti della sede di Unicoop Firenze stavano studiando il progetto per aprire un Centro di Documentazione e orientamento ai consumi a Empoli. Rosanna Fabrizi lavorò con loro per studiare la possibilità di far nascere questo centro anche a Campi. Il Centro Doc di Campi fu inaugurato il 7 febbraio del 1993.

Per dare spazio a questo Centro fu ristrutturata la sede della Sezione soci e il pian terreno fu messo a disposizione del Centro Doc. Si trattava di una saletta per ospitare i bambini in cui era stata allestita anche una cucina con tanto di frigoriferi, fornelli e un tavolo, un locale a misura di bambino e dove i docenti potevano tranquillamente svolgere le diverse attività previste dai programmi.

Per occuparsi della didattica furono contattati una cooperativa di dietiste, pedagogisti, psicologi e animatori organizzati dalla dottoressa Tiziana Luciani. Il successo del centro Doc confermò che la strada intrapresa era quella giusta. Il centro si sviluppò e crebbe velocemente, anche grazie alla lunga esperienza maturata negli anni precedenti a Campi, nel rapporto con le scuole, e grazie ai programmi svolti fi no a quel momento.

Il primo progetto presentato fu diviso in 3 percorsi didattici: "Consumi e desideri", "Il cibo delle fiabe" e "Il tempo degli oggetti". Gli alunni, nel primo percorso, dovevano raccontare e spiegare i loro desideri tramite manoscritti o disegni, raffrontandoli con quelli dei loro genitori e dei loro nonni. Nel secondo si doveva confrontare il mondo delle favole con quello reale, dal punto di vista di abitudini alimentari e nel terzo i ragazzi dovevano capire e investigare su alcuni oggetti non più in uso ma che i loro nonni o genitori avevano usato abitualmente in gioventù.

Nel 1994 si svolse un ciclo di conferenze, organizzato da Unicoop Firenze in collaborazione con la Sezione soci di Campi, dal titolo: "Una fame da leggere". Vi parteciparono professori universitari, esperti di cucina e di fiabe di tutta l'Italia. Ebbe un grande successo di pubblico e le relazioni furono riunite in un libro che venne presentato alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna quello stesso anno.

I docenti del Centro Doc furono molto attenti ai cambiamenti sociali e pensarono di inserire nei programmi i temi della multiculturalità e dell'integrazione che erano ormai caratteristici di questa zona. Una delle iniziative realizzate dal Centro, per affrontare questo argomento, fu la creazione del ristorante "L'Africa dei bambini" in occasione della collaborazione con Luglio Bambino nel 1996. Si pensò di far comprendere ai bambini le differenze tra la nostra e le altre culture in modo positivo attraverso il cibo.

Il Centro Doc a questo punto era maturo per aprire le porte ai circoli didattici dei comuni limitrofi Sesto Fiorentino, Calenzano e Prato e oltre alle scuole elementari e medie fu coinvolto nei progetti anche un liceo scientifico.

La partecipazione continuò a crescere negli anni, infatti nel 1995 furono organizzati corsi per 32 classi di Campi, 10 di Sesto, 40 di Prato e 2 di Calenzano, con una media di 10 ore per classe dedicate a questo programma mentre nell'anno scolastico 96-97 furono programmati percorsi e interventi educativi per circa 300 classi.

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