Attualità / Irlanda del Nord
La rinascita di Belfast
La città del Titanic, rinnovata nel look, piace ai turisti che affollano strade e locali

Le cicatrici di un conflitto secolare sono ancora visibili ma Belfast accoglie il visitatore mostrandogli il suo "salotto buono" dominato dalla maestosa City Hall. L'edificio, sede del governo della città e la cui costruzione è stata completata nel 1906 in stile edoardiano rinascimentale, è coronato da un'imponente cupola rivestita in rame che termina con una lanterna di pietra. Dall'anno scorso, una gigantesca ruota panoramica svetta proprio a fianco del palazzo, creando un singolare impatto visivo. Il teatro Grand Opera, la St Anne's Cathedral e la Albert Memorial Clock Tower, sono solo alcune gemme di questa affascinante capitale, insieme all'Ulster Museum che ha riaperto i battenti la scorsa primavera, dopo un lungo restauro e che è famoso per le collezioni permanenti di arte irlandese, britannica, europea, e di reperti storici e archeologici, ai Giardini Botanici e al Cathedral Quarter. Appena fuori dalla città, nel cimitero della cattedrale di DownPatrick, un blocco di granito segna il luogo dove sarebbe sepolto San Patrizio, patrono d'Irlanda.
Passeggiate, musica e allegria
Il castello di Belfast uno splendido edificio di pietra arenaria scozzese, è adagiato ai piedi di Cave Hill, una collina che sembra un gigante addormentato e da cui si gode una suggestiva vista sul Belfast Lough e sull'irrequieta West Belfast. Moltitudini di turisti affollano Donegall Square, effervescente via dello shopping alla moda. Nei cantieri del Titanic Quarter, fervono i lavori in vista delle celebrazioni del 2012, centenario del varo della nave più famosa della storia. Passeggiando lungo il fiume Lagan si scorgono avveniristici edifici di vetro e cemento come la sala da concerti, Waterfront Hall, lo straordinario Odyssey Complex, costato più di 100 milioni di sterline, orgoglio della nuova Belfast. Gruppi di giovani bivaccano tranquillamente nei suoi parchi e ogni sera, i pub come l'antico Crown Liquor Saloon, definito dalla rivista Observer Food Monthly il "miglior posto in cui bere", sono pieni di musica e di allegria.
Sul filo del rasoio
Nel cuore elegante e ordinato della città la presenza delle forze dell'ordine, dopo gli attentati del marzo scorso, è discreta, quasi attenta a non spaventare i turisti. Dal 1998, grazie agli accordi del Venerdì Santo, l'Ira ha deposto le armi e le due fazioni, l'una d' ispirazione cattolica, repubblicana, fautrice dell'indipendenza dalla Gran Bretagna, e l'altra protestante, lealista, fedele al governo inglese, cercano di governare, in mezzo a centomila difficoltà, un paese in cui la pace è sempre sospesa sul filo di un rasoio. Ma tutto ciò, perlomeno all'apparenza, non preoccupa gli operatori del Belfast Visitor Convention Bureau, l'Ufficio del Turismo che festeggia il decennale della sua fondazione con la crescita esponenziale dei turisti, con sette milioni di presenze nel 2008.
Muri che parlano
Falls Road non è molto distante dalla City ma vi si respira un'aria completamente diversa. Siamo nel quartiere cattolico a West Belfast. Qui la storia sta scritta sui murales che si estendono per centinaia e centinaia di metri. L'occhio si perde in un vortice di colori, di immagini e di slogan in inglese e gaelico. Raccontano il tributo di sangue versato in un conflitto che da 1969 in poi, è costato migliaia di vittime. Se salite su una delle vetture della Belfast Black Taxi Tours, l'autista vi racconterà le vicende di questo martoriato angolo d'Irlanda. Sui muri, volti fieri di uomini e donne, votati a una lotta senza quartiere. Il tricolore irlandese si mescola alle bandiere di Cuba e della Palestina. Un mural ritrae un giovane dai lunghi capelli rossi e dal viso sorridente. È Bobby Sands, il militante dell'Ira, morto nel 1981 durante uno sciopero della fame nel carcere di Long Kesh, insieme ad altri nove compagni. Il suo nome è diventato il simbolo della lotta per l'indipendenza.

I cento anni del Titanic
Belfast che oggi punta le sue carte sul turismo, è stata in passato una delle capitali industriali del Regno Unito, soprattutto con i suoi cantieri navali, i più grandi d'Europa. Proprio in uno di questi, Harland&Wolff fu costruito il leggendario transatlantico affondato nell'oceano. Il cantiere che conta ormai solo alcune centinaia di lavoratori, sorge su una vasta area, dove sta prendendo forma il Titanic Quarter, un progetto affidato all'architetto statunitense Eric Kuhne, che prevede la costruzione di un quartiere di lusso di circa 300.000 metri quadrati. Fiore all'occhiello della struttura, un centro di ricezione e attrazione turistica con un avveniristico polo museale che sarà completato nel 2012, in occasione del centenario del varo della celebre nave. Il progetto ha creato 600 posti di lavoro nel settore edile; quando sarà in funzione, il centro occuperà circa 250 dipendenti.
IL NOME
Banchi di fango
Dal Lagan Weir Lookout, la chiusa sul Lagan il fiume che attraversa la capitale, si gode un'ampia vista sulla zona portuale. Cinque saracinesche d' acciaio computerizzate mantengono fisso il livello dell'acqua impedendo così il formarsi dei banchi di fango, in gaelico bel fairiste, prodotti dalle maree che hanno dato il nome alla capitale dell'Irlanda del Nord.
GEORGE BEST
Il calciatore che unisce
Tiochfaid ar là, "il nostro giorno verrà" recita una scritta in gaelico, una promessa che qui molti ancora non riescono a dimenticare. Un vero e proprio pugno in un occhio, è the wall, il muro, gelida barriera di ferro e cemento che separa la cattolica Falls da Shankill Road, la strada protestante e le cui porte vengono chiuse ogni volta che sale il livello della tensione tra le opposte fazioni. In mezzo a tanta discordia, un nome riesce magicamente a pacificare gli animi. È quello di George Best, ex attaccante del Manchester United, uno dei più grandi calciatori degli anni 60 e 70, nato a Belfast e scomparso nel 2005, stroncato dalla cirrosi epatica, e a cui la città ha dedicato un funerale con 500.000 persone al seguito, un magnifico mural e un aeroporto.
Fotografie di Patrizio Del Duca
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