San Quirico d'Orcia (SI)
Federico Barbarossa
I protagonisti del dramma sono tre: papa Adriano IV, unico pontefice inglese nella storia della Chiesa cattolica, l'imperatore Federico I° di Hohenstaufen, detto il Barbarossa, il monaco Arnaldo da Brescia, grande predicatore e fustigatore dei costumi di una certa Chiesa.
foto: Foto Bai / Federico Barbarossa
L'anno è il 1154 e fra i tre è in corso una sorta di gioco al massacro. Essi si odiano vicendevolmente ma nello stesso tempo sono consapevoli di aver bisogno uno dell'altro: Federico e Adriano si combattono sul terreno della politica ma all'occorrenza fanno fronte comune per arginare le aspirazioni indipendentistiche delle città italiane; Arnaldo è in lotta con il pontefice sul piano della moralità ma è malvisto anche da Federico perché si è fatto paladino delle libertà comunali.
Una lotta fra titani, dunque. Ma uno deve soccombere. E sarà, è facile immaginarlo, il più debole dei tre. Federico, per avere il suggello del potere temporale sull'Italia, ha bisogno di essere incoronato, in Roma, dalle mani del pontefice. Adriano IV accondiscende a patto che il Barbarossa gli tolga di mezzo Arnaldo. L'accordo è siglato.
foto: Foto Bai / Federico Barbarossa 2
E mentre Federico scende lungo la Via Francigena verso Roma, Arnaldo, in fuga da quella città, risale la stessa strada per tornare in Lombardia.
Ma non arriva nemmeno a Siena: il monaco è intercettato dai soldati imperiali e immediatamente consegnato ai legati pontifici. Quel che sarà di lui è noto: a Roma viene processato e condannato prima all'impiccagione poi al rogo (proprio come accadrà, tre secoli e mezzo più tardi, a Girolamo Savonarola).
L'incontro-scontro che segnò il destino di Arnaldo avvenne a San Quirico, e questa cittadina sull'Orcia organizza ogni anno una rievocazione di quello storico avvenimento.
Nella piazza principale, su cui si affaccia la pieve del XII-XIII secolo si ripropone, in costumi d'epoca, la consegna del monaco accusato d'eresia agli emissari di Adriano IV arrivati apposta da Roma.
Nel tardo pomeriggio la festa assume un aspetto più folcloristico. I rappresentanti dei quattro quartieri in cui è divisa la cittadina si riuniscono negli Horti Leonini, un giardino creato nel XVI secolo da Diomede Leoni, per dar vita ad una incruenta disfida con l'arco e ad una esibizione di sbandieratori.
Quando: la terza domenica di giugno
Dove: la rievocazione sul sagrato della chiesa Collegiata. Il corteo nel centro storico fino agli Horti Leonini.
Ingresso: a pagamento
Sul web: Comune di San Quirico
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