Editoriale / Consumi
Bigamia di vicinato
Nuove tendenze nel fare la spesa
Fra gennaio e febbraio, ormai da undici anni, facciamo un’indagine su cosa pensano i consumatori toscani nei riguardi della moderna distribuzione e di Unicoop Firenze in particolare. Circa duemila interviste telefoniche ad un campione scelto con metodo scientifico per rappresentare, il più fedelmente possibile, l’opinione dei “responsabili degli acquisti” delle famiglie che vivono nelle zone intorno ai nostri punti di vendita. È uno studio particolarmente utile per capire i punti di forza e di debolezza della nostra offerta, della politica di vendita e migliorare il nostro lavoro.

Un dato importante che emerge dalla ricerca è che la fiducia che la gente ripone nella cooperativa è seconda solo a quella che ha nelle forze dell’ordine. Più che nei Comuni, nella Magistratura o nella Chiesa! In percentuale abbiamo perso qualche punto rispetto alla “fiducia nella Coop” che avevamo registrato negli anni precedenti: il clima politico e la campagna ben orchestrata degli ultimi anni contro “le coop rosse” hanno avuto qualche effetto anche da noi. Per questo bisognerà rimboccarsi le maniche e migliorare sia la sostanza che l’immagine della nostra presenza.
La parte più interessante dello studio riguarda gli orientamenti che i consumatori esprimono. C’è più attenzione ai prezzi, meno sull’assortimento e si tende ad evitare nuove esperienze e nuovi acquisti. In generale, negli ultimi dodici mesi, non si fanno (o si fanno meno) grandi spese settimanali o bisettimanali: si preferisce comprare volta per volta quello che serve, per evitare gli sprechi e per non riempirsi la casa di prodotti, che costano e pesano sul bilancio familiare. Inoltre c’è un minore “nomadismo” verso lontani centri commerciali, che prima esercitavano una forte attrazione.
Insomma, l’aumento del prezzo dei carburanti ha portato a fare meno chilometri per fare la spesa. Dall’indagine risulta che le famiglie frequentano un minor numero di punti di vendita, concentrandosi sui due preferiti più vicini. In modo colorito i ricercatori definiscono questo fenomeno come passaggio dalla “poligamia di attrazione” alla “bigamia di vicinato”. Comunque siamo lontani dalla “monogamia” di vent’anni fa!
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