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FESTE PER UN ANNO

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IL CARNEVALE

IL CARNEVALE

Che sia una festa d'origine pagana lo rivela la sua affinità con i Saturnali di romana memoria, durante i quali era concesso trasgredire qualche regola: gli schiavi potevano sentirsi temporaneamente liberi, le serve si vestivano come le loro padrone, ai banchetti potevano sedersi persone di ogni ceto.
Che la festa sia stata ripresa, con poche varianti, anche dal mondo cristiano, lo testimonia il toponimo stesso - da carnes levare, "togliere la carne" oppure da carni vale!, "addio carni!", in riferimento al fatto che si era alla vigilia della Quaresima.

Dunque, carnevale come sinonimo di sregolatezza, di disubbidienza, di divertimento sfrenato. Sì, ma tutto ben codificato e regolamentato, perché "semel in anno licet insanire". Secondo il proverbio latino infatti, era concesso, ma solo per un periodo limitato, dar sfogo alla trasgressione, al rovesciamento delle regole.
Un breve lasso di tempo durante il quale tutto, o quasi, era permesso - "per carnevale ogni scherzo vale!" - e sale alla ribalta l'uso della maschera o del travestimento in modo che chi esce dalle regole lo possa fare impunemente senza correre il rischio di essere riconosciuto.

In passato era il periodo in cui con più facilità si allentavano i rigidi legami familiari per concedersi qualche libertà di carattere sentimentale:
Deh, andate col malanno
Vecchi pazzi rimbambiti.
Non ci date più affanno,
Contentiam nostri appetiti!

Così cantavano le nostre trisavole, ben consapevoli comunque che si trattava di una trasgressione di breve durata, perché: "L'amore di Carnevale, muore a Quaresima."

Foto: Fondazione Carnevale di Viareggio