La Befana
Ad una filastrocca del tempo andato che dice:
La Befana
"La Befana vien di notte/con le scarpe tutte rotte",
fa eco un proverbio, coniato in epoca più recente, che spiega come
"Coi regali della Befana/ci si gioca una settimana",
volendo forse significare che, in un periodo di consumismo come il nostro, anche i bambini non hanno più tempo per affezionarsi agli oggetti perché devono velocemente sostituirli con nuovi acquisti.
Resta il fatto che la festa della Befana chiude il ciclo delle ricorrenze natalizie e qualche regalino ai bambini rende forse meno fastidiosa l'idea di dover tornare a scuola con tutto il carico di impegni e fatiche che comporta.
Ma perché la Befana (dal greco Epiphaneia e poi, per successive modificazioni fonetiche, da Pifanìa a Befània) è immancabilmente raffigurata come una vecchietta sdentata, per niente carina e piuttosto accigliata?
In mancanza di documenti, si può avanzare un'ipotesi: la vecchietta non è altro che la rappresentazione di Madre Natura che, giunta alla fine di un anno - e per estensione, alla fine delle feste natalizie - ha esaurito il suo ciclo vitale e sta per abbandonare la vita terrena. Non senza lasciare traccia di sé sotto forma di regalini (ma talvolta, di carbone) ai più piccoli. Anche in questo caso si può far ricorso alla simbologia per vedere nel carbone il fuoco e quindi l'energia vitale, e nei regalini i semi di una nuova fertilità.
Fra le moltissime località dove si celebra la festa, Barga è forse la cittadina dove si è rimasti più fedelmente legati alle origini. Nel pomeriggio i bambini si travestono con straccetti e parrucche bianche e, pur apparendo altrettante Befane, non dispensano regali ma, al contrario, li sollecitano. Si spostano di casa in casa, recitano ai presenti antiche e ingenue filastrocche e piano piano riempiono i loro panierini con cioccolata, caramelle, frutta o con i tipici dolcetti chiamati "befanini".
All'ora di cena, Barga si fa silenziosa: mentre i bambini sono di nuovo in casa a controllare il loro piccolo tesoro, i più grandicelli sono indaffarati nei preparativi. Perché dopo cena tocca a loro percorrere le strade della cittadina, vestiti con ricercata eleganza, a chiedere collaborazione. Non sotto forma di dolciumi o leccornie ma di denaro contante, che verrà poi messo a disposizione per iniziative a carattere filantropico.
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