• 07/11/2017
  • PRATO

Viaggio a Polistena

Il racconto della sezione soci Coop in visita in Calabria nelle terre della Cooperativa Valle del Marro

È durato dodici ore il viaggio che ha portato i soci a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, in visita alle terre confiscate alla mafia. La cooperativa Valle del Marro opera sul territorio da anni con il sostegno di Unicoop Firenze, e questa esperienza ha portato i soci a conoscere e vedere con i propri occhi il lavoro e la realtà in cui opera la cooperativa sociale.

Accolti all’arrivo da Domenico, presidente della cooperativa Valle del Marro, i soci hanno avuto la possibilità di ascoltare e toccare con mano ciò che con impegno volontà e forza viene portato avanti ogni giorno in un territorio difficile.

Come ci racconta Antonio, vice presidente della Cooperativa Valle del Marro, la situazione non è facile: << Rispetto a qualche anno fa la cooperativa ha aggiunto i servizi agricoli per la tutela conservativa dei terreni confiscati. Noi diamo fastidio con la nostra attività, dobbiamo vigilare sui terreni per evitare sabotaggi e non sempre ci riusciamo, c’è poi la questione di cooperative “false”, prestanome delle famiglie mafiose che tentano di riappropriarsi dei beni. Mancano denunce dirette, le vittime che denunciano sono poche anche se il senso di riscossa morale c’è sempre stato e l’impegno antimafia deve essere trasmesso ai giovani e anche la vostra presenza qui è fondamentale. Per non sentirsi soli>>.

Non sono mancati gli incontri significativi, Polistena, e in genere il territorio circostante, è la terra di persone che lottano perché hanno perso familiari uccisi dalle mafie, come Stefania Grasso, figlia di Vincenzo Grasso:<< Mio padre è stato ucciso nel 1989, io ero tornata a casa per un periodo di vacanza dall’Università, me ne ero andata lontana a studiare mentre mio padre è rimasto sempre nella sua terra, Locri, e non si è piegato alle mafie. Ed è stato ucciso. Qua oggi non servono eroi, ognuno è qui per una scelta, per avere consapevolezza. Ho trasformato il giorno dell’uccisione di mio padre in impegno, ho cercato di reagire, ci siamo rialzati e abbiamo avuto il coraggio e la forza di dire no. “Libera” è diventata la mia seconda famiglia, l’elenco delle vittime di mafia è lungo ma la vera morte sarebbe dimenticare e voi dovete essere testimonianza per far si che non accada>>.

Altra realtà importante per Polistena è il poliambulatorio di Emergency che ha sede nel palazzo confiscato,  ristrutturato anche grazie al contributo di Unicoop Firenze. Il mediatore culturale che ci accoglie è scappato dal Senegal ed è passato da esperienze che noi non possiamo nemmeno immaginare, ci racconta di un luogo dove la sanità pubblica è pressoché assente, Emergency presta cure a italiani e immigrati, fornisce assistenza medica e orientamento ai servizi, curano malattie e problematiche complesse di chi arriva da loro, di chi ha paura perché ha subìto traumi psicologici e fisici significativi.

Non si può lasciare Polistena senza avere incontrato Don Pino, il suo impegno per restituire diritti a chi non li ha è parte fondante della sua vita: << Avete visto l’altra faccia della Calabria, quella che spera e non spara. Abbiamo il dovere di recuperare un noi collettivo di cui c’è bisogno, restiamo uomini che si aiutano e recuperiamo il noi del cambiamento. Anche se in luoghi e ruoli diversi dobbiamo rendere migliore questo paese>>. Si torna da questo viaggio con una consapevolezza diversa, la Calabria è lontana geograficamente da noi ma aiutarla è semplice, sui nostri scaffali i prodotti di Libera e della Valle del Marro ci sono e dentro ci troveremo non solo cibi genuini ma la parte più bella e sana dei calabresi.

Alcune immagini del viaggio