Il millenario rito delle olive
Scritto il 19/12/2008
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| Il millenario rito delle olive |
Oggi, come tremila anni fa, gli unici strumenti validi sono... le mani dell'uomo. Tutt'al più coadiuvate da un telo steso sotto la pianta e un rastrellino in plastica.
Oggi, come tremila anni fa, sono le stesse immutabili operazioni in un lavoro agricolo fra i più umili, ma nello stesso tempo fra i più nobili.
E' umile perché ti fa sentire davvero piccolino, in quelle fredde giornate di dicembre, mentre il vento di tramontana ti schiaffeggia la faccia senza rispetto e le tue gambe cercano un precario equilibrio fra i rami della pianta e non vuoi rinunciare a raccogliere quell'ultima oliva lassù in cima al ramoscello.
E' umile perché non hai animo di lasciare per terra quelle olive che non sono entrate nella rete; allora ti metti in ginocchio sulla terra fradicia e, una ad una, spostandoti lentamente, le depositi nel raccoglitore.
Nello stesso tempo è nobile per quel tanto di nobile che esiste nel rapporto d'amore fra il buon agricoltore e la sua terra. E che lo porta a compiere qualsiasi sacrificio o fatica per quel senso di rispetto che nutre verso la "madre di tutte le cose".
Anche le feste hanno le medesime caratteristiche: in genere sono feste pacate, intime, che coinvolgono un ristretto numero di persone. Per lo più sono organizzate nel periodo invernale ed hanno come palcoscenico il frantoio o la cantina.
Nel mese di novembre è possibile festeggiare l'olio nuovo a Capraia e Limite e a Vinci (Fi), a Grosseto, Massa Marittima, Vetulonia, Campagnatico e Castiglione della Pescaia (Gr), a Castiglione d'Orcia (Si), a Montemurlo (Po) a Pian di Scò (Ar) e a Lari (Pi).
A dicembre se ne organizzano a Campagnatico, Cinigiano, Magliano in Toscana e Seggiano (Gr), a Montopoli (Pi), Pontassieve (Fi), San Quirico d'Orcia (Si). In altri periodi dell'anno, si rende omaggio al prezioso liquido a Massa Marittima (Gr) in gennaio, a Siena in febbraio, a Guardistallo e a Firenze in marzo.

