Santa Fiora (GR)
La festa delle tre croci
Scritto il 19/12/2008
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| La festa delle tre croci |
Uno è il parroco della chiesa di Santa Fiora che incarica il falegname Maso Crogi - il secondo personaggio, un Geppetto ante-litteram - di scolpire in un tronco di sorbo l'immagine del Cristo in croce (il terzo personaggio). Maso si mette al lavoro ma quando ha finito si rende conto, lui per primo, di non esser riuscito a creare niente di significativo. E' scontento della sua opera, decide di non mostrarla nemmeno al parroco e la scaraventa in mezzo agli altri tronchi nella sua legnaia.
Passano gli anni e i decenni; muore il curato, muore anche Maso Crogi, rimane solo sua figlia Passitea (il quarto personaggio in commedia). La quale si reca un giorno nella legnaia e all'improvviso sente una flebile voce che chiede aiuto. Cos'è, cosa non è, Passitea fruga fra i legni e si accorge che la vocina proviene da quell'ormai tarlato sorbo con incisa un'approssimativa figura del Cristo.
Passitea lo riporta a casa, ne parla alla gente del paese e in breve il Cristo diventa celebre e venerato. Intanto Passitea si vota alla religione, diventa una Clarissa e riesce a tenere la scultura nel suo convento.
Intorno a questo tema così tenero e toccante è nata una leggenda e, come inevitabile conseguenza, una festa verso la quale la popolazione amiatina nutre un particolare affetto.
Il tre di maggio d'ogni anno il Cristo viene portato in processione insieme con altre tre croci, misteriosamente prive dell'immagine del Redentore e fatte di rozzi, nodosi e pesanti tronchi d'albero.
Ogni anno per la processione si affidano i tre pesanti simulacri ad altrettanti giovani del paese in una sorta di rito iniziatico al mondo degli adulti. Dal momento che ogni volta sono molti i giovani che vorrebbero partecipare come protagonisti alla cerimonia, si racconta di furibonde risse e clamorosi litigi fra i pochi eletti e i molti esclusi.

