| |
Testimonianze
Diamo la parola ai nostri colleghi
Leggendo le loro storie avrai una testimonianza di cosa significa lavorare e crescere in Unicoop Firenze.
La gente siamo noi
Sono da tanti anni socia e da pochissimi dipendente di Unicoop Firenze. Tramite voi vorrei ringraziare tutti quei soci e clienti che ancora una volta sono riusciti ad emozionarmi e commuovermi. Mi riferisco alla "giornata della colletta alimentare". La prima volta che, da addetta alla cassa, vi ho partecipato lavoravo in un punto vendita che si trova in una zona con molte case popolari e, prendendo servizio, guardavo con molto scetticismo i tanti speranzosi volontari all'ingresso e all'uscita del supermercato. Ho dovuto presto ricredermi: quel giorno, così come lo scorso 24 novembre, in ogni spesa c'erano alcuni prodotti dedicati alla colletta, anzi, alcune spese erano interamente dedicate al banco alimentare.
Spesso si sente usare il termine "gente" in senso dispregiativo. A me piace pensare, quando penso alla gente, ai tanti giovani, anziani, uomini, donne italiani e stranieri che aderiscono a questo tipo di iniziative.
Nel punto vendita dove ora lavoro si organizza un'altra raccolta simile nel corso dell'anno ed anche quella riceve pronte risposte. Per non parlare dei punti accumulati con la carta socio che, grazie alle possibilità offerte dal catalogo premi, vengono anche essi devoluti o per il banco Alimentare o per altre iniziative di solidarietà .
Nel febbraio scorso, ho notato che molti soci hanno approfittato del cambio del catalogo per regalare così i loro punti.
Sono certa che anche la campagna "Il cuore si scioglie" che ha coinvolto così tante persone in passato, riscuoterà anche quest'anno il meritato successo e ne ringrazio gli organizzatori e chi aderirà .
Vedere la "gente" da questo punto di vista mi ha fatto davvero bene, mi ha scaldato il cuore ed ha mosso anche la mia coscienza. Da qui il mio sentito grazie a chi organizza, a chi rende fattibile ed a chi aderisce e partecipa.
Con i migliori saluti
(Questa lettera è scritta a mano, in bella grafia, su carta celeste. E' senza firma: in questo caso l'anonimato ci è sembrato un pregio. E per questo l'abbiamo pubblicata facendo un'eccezione alla nostra regola)
Galeotto fu l'Informatore
La mia storia in Unicoop Firenze è iniziata per caso. La conoscevo solo come un supermercato perchè era quello di fiducia della mia famiglia, il Coppone di Prato San Marco. Mia madre lesse sull'Informatore un annuncio: "cercasi neo diplomati e neo laureati per capo reparto" e, nonostante sia fervente cattolica, mi spinse a fare domanda. Sono stato assunto nel 1990, a 27 anni, non come allievo capo reparto ma nella direzione Marketing. Non avevo esperienza in questo campo, tanto che dissi al direttore, Piero Boncinelli: "se vi fidate voi, io farò del mio meglio". Questo impegno ho avuto modo di ripeterlo in più occasioni.
Sempre nel 1990 mi sono iscritto all'Università, laureandomi nel 1995 in "Scienze Politiche con indirizzo sociologico".
La mia attività consisteva nell'analizzare e studiare il lavoro ed i numeri dei negozi, a stretto contatto con gli addetti e i capo reparto dei punti vendita. Ho scoperto, giorno per giorno, nei rapporti con i colleghi, che la Cooperativa è qualcosa di diverso da quanto avevo conosciuto nei lavori avuti prima. La difficoltà a dare del "lei" a colleghi e superiori, il presidente e gli altri direttori alla mensa accanto a tutti gli altri, indipendentemente dal ruolo, a parlare semplicemente e con tutti.
Dal 1990 al 1999, nel Marketing, ho avuto modo di incontrare tutte le funzioni della Cooperativa, di seguire progetti importanti lavorando e confrontandomi con altri colleghi di altre Cooperative, di lavorare con tante persone in tutti i negozi.
Lo dico con orgoglio: sono io il responsabile che ha introdotto il "Salvatempo". Capo progetto con un gruppo eccezionale e tanta responsabilità, anche di convocare i direttori alle riunioni. Il mio capo di allora, Franco Cioni, mi fece notare che ero l'unico quadro che convocava i dirigenti!
Dopo questa importante esperienza hanno avuto ancora fiducia in me e nel gennaio 2000 mi hanno affidato la direzione della rete supermercati. Tutti i giorni ho conosciuto qualche nuova persona. I colleghi di lavoro per primi, ma anche tanti soci e clienti con i quali ho fatto lunghe chiacchierate per cercare di tranquillizzarli, dopo una brutta esperienza in negozio, oppure per avere consigli e suggerimenti che non ci fanno mai male. A dirigere la rete le difficoltà si vivono tutti i giorni, anche il sabato e la domenica perchè i negozi lavorano sempre e c'è sempre qualcuno che ha un problema da risolvere, con un occhio ai costi di gestione e l'altro agli scopi della cooperativa.
Poi sono tornato ad essere una matricola ed ho iniziato un nuovo lavoro alla direzione patrimonio immobiliare. Così mi sono trovato di nuovo a conoscere nuove persone ed a studiare cose nuove. Le sfide mi piacciono, anche se non cerco i rischi gratuiti. Non so se in questi anni sono sempre riuscito a fare del mio meglio, sicuramente ho sempre trovato persone che mi hanno aiutato e dato fiducia.
Francesco Tognocchi
Dirigente Coop Italia
Il lavoro o le ferie?
Mi sono avvicinato al mondo del lavoro, avevo 17 anni, sicuramente senza avere le idee ben chiare. Ricordo che quando mi venne prospettata la possibilità di essere assunto all'Unicoop Firenze, l'unica mia preoccupazione fu che non sarei potuto andare in ferie con gli amici, visto che eravamo nel mese di giugno del 1985. Rinunciai alle ferie. e fin dall'inizio mi sembrò di essere entrato nel posto giusto al momento giusto, fondamentalmente per due motivi: il primo perchè avevo trovato un gruppo di persone che mi hanno accolto bene, che avevano dei valori umani che, fortunatamente, erano molto simili a quelli cui la mia famiglia mi aveva indirizzato. Il secondo era il rapporto con i clienti, che pur essendo molto faticoso, soprattutto nei primi tempi, mi dava soddisfazione e direi anche mi divertiva.
Ho lavorato nei primi anni in diversi reparti: ortofrutta, latticini, gastronomia e, soprattutto, generi vari. Poi, in un colloquio che ebbi con il mio diretto superiore, espressi la disponibilità ad intraprendere una strada un po' più impegnativa e cioè provare a mettermi alla prova in un ruolo di "capo". È andata bene, ed ho percorso per intero la strada che porta ad avere la responsabilità di un grande supermercato.
In una società come la nostra, che premia sempre il singolo e tende all'egoismo, secondo me, noi siamo in controtendenza. Chi vuole entrare a far parte della nostra organizzazione dovrebbe conoscere questa peculiarità della cooperativa ed avere ben chiaro chi siamo e per quale motivo esistiamo.
L'inserimento nel lavoro dei giovani nel nostro mondo, ritengo che dia delle opportunità importanti: i buoni rapporti con i colleghi e quindi un clima di lavoro abbastanza sereno, la possibilità di imparare vari mestieri, acquisire continuamente professionalità diverse e l'opportunità di variare spesso il lavoro, sia come mansione che come luogo.
La cosa più difficile da acquisire e da migliorare è l'attenzione verso il socio consumatore, che è diventato sempre più esigente. Nei colloqui di ingresso dei giovani addetti, che a volte mi capita fare, ricordo sempre a tutti che non c'è cooperativa senza cooperazione fra coloro che la vivono, siano essi dipendenti oppure soci.
Fabio Poli
Direttore del supermercato di piazza Leopoldo, Firenze
Ci vuole psicologia
Avevo appena terminato gli esami all'Università, stavo scrivendo la tesi, e volevo trovare un lavoro, così feci domanda alla Coop e partecipai alla selezione per l'apertura del nuovo supermercato di Prato, in Via Viareggio.
Mi è andata bene, e fui assunta full time al reparto pescheria. Dopo circa un anno da addetta sono diventata caporeparto.
Sono stata proprio io a chiedere di lavorare in pescheria, perchè mi è sempre piaciuto questo particolare reparto, infatti, sin da piccola, quando andavo a fare la spesa al "Coppone" di piazza S. Marco con mia nonna, nel vedere questo grande banco, con tutti quei pesci, certamente non comune per Prato, mi emozionavo in maniera particolare.
Adesso sono allieva capo reparto gastronomia al supermercato di Agliana, un reparto decisamente più impegnativo rispetto alla pescheria nella quale ho iniziato, ma ho accettato molto volentieri questa nuova opportunità professionale perchè avevo voglia di cambiare, avere nuovi stimoli.
L'aspetto più importante del mio lavoro? Certamente saper gestire i rapporti con le persone, siano esse colleghi o clienti. Gestire i rapporti umani, riuscendo a conciliare esigenze e personalità diverse con le proprie esigenze private è, infatti, la parte più bella e, allo stesso tempo, la più difficile del nostro lavoro. Sì, perchè a fare un ordine si impara, capita di sbagliare ma puoi correggere l'errore, invece lavorare con la gente è più complesso ed in questo, devo dire, i miei studi in psicologia mi sono stati molto utili.
Per quanto mi riguarda ho sempre cercato di avere un rapporto curato e attento, sia con i miei compagni di lavoro che con i clienti. Molto spesso ci sono riuscita, altre volte, forse, non come avrei voluto.
Sono contenta della mia scelta, perchè il lavoro in cooperativa mi dà molto, soprattutto a livello di soddisfazione personale. Questa grande azienda poi ha sempre avuto una forte stima da parte della mia famiglia; mia nonna grazie ai primi spacci ha potuto fare la spesa e comprare da mangiare, perchè poteva acquistare i prodotti a credito, e pagarli poi via via.
Un consiglio ai nuovi candidati o a chi inizia il suo percorso lavorativo in Unicoop Firenze?
Cercare di investire il più possibile nel proprio futuro e dare sempre il massimo, sia nel lavoro che nei rapporti con le persone, perchè alla fine saranno sempre ricambiati.
Teresa Paiar
Allieva capo reparto gastronomia supermercato di Agliana
Aggiornato a luglio 2007
|