Nel museo inglese che oggi ospita la casa della cooperazione è ricostruito in dettaglio il piccolo negozio di Toad Lane, a Rochdale, che dal 21 dicembre 1844 ospitò la prima cooperativa organizzata del mondo.

Il bancone fatto con una tavola appoggiata su due barili, la panca per l'attesa, le bilance e i cinque prodotti messi in vendita (zucchero, burro, farina di grano e d'avena, candele) danno la misura di quanto fosse forte lo slancio di solidarietà dei primi cooperatori e quanto necessario il loro impegno.La rivoluzione industriale era ormai già avanzata ma le condizioni di vita di operai, contadini e artigiani di certo non brillanti.

Eppure i 28 soci fondatori di questa cooperativa di consumo non erano poverissimi, anche perché ci voleva comunque un po' di denaro per avviare la piccola bottega.E così, con 28 sterline di capitale iniziale e i principi del cartismo e del filantropismo oweniano ben fissi in mente, i 28 tessitori iniziarono l'avventura.

Non furono i primi in assoluto (già qualche anno prima il socialista utopista Robert Owen aveva tentato senza troppi risultati un esperimento cooperativo nella sua comunità di New Lanark) ma se non altro i soli ad applicare delle regole base che permisero alla cooperativa di sopravvivere pur aiutando la povera gente. Principi elementari cui, da allora in poi, si è ispirato l'intero movimento cooperativo mondiale.

Nel resto del mondo

A soli venti anni da Rochdale in Gran Bretagna esistevano già 454 società cooperative e veniva fondata la 'Cooperative Wholesale Society', in Francia si diffondevano le teorie mutualistiche di Louis Blanc e, nello stesso anno della seconda Internazionale (1889) si teneva a Parigi un convegno cooperativo europeo.

Nel frattempo in Germania la fondazione delle Casse Raffeisen andava sperimentando nuove forme aggregative e negli Stati Uniti fiorivano, fin dal 1850, le idee fourieriste.

E in Italia

Anche se analoghi fenomeni economici investirono l'industria italiana dell'800, tutto avvenne in ritardo e con dimensioni minori nei diversi stati che componevano l'Italia fino al 1861, anno dell'Unità.L'impulso democratico e mazziniano fece fiorire società di mutuo soccorso, magazzini di previdenza, società cooperative operaie. In Toscana la prima cooperativa di consumo nacque il 13 maggio 1863.

Unicoop Firenze oggi

Il 1° novembre 1891 a Sesto Fiorentino si costituiva la società cooperativa, dalla quale, in seguito ad una serie di fusioni, nel 1973 sarebbe poi nata l'Unicoop Firenze.

Il nome e il primato fra le Coop consumatori è stato raggiunto nel 1973 con la fusione fra tre grandi cooperative che operavano in Toscana: la Toscocoop con punti di vendita in Firenze (zona Rifredi), Sesto Fiorentino e Prato; Coop Etruria operante in Firenze (zona sud-est), Chianti, Valdarno, Arezzo e Sansepolcro; Unicoop Empoli con negozi nell'empolese, in Val d'Elsa e fino alle porte di Firenze.

Successivamente sono stati aperti supermercati anche a Siena e Pistoia. Quindi, nel 1998, si è avuta la fusione con l'Unicoop - Cooperative Pisane Riunite.Oggi Unicoop Firenze gestisce una rete di mini-mercati, supermercati ed ipercoop che si estende in 7 provincie della Toscana: Arezzo, Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.