• 30/11/2017
  • AMBIENTE

Rifiuti sostenibili

Si è svolta lo scorso 24 novembre al Centro Pecci di Prato la conferenza a cura di Legambiente, l’Editoriale La Nuova Ecologia e il Kyoto Club sulla gestione sostenibile dei flussi di materia e sul riciclo. Tra gli interventi anche quello sulle "Buone pratiche di riciclo" nella nostra cooperativa

Da quattro anni Legambiente, l’Editoriale La Nuova Ecologia e il Kyoto Club promuovono il Forum Nazionale Rifiuti, la più importante conferenza sulla gestione sostenibile dei rifiuti del nostro Paese. Da questa esperienza nazionale, nasce in Toscana l’idea di un appuntamento sulle buone pratiche nazionali (private, pubbliche, territoriali) sul Riciclo della materia.

Per fare il punto della situazione e per mettere a confronto gli attori coinvolti in questo fondamentale processo di sviluppo lo scorso 24 novembre si è svolto al Centro Pecci di Prato il secondo Forum del Riciclo, organizzato da Legambiente con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune, che ha visto, tra i tanti interventi anche quello di Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne di Unicoop Firenze, sulle "Buone pratiche di riciclo " in Unicoop Firenze.

L'incontro ha visto confrontarsi politici, imprenditori, ricercatori, sindacati, associazioni di categoria e cittadini sulle prospettive economiche e occupazionali nell’immediato futuro.

Negli ultimi anni l'Italia ha fatto passi da gigante sulle filiere industriali innescate dal riciclo della materia. Il nostro paese infatti, può contare sulla buona gestione dei rifiuti di oltre 1.500 comuni “ricicloni”. In queste realtà vivono 10 milioni di persone, che sono orgogliose di aver superato il 65% di raccolta differenziata. Questa Italia green che si va affacciando sulla scena europe, può avvalersi di impianti industriali innovativi in grado di riciclare manufatti fino a ieri considerati irrecuperabili, come i pannolini usa e getta, le plastiche miste (fino ad oggi inviate solo a recupero energetico) o che sono in grado di produrre compost o biometano con cui sostituire il gas fossile come i digestori anaerobici di ultima generazione.

L’Italia è stata capace di sostituire impianti petrolchimici old style con bioraffinerie che producono bioplastiche, biolubrificanti e bioadditivi partendo dall'olio vegetale, grazie a geniali brevetti italiani, come'è avvenuto ad esempio a Porto Torres in Sardegna. Il Belpaese è stato in grado di produrre bioetanolo di seconda generazione da scarti agricoli e biomasse lignocellulosiche per evitare di utilizzare impropriamente prodotti agricoli a destinazione alimentare, come fatto a Crescentino (Vicenza).

L’Italia sa fare meglio di molti altri paesi nella rigenerazione di rifiuti pericolosi: alcuni esempi sono l'olio minerale usato, la gestione dei rifiuti dei pneumatici fuori uso, la messa al bando dei sacchetti di plastica tradizionale sostituiti da sporte riutilizzabili e da shopper in bioplastica compostabile (strategia poi ripresa nella recente direttiva europea sul tema), la riprogettazione delle cialde per il caffè che da irriciclabili sono diventate compostabili. Insomma, un grande fermento sociale ed imprenditoriale in cui la Toscana dovrà inserirsi con un ruolo sempre più da protagonista.

Nel giorno del forum è stata inaugurata la mostra “Eterno ritorno”, a cura di Giacimenti Urbani, sponsorizzata da Novamont e da Chimica Verde BioNet. L'esposizione rappresenta un'occasione da non perdere per toccare con mano come in natura non esistano scarti, ma solo risorse, e per conoscere alcuni degli esempi più interessanti della nuova economia, che lavora sui materiali organici e biodegradabili.