Attualità / Il libro
La Terra comPromessa
Tutto comincia un Natale di quasi trenta anni fa. Un giovane, da solo, visita Gerusalemme e i luoghi di Gesù. Ancora non c'è stata l'intifada e le strade sono affollate di turisti e pellegrini che si somigliano tanto fra di loro. C'è modo di visitare i luoghi sacri, senza muri e senza check point, accompagnato da un frate francescano. Poi si sono susseguiti tanti altri viaggi, ma questa volta non per visitare luoghi, ma per conoscere meglio gli uomini, le donne e i bambini che vivono e soffrono in Terra Santa, e aiutarli. Il libro di Renato Burigana Là dove tutti siamo nati (Società editrice fiorentina, pagg. 107, 12 euro), non è un diario di viaggio, anche se ne ha l'asciuttezza e l'acuta osservazione, ma la storia di un impegno, concreto e reale, per avvicinare fra loro tutti "gli uomini di buona volontà".
«Si tratta di una storia autobiografica - scrive Claudio Martini, presidente della giunta regionale della Toscana, nella prefazione - narrata con passione, che s'intreccia con la vita, le storie, le esperienze di tante altre persone. Quelle dei bambini adottati a distanza con il progetto Il Cuore si scioglie. Quelle degli artigiani palestinesi i cui manufatti in olivo sono stati importati e venduti in Toscana. Quelle dei piccoli palestinesi curati in Israele grazie a "Saving Children", il progetto di cooperazione che ha permesso di salvare la vita di oltre seimila bambini e ha avuto soprattutto il merito di far lavorare insieme personale medico e famiglie israeliane e palestinesi».

Là dove tutti siamo nati, è un racconto per imparare a essere vicini alle popolazioni del Medio oriente, effettivamente e non solo affettivamente. In appendice due scritti. La lettera pastorale del vescovo di Fiesole, monsignor Luciano Giovannetti, scritta dopo un viaggio in Terra Santa e una riflessione sulla crisi economica di Turiddo Campaini, presidente del Consiglio di sorveglianza dell'Unicoop Firenze.
Renato Burigana è giornalista, sposato con tre figli, è stato l'addetto stampa del cardinale Piovanelli e del sindaco di Firenze Mario Primicerio. Ha partecipato fin dall'inizio ai progetti de Il Cuore si scioglie e oggi è impegnato nella Fondazione Giovanni Paolo II e nell'Unicoop Firenze.

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