Guida alla spesa / Insalate fresche
Le dolci e le amare
Prosegue il viaggio alla scoperta delle insalate

Lattuga (Lactuca sativa)
È l'insalata più conosciuta. Alcune varietà spontanee di questa pianta crescono nei terreni incolti pianeggianti e collinari. Quella coltivata viene normalmente seminata nei mesi di gennaio-febbraio, e successivamente trapiantata in marzo-aprile.
È una pianta piuttosto esigente quanto a caratteristiche del terreno, che deve essere sciolto, lavorato con molta cura e concimato. Di questa pianta, come delle altre varietà da insalata si utilizzano essenzialmente le foglie. In estate fa la sua apparizione nei mercati.
Molto apprezzata dagli Egiziani e anche dai Romani, la lattuga, considerata in senso astrologico come "pianta lunare", non mancava mai sulla mensa di quei popoli antichi, sia per le sue qualità gastronomiche, che per le proprietà rinfrescanti e curative ad essa attribuite. Viene utilizzata allo stato fresco, ma è anche impiegata nelle minestre, nelle zuppe, e perfino arrostita. Immancabile la sua presenza nei preparati a base di pesce.
Ne esistono alcune varietà con caratteristiche diverse. Le più comuni sono: la cappuccina o trocadero dall'aspetto globoso, con foglie esterne verdi, mentre quelle interne tendono verso il giallo. È piuttosto delicata e perciò preferita sul mercato.
Non è da meno sotto l'aspetto qualitativo la simile iceberg, di origine brasiliana, dalle foglie piuttosto croccanti. Non possiamo dimenticare la lattuga toscana o pesciatina, con aspetto rotondeggiante e con foglie tenere e lievemente rossicce. Altre varietà sono: la lattuga gentilina, e la lattuga romana con foglie piuttosto erette, allungate, provviste di una consistente nervatura. Pertanto risulta una lattuga facilmente distinguibile da quelle descritte, compreso il sapore dei tessuti vegetali, vagamente amarognolo.

Rucola (Eruca sativa)
Denominata anche ruchetta, appartiene alla famiglia delle cruciferae. Nota fin dall'antichità, fu particolarmente apprezzata dai Greci e dai Romani. Ma anche nelle epoche successive trovò molti estimatori come pianta dalle indiscusse proprietà terapeutiche e, sembra, anche afrodisiache. È particolarmente ricca di vitamina C e di vari sali minerali.
Originaria dell'Asia centrale e dell'area mediterranea, è una pianta erbacea annuale che cresce spontanea fino ad un'altitudine di ottocento metri. Viene coltivata nella stagione primaverile, ed è caratterizzata da un rapido accrescimento. Avendo scarse esigenze climatiche, può crescere facilmente in ambiente soleggiato, ma anche nella penombra. Teme solamente il vento.
Secondo la tradizione erboristica, è una pianta che stimola l'appetito, favorisce la digestione, e rinforza l'organismo. Della rucola si utilizzano le foglie allo stato fresco, che possiedono un odore e un sapore particolarmente marcato. Tale caratteristica, piuttosto lieve nelle piante giovani, tende con il tempo a divenire più accentuata.
Dalla rucola si ottiene una bevanda rilassante e tonificante, mettendo in infusione nell'acqua calda un po' delle sue foglie, insieme a quelle della menta e aggiungendo qualche cima fiorita di santoreggia. Dopo poco la bevanda è pronta. Si può considerare un vero toccasana.
Della rucola, leggermente aromatica, si utilizzano prevalentemente le foglie che vengono utilizzate da sole, ma anche aggiunte alle insalate tradizionali per migliorarne la gradevolezza. Va bene anche come contorno, o previa cottura, si possono preparare con essa ottimi risotti.

Valerianella (Valerianella locusta)
È una pianta erbacea annuale, detta anche Dolcetta o Soncino. Appartiene alla famiglia delle valerianacee, che comprende numerose specie. Ma non bisogna confonderla con la Valeriana officinalis, che è una pianta medicinale a tutti gli effetti.
La valerianella cresce spontanea, ma viene anche coltivata per utilizzare le sue foglie color verde cupo nella preparazione delle insalate, sia da sola, sia aggiunta ad altri tipi di verdure.
Occorre raccogliere le foglie dal delicato sapore agrodolce in primavera prima della fioritura della pianta, altrimenti esse tendono ad invecchiare diventando più dure. In tal caso è preferibile cuocerle, anche con il vapore, e utilizzarle per ottenere gustosi minestroni.
Questa pianta si adatta a terreni soleggiati, purché drenati, cioè con scarso tasso di umidità, e sopporta bene anche le temperature molto fredde. Per tali particolarità potremmo considerarla un vegetale piuttosto resistente alle avversità climatiche.
La valerianella contiene vitamine, e sali minerali in quantità apprezzabili, come calcio, fosforo e magnesio. Possiede proprietà depurative, rinfrescanti, ipotensive ed emollienti (quindi fa bene alle mucose e alla pelle, attenuando le infiammazioni e conferendo morbidezza).
Negli ultimi anni la valerianella sta avendo molto successo nei supermercati, grazie anche alle confezioni già pronte.
Nella stessa sezione
- Freddi a tavola
- La dama dell'aroma
- Dalla Maremma un nuovo vino
- Buoni e toscani
- Prodotti in offerta
- Borse mare in sisal
Dello stesso Autore
-
Dolce e selvatico
Novembre 2010 -
Zucche e zucchini
Ottobre 2010 -
Spirito di patata
Settembre 2010 -
Fresche di natura
Giugno 2010 -
Germogli gustosi
Maggio 2010 -
Tonico come un carciofo
Aprile 2010 -
La stagione del cavolo
Marzo 2010 -
Novembre nel bosco
Novembre 2009 -
La caccia d'autunno
Ottobre 2009 -
Questioni di gusti
Settembre 2009
Articoli correlati
-
Buona per natura
Giugno 2002 -
Fresche insalate
Febbraio 2002 -
Insalata per Iene
Aprile 2008 -
Pollice verde
Marzo 2000 -
Pronte da condire
Luglio - Agosto 2007
Argomenti
-
Alimentazione (78)
  · verdura (7)
    · insalata (7)

