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Firenze

La rificolona

Scritto il 19/12/2008

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

L'otto settembre, secondo la tradizione cristiana, la madre di Gesù nacque, in un anno imprecisato, non lontano da Nazaret, dove poifu edificato un tempio in suo onore.
foto: Foto Archivio Consiglio Quartiere 1 / La rificolona
Una delle maggiori basiliche di Firenze, SS. Annunziata, è dedicata al suo culto e per lei viene celebrata una festa nel giorno del suo compleanno.
Una ricorrenza oggi tiepidamente seguita ma nel passato di grande impatto popolare, alla quale partecipavano in maggioranza i contadini della campagna circostante.
Per loro si trattava di una festa che andava guadagnata faticosamente perché, in un periodo in cui non esistevano mezzi di trasporto veloce, bisognava partire molto presto se si voleva arrivare in tempo per partecipare alle cerimonie religiose.

C'è da aggiungere che i contadini non si mettevano in cammino a mani vuote: se lo scopo ufficiale, infatti, era quello di compiere una sorta di pellegrinaggio nel santuario dedicato alla Madonna, la ragione principale era quella di guadagnare qualche soldo. Prima della partenza riempivano cesti e fagotti con i prodotti della loro terra che potevano far gola ai cittadini: frutti di stagione, formaggi, piccoli oggetti d'artigianato.
Coloro che erano costretti, data la distanza, a viaggiare anche di notte, si munivano di una torcia o di un lampioncino per illuminare la strada. E furono proprio quei lumicini formati da un cero acceso intorno ad un involucro di carta fine, il tutto attaccato ad un bastoncino per poterlo trasportare, ad attirare la maliziosa attenzione dei ragazzacci fiorentini.
Per loro quei lumini - che avrebbero preso, per contorte vie fonetiche (forse da "fierucola"?) di cui è difficile rintracciare i vari passaggi, il nome di "rificolone" - costituivano il bersaglio da colpire nei loro notturni giochi di strada.
Non doveva essere uno spettacolo edificante: da una parte uomini e donne di campagna - rozzi, malvestiti, stravolti dalla stanchezza e spauriti nel trovarsi, forse per la prima volta, nella grande città - dall'altra bande di ragazzini terribili che si aggiravano furtivi nella grande piazza, lungo le scalinate e sotto i loggiati, a caccia di rificolone da colpire con un bastone e possibilmente distruggere.

foto: Foto Archivio Consiglio Quartiere 1 / La rificolona 2
Oggi che dei contadini è scomparsa ogni traccia,
la festa ha preso un'altra connotazione, anche se lo spirito di fondo è rimasto immutato.
Ai bambini di buona famiglia (spesso accompagnati dai genitori), che portano a spasso la loro rificolona cantando l'ingenua filastrocca
Ona, ona, ona,
Oh, che bella rificolona!
fanno da contraltare altri ragazzini i quali, armati di cerbottane caricate a pallini di stucco o d'argilla, s'intrufolano tra la folla e, al momento opportuno, sparano colpi micidiali contro i lampioncini.
Così, mentre i monelli esultano di gioia per il bersaglio colpito, i bambini "buoni" piangono lacrime amare per la perdita del loro giocattolo di una notte.

Quando: 7 settembre (data fissa)
Dove: piazza Santissima Annunziata e nelle vie del centro
Ingresso: libero
Sul web: Storia della Rificolona

Foto: Archivio Consiglio di Quartiere 1

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