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Varie & eventuali / Servizio veterinario

Da macello a rifugio

Uno spazio sanitario e di degenza per animali, là dove venivano uccisi

Scritto da Silvia Amodio il 26 febbraio 2009

00000147-00000001 Giornalista e fotografa

Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini.

Collabora come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini.

Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Gli ex macelli pubblici di Firenze, il cui ingresso principale oggi è in viale Corsica, coprono un’area vastissima con oltre 70.000 metri quadrati di edifici, di proprietà del Comune di Firenze. Si tratta di un luogo noto a tanti fiorentini, tuttavia la sua storia non è molto conosciuta: persino su internet, lo strumento che rivela l’introvabile, è difficile reperire informazioni.

La struttura è stata inaugurata nel 1870, quando Firenze era Capitale del Regno d’Italia, e fu costruita sul modello del macello di Parigi.
Si estendeva da piazza Dalmazia fino al Mugnone, con un’area dedicata allo scarico del bestiame e delle merci, stalle di sosta, una parte di mercato e un palazzo che è stato la sede degli uffici del Ministero dell’Agricoltura. Il macello è rimasto in funzione fino al 1989 quando è stato sostituito da quello di Novoli.

Il futuro incerto sulla nuova destinazione d’uso di questo luogo, ha portato negli anni al totale degrado della struttura, un vero peccato, se si pensa al suo valore monumentale. E poi ne sono stati ceduti, via via, pezzettini destinati a vari usi: due scuole, uffici del Consiag, sede del consorzio Quadrifoglio e della Centrale del latte. L’ultimo pezzo è andato alle Ferrovie dello Stato che vi farà passare l’alta velocità.

«Per fortuna - ci spiega il dottor Enrico Loretti, responsabile del servizio di Igiene urbana veterinaria della Azienda sanitaria di Firenze, siamo riusciti ad avere in comodato d’uso 1200 metri quadrati che stiamo riorganizzando e dove ricollocheremo le varie attività, mantenendo la presenza della Sanità pubblica veterinaria, in continuità dal 1870».

Nel presidio verrà collocata una parte sanitaria, con sala operatoria per le sterilizzazioni, una stanza di degenza per cani e gatti recuperati dal nostro servizio sul territorio metropolitano, oltre ad un ambulatorio di anagrafe canina e certificazioni internazionali e, infine, una moderna sala destinata alla formazione.

Il luogo seduce per la sue strane architetture e inquieta al tempo stesso, in particolar modo gli amanti degli animali, che non possono non pensare che quei muri hanno coperto la morte di migliaia di creature. Fa solo piacere pensare che questo luogo ora ha una funzione completamente diversa: la bellezza e il valore architettonico rimangono, ma le attività che si svolgono al suo interno sono di tutt’altra natura, con una sorta di riscatto morale di questo posto.

Cani di passaggio

Il canile sanitario è presente all’interno dal 1875; la sua funzione originaria era quella di raccogliere i randagi vaganti e ammalati per sopprimerli dopo tre giorni se nessuno li reclamava. Lo scopo era di contenere il rischio di rabbia presente sul territorio fino agli anni ’60. «La situazione è per fortuna molto cambiata - sottolinea Loretti - gli animali non vengono più soppressi e la regione Toscana è stata la prima ad abolire questa pratica nel 1987, il resto dell’Italia solo nel 1991. Il nostro canile vanta un buon indice di restituzione di animali ai legittimi proprietari. Su 800 che mediamente arrivano ogni anno, oltre l’80 per cento, grazie all’Anagrafe canina, ritrova il padrone».

In questi ultimi anni c’è stato un grande cambiamento culturale, sociale e morale che ha molto influenzato la relazione uomo-animale. «Tutte le attività che vengono ospitate negli ex-macelli, grazie anche alla loro logistica, ruotano proprio intorno a questo concetto - precisa il responsabile -: l’insegnamento di un rapporto equilibrato con il proprio animale, in questo caso il cane».

Nel corso degli anni questo luogo è diventato un punto di riferimento per molti. Qui vengono formate le guardie zoofile, sono stati ospitati i corsi della Polizia provinciale e del Corpo forestale per la ricerca delle esche avvelenate, un grave problema che uccide, nelle nostre campagne, centinaia di animali ogni anno. Periodicamente vengono tenuti corsi specifici, sempre con lo scopo di insegnare a conoscere il cane e ad imparare come comportarsi nelle situazioni più svariate.
Uno di questi, per esempio, rivolto alla polizia municipale di Firenze, insegna ai poliziotti come relazionarsi all’occorrenza nei confronti dei proprietari di quattrozampe.
Sembrano sfumature, ma in realtà contribuiscono notevolmente ad abbassare la percentuale degli incidenti causati da una cattiva “gestione” dell’animale.

Tra le chicche degli ex macelli, bisogna ricordare un maestoso cedro, piantato nel 1870, uno dei più vecchi di Firenze, testimone silenzioso di un’epoca passata.

Per informazioni o anche per adottare un cagnolino: igiurbanavet@asf.toscana.it, Ufma. Igiene urbana veterinaria viale Corsica 4, 50127 Firenze

 

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