Pisa
Il capodanno della città
Ormai nei cinque continenti ci si è allineati alla tradizione cristiana secondo cui l'anno comincia dal primo di gennaio.
Il capodanno della città
Ma non sempre è stato così. Sono appena due secoli e mezzo che il mondo occidentale ha trovato unanime accordo su questa consuetudine codificata da papa Gregorio XIII nel 1582.
Prima di quella data ogni stato, ma anche ogni città o regione, aveva le sue regole per misurare il tempo e computare lo scandire degli anni. Regole che spesso contrastavano con quelle dei territori confinanti.
Cosicché se, per esempio, in Inghilterra e in Irlanda la data d'inizio dell'anno era il 25 marzo, in Spagna era invece il 25 dicembre; se in Francia, per cinque secoli, si legò il capodanno con la Pasqua, in Russia, per settecento anni, si preferì il primo di settembre. In Italia le cose erano ancora più complicate perché quasi ogni città aveva un suo computo.
Nella stessa Toscana, non esisteva uniformità di date: a Firenze, Fiesole, Lucca (fino al XII secolo), Prato e Siena il capodanno si celebrava il 25 marzo cioè "ab incarnazione".
Nei territori di Arezzo, Massa-Carrara e Lucca (dal XII secolo fino al 1510) si celebrava invece il 25 dicembre, "ab nativitate", cioè a partire dal giorno della nascita di Cristo.
Infine a Pisa si era stabilito fino dai tempi più remoti di usare lo stile "ab incarnatione" come in molte altre parti d'Italia e del mondo, con la differenza - forse con maggior senso logico - di anticiparlo di un anno; in altre parole, l'anno iniziava nel giorno in cui la tradizione vuole che Maria fosse rimasta incinta per opera dello Spirito Santo.
Si può facilmente immaginare la confusione che per secoli è regnata quando si trattava di dare una data uniforme a documenti ufficiali che riguardavano più nazioni o anche più città.
Solo nel 1749 fu accettato all' unanimità di far iniziare l'anno "ab circoncisione", ossia il primo di gennaio (ma Pisa, per non perdere la sua abitudine alla diversità, vi si adeguò un anno più tardi). E tuttora la città celebra con grande enfasi il suo "personale" capodanno.
Una solenne cerimonia religiosa all'interno della cattedrale raggiunge l'apice quando un raggio di sole (nella speranza, ovviamente, che il cielo sia sereno) penetra da una finestrella della cuspide e va a sfiorare il lampadario che attrasse l'attenzione di Galileo Galilei nei suoi studi sul movimento della Terra.
Manifestazioni particolari sono state organizzate il 25 marzo 1999 quando - in anticipo di nove mesi rispetto al resto del mondo - Pisa ha simbolicamente festeggiato l'anno 2000.
Dove: nella cattedrale e in altre parti della città.
Ingresso: libero
Sul web: Comune di Pisa
Gennaio
Febbraio
Marzo
- La canzone della Mea
- Il capodanno della città
- Il Palio dei somari
- Le altre feste di marzo
Aprile
- Le burle del 1° d'aprile
- La Settimana Santa
- Lo scoppio del carro
- Il venerdì Santo
- La festa della "stagion bona"
- L'ostensione del Sacro Cingolo
- Lo "Scricchio" e la "Giostra" a Montisi
- Il culto della beata Giovanna
- Le altre feste di aprile
Maggio
- Il bacio dei cristi
- Il balestro del Girifalco
- La festa delle tre croci
- Le altre feste di maggio
- La festa di maggio
Giugno
- La giostra del Saracino
- Il calcio storico
- La festa del grillo
- La coppa de' risi'atori
- Il Gioco del Ponte
- San Ranieri
- La Ferie delle Messi
- Federico Barbarossa
- Le altre feste di giugno
Luglio
- La festa della battitura
- Il calderone
- La leggenda dell'innamorata
- Notti calde nel borgo di Boccaccio
- Torna Sant'Anna
- Il maggio drammatico
- Il palio di S. Paolino
- Ritorno al Medioevo
- La disputa della campana
- Nel regno dei buskers
- La giostra dell'orso
- Il palio
- Le altre feste di luglio
Agosto
Settembre
- L'astiludio
- Le feste del perdono
- Il Palio dei Ciuchi
- La rificolona
- La festa dell'uva
- La luminara e la leggenda del "Volto santo"
- Birra nel paese del vino
- La disfida con l'arco
- Il Palio dei Rioni
- Il cacio al fuso
- Il palio della balestra
- Le altre feste di settembre
