Roccalbegna (GR)
La "focarazza" di Santa Caterina
Scritto il 19/12/2008
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| La focarazza |
Una volta ancora il bosco e il fuoco sono i protagonisti di una festa nell'area amiatina. E quella che si tiene in novembre a Santa Caterina di Roccalbegna ha una simbologia talmente diretta da renderla unica nel pur ricco panorama di celebrazioni e rievocazioni che scandiscono il calendario delle festività amiatine.
La sera del 24 novembre, cioè la vigilia del compleanno di Santa Caterina (non la nostra, senese, ma quella nata vissuta e martirizzata ad Alessandria d'Egitto), il parroco del piccolo centro s'inerpica in processione sul poggio che lo sovrasta e benedice una normale catasta di fascine e legna in mezzo alla quale è conficcato un lungo palo di cerro, il cosiddetto "stollo".
Al termine della cerimonia religiosa si appicca il fuoco alla catasta e, sotto gli occhi attenti dei borghigiani, si lascia che le fiamme si alzino al cielo, ad illuminare una campagna ormai avvolta nell'oscurità della sera. Quando il fuoco diminuisce d'intensità entrano in azione gli uomini di Santa Caterina, divisi in gruppi a seconda del rione d'appartenenza. Rischiarato dai bagliori intermittenti delle ultime lingue di fuoco, ogni partecipante s'impegna, in una sorta di ancestrale rito purificatore, a sfidare il calore e il fumo per tentare di impadronirsi dello "stollo" e portarlo nel proprio rione.
Ma l'obiettivo di un gruppo contrasta con le mire di un altro. In questa singolare lotta, gli scarsi spettatori ammessi sono testimoni di uno spettrale girovagare per le stradine del paese di uomini, anneriti e accecati dal fumo e dal fuoco, che si aggrappano a quel tronco di legno in un procedere a balzelli, ora in una direzione ora in un'altra, fino a quando il gruppo più robusto riesce a fiaccare la resistenza degli altri e può depositare il pesante legno in un vicolo del proprio rione.
Ma la cerimonia - o il gioco o la battaglia, a seconda dell'ottica con cui si guarda - non finisce qui: il tronco viene tagliato in tanti pezzi quanti sono stati i partecipanti, così ognuno può portare a casa una porzione di quell'oggetto-feticcio che ha costituito materia del contendere per una serata.
In seguito ogni pezzo verrà messo a bruciare nel caminetto di casa e quando le fiamme lo avranno del tutto consumato si prenderanno le ceneri che poi, in religioso raccoglimento, saranno disperse nei campi e negli orti quale auspicio per una fertile stagione agricola.
Dove: dentro e fuori l'abitato di Santa Caterina.
Ingresso: libero
Sul web: Comune di Roccalbegna

