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Varie & eventuali / Zooantropologia

Animali e cultura

Uomo e animali, un rapporto da recuperare

Scritto da Silvia Amodio il 1 luglio 2008

00000147-00000001 Giornalista e fotografa

Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini.

Collabora come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini.

Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

È un termine apparentemente un po’ spigoloso che in realtà cela molta più familiarità di quanto non possiamo immaginare. In parole molto semplici la zooantropologia non è altro che lo studio della relazione che lega l’uomo agli animali dalla notte dei tempi. In varie parti del mondo, per esempio, ne sono testimonianza le pitture rupestri del paleolitico dove è ben rappresentata la dipendenza – soprattutto simbolica –  tra il mondo animale e quello umano.
Una simbiosi che negli ultimi secoli si è incrinata. La nostra visione occidentale, in particolar modo, impone una separazione radicale tra l’uomo e le altre creature, un allontanamento dello spazio e della conoscenza amplificato negli ultimi decenni anche dai processi di urbanizzazione e di industrializzazione.

Gli animali, che un tempo vivevano a stretto contatto con l’uomo, ora sono stati allontanati dalle città e segregati in aree costruite appositamente per loro: basti pensare agli allevamenti intensivi, dove gli animali sono trattati come merce di cui l’uomo è il consumatore finale. Così molti bambini di città non hanno mai incontrato la mucca o il maiale e non hanno chiara la relazione tra l’uovo e la gallina. L’uovo sta nel frigorifero o, al massimo, si materializza insieme a centinaia di altri prodotti, in un grande supermercato.
Secondo gli studiosi di zooantropologia è giunto il tempo di riconciliarsi con gli animali e di ristabilire un corretto legame con essi. Un rapporto insano con la natura rischia di compromettere la nostra stessa specie, come molte di quelle che ci circondano: si tratta di perdite enormi, irreparabili. Basti pensare che 150 anni fa si estingueva una specie ogni dieci anni, oggigiorno tre ogni ora.

Per aiutarci a capire che cos’è la zooantropologia ci facciamo aiutare da Alessandro Arrigoni, studioso della relazione uomo-animale e autore di diversi articoli sull’argomento, che ha collaborato fra l’altro alla realizzazione della mostra “Zoomania. Animali, ibridi e mostri nelle culture umane”, realizzata nel 2007 dall’Istituzione Santa Maria della Scala di Siena.
«La zooantropologia vorrebbe rappresentare, oggi, quello che l’antropologia culturale ha rappresentato per gli studiosi di scienze sociali nei decenni passati: un modo per capire che il nostro rapportarci con le diverse altre specie è viziato da numerosi pregiudizi, come spesso accade per le relazioni con gli altri gruppi umani».
Non si tratta di un concetto astratto, chiarisce Arrigoni, «ci sono per esempio una serie di applicazioni pratiche che possono essere realizzate con i nostri animali domestici che ci aiutano a comprendere la loro etologia, ma soprattutto ci insegnano a confrontarci con il singolo individuo». Lo sa bene chi ha avuto più di un cane o un gatto: ognuno ha il proprio carattere e la propria “personalità”. Tra le applicazioni più conosciute bisogna ricordare la pet-therapy, oggi definita come Taa (Terapia assistita con animali), dove –  precisa Arrigoni - «c’è una vera e propria partnership tra pazienti, operatori e animali, in un contesto di cura».

Secondo molti studiosi gli animali possiedono forme di cultura, ovvero la capacità di tramandare le esperienze acquisite da un individuo all’altro.
«Dobbiamo considerare ogni animale come un soggetto individuale unico e irripetibile, che ha qualcosa da donare a noi e che spesso – come nel caso dei pet – dipende da noi completamente», conclude Arrigoni.
Ci ricorda un altro studioso della materia, Roberto Marchesini, che «la nostra stessa identità culturale passa attraverso il confronto con la diversità animale». L’uomo, in sostanza, si è evoluto “spiando” e prendendo spunto dalle caratteristiche di molti animali, basti pensare alle macchine volanti di Leonardo, ispirate al volo degli uccelli o all’ecografia e all’ecoscandaglio delle navi, ispirati al biosonar dei delfini.

Ogni invenzione umana che ha contribuito all’evoluzione tecnologica ha un corrispettivo in natura. Non a caso ancora adesso, ci ricorda Arrigoni, «definiamo la potenza dei nostri motori a scoppio in termini di cavallo vapore».
La curiosità nei confronti degli animali fa parte del nostro bagaglio culturale comune. I bambini di tutto il mondo, per esempio, sono attratti dagli animali e provano gioia nel vederli, sono gli adulti che spesso trasmettono paure che loro originariamente non avrebbero. Sarebbe bene allora recuperare dalla memoria il nostro lato più istintivo e spontaneo, osservando ciò che ci circonda con l’incanto di quando eravamo bambini.

Info: www.siua.it, http://onlus.antropozoa.it/progetti.htm (progetto di pet-therapy all’ospedale Meyer di Firenze); nelle librerie o su www.ibs.it: Roberto Marchesini e Sabrina Tonutti, Manuale di zooantropologia, Meltemi 2007. Cristiana Franco (a cura di), Zoomania. Animali, ibridi e mostri nelle culture umane, catalogo dell’omonima mostra, Protagon Editori Toscani, 2007, 176 pagg.

Il progetto
Un disco contro l’abbandono
Gli animalisti hanno già lanciato l’allarme. Arriva l’estate, e il numero di animali abbandonati raggiunge cifre da capogiro. Chi ama i cani non può starsene fermo a guardare. Così Gianni Salomone, cantautore toscano e padrone orgoglioso di una splendida cagnetta (Cippalippa, che oggi non c’è più), ha composto una canzone dal titolo “Bastardo”, ovvero l’abbandono raccontato con il cuore di chi lo subisce. Insieme allo studio Emme e a Sprea Editori sta lavorando a questo progetto, che comprende anche un tour nei canili. Il cd, a cui è allegato un video, può essere acquistato in edicola, allegato alle riviste edite da Sprea (Il mio cane, I nostri amici animali, Argos, Molossi ecc.): per ogni cd venduto sarà devoluto 1 euro alle associazioni e ai canili che ne faranno richiesta, i cui nomi – insieme al resoconto finale sull’utilizzo dei fondi – saranno pubblicati sul sito www.emme-group.it



Info: www.myspace.com/giannisalomoneproject

 

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