Varie & eventuali / Abeti
Il bianco e il rosso
Come scegliere l'albero di Natale
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| Il bianco e il rosso 1 |
L'abete rosso vanta una crescita più veloce rispetto al bianco, aghi verde scuro disposti a spirale sui corti rametti e una corteccia rossastra da cui deriva il nome della specie. Quello bianco ha aghi con la punta arrotondata, piatti e disposti a pettine: sono lucidi, sulla pagina superiore, mentre in quella inferiore sono striati di tonalità bianco-azzurre. Inoltre l'abete bianco perde meno facilmente le "foglie" rispetto al rosso, e ha una resina più profumata. Tenendolo in casa l'odore intenso e magico del bosco è assicurato. La crescita più lenta di questa specie determina un costo finale più alto: un abete rosso di circa un metro d'altezza si trova in un supermercato a 10 euro, mentre per un esemplare di bianco dovremo spendere qualcosa in più. Le dimensioni degli abeti in vaso, disponibili sul mercato, variano dai piccoli e giovani esemplari (di circa sette anni, per l'abete rosso) alti 50 cm, fino a veri e propri alberi di un metro e settanta con almeno una decina d'anni d'età.
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| Il bianco e il rosso 2 |
Bisognerà trapiantare l'abete in un vaso più grande, usando un terriccio acido. Porre il vaso in una zona esposta a nord o ad ovest e annaffiare con regolarità. Non è necessario apportare grandi quantità di nutrimento: a primavera, e magari in autunno, mettendo una manciatina di stallatico sul terreno si garantirà il giusto apporto di concime. Può succedere che, subito dopo il trapianto, l'albero tenda ad ingiallire e a perdere un po' di vigore: ma se tutto va bene è solo una fase di assestamento e poi la pianta inizierà a vegetare e crescere senza problemi.
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| Il bianco e il rosso 3 |
Le aree geografiche dove è diffusa la coltivazione di abeti destinati al mercato natalizio sono rare e concentrate, soprattutto, nel padovano, nella zona di Treviso e intorno a Novara. In Toscana è il Casentino ad ospitare le aziende specializzate del settore, che qui trovano le condizioni ideali per far nascere e crescere gli abeti. Questo tipo di attività, oltre a creare occupazione in questi luoghi - bellissimi ma un po' isolati - contribuisce comunque ad un buon mantenimento dell'equilibrio ambientale. I terreni dove sono impiantati i giovani alberi sono stati recuperati all'abbandono e ospitano, a cicli alterni, gli esemplari che saranno poi immessi sul mercato; inoltre, durante il periodo trascorso a dimora, producono prezioso ossigeno e le loro radici contribuiscono a rinsaldare naturalmente il terreno: parola del signor Armando Baldi, titolare dell'omonima azienda e fornitore "storico" di Unicoop Firenze, appassionato del suo lavoro e dei suoi boschi.
A proposito, se amate la natura, la pace e il silenzio - e transitate nei pressi del Passo della Consuma - potrebbe essere una buona idea fare una piccola deviazione in direzione di Montemignaio: Armando - che ringraziamo per i suoi preziosi suggerimenti - vi accoglierà con simpatia.
L'intervistato: Armando Baldi, vivaista, tel. 0575542318
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