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Lettere

 

Scritto da Antonio Comerci il 12 dicembre 2008

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Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista.

Autore di alcune pubblicazioni:
Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra
Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente
Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico.

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile che viene inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie.

Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati. ­ Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze (scheda del libro).

Facce toste
Faccio regolarmente la spesa al supermercato Coop di Sansepolcro. Mi fido del marchio Coop, della sua filosofia, tipo tutelare il socio, fare profitto senza sfruttare le persone, pretendere qualità dai fornitori. Diciamo che mi piace la filosofia di "sinistra".
Sinceramente mi sorprendo quando vedo dentro il supermercato persone che la pensano in maniera opposta a me, criticano la sinistra e magari votano per la destra. Mi domando... ma la gente non ha più il senso del pudore? Perché la gente apprezza la Coop e poi vota Berlusconi? Solo per interesse?
Mario Bernabei - San Giustino Umbro

Noi, invece, siamo contenti che vengano a fare la spesa alla Coop anche persone che votano differentemente dalla maggior parte dei soci, e non per motivi commerciali.

Gli obiettivi principali della cooperativa sono: la convenienza, il controllo della qualità, la trasparenza, la partecipazione, la solidarietà sociale. Che almeno i primi due di questi obiettivi attraggano anche persone di destra è un riconoscimento che la cooperativa funziona ed è apprezzata al di là dello schieramento politico.
Un riconoscimento che ci spinge a lavorare per far apprezzare anche gli altri obiettivi della cooperativa. Sarebbe triste ritrovarsi in un supermercato solo fra gente che la pensa allo stesso modo... senza lo stimolo a discutere e a migliorarsi.

Il settarismo non fa bene a nessuno, occorre sforzarsi per scoprire e valorizzare le cose che ci accomunano.




Al posto della nonna
Qualche mese fa mia nonna è venuta a mancare e ho la sua carta socio Coop. Volevo sapere se mi è possibile utilizzarla, se devo cambiare l'intestazione, se i punti maturati rimarranno sull'eventuale nuova mia carta oppure se ci dovrà essere un rimborso in qualità di erede.
Chiara Gasperini - E mail

La carta socio è strettamente personale e non può essere utilizzata da altri. Quindi dovrà recarsi in uno qualsiasi dei nostri punti vendita e riempire il modulo di recesso.

A questo punto le possibilità sono due: uno degli eredi può subentrare con la quota sociale della defunta, senza pagare una nuova quota, oppure può chiedere il rimborso della quota.

Nei due casi i punti sono recuperati e vanno al socio indicato nella domanda di recesso.




Due volte carta
Mi sono recato per comprare una ricarica telefonica da 50 euro in un supermercato Coop, l'ho chiesta all'addetto alla cassa, ho pagato con la mia carta Coop SpesaIn ma si è dimenticato di assegnarmi i 50 punti sulla spesa.
Cristiano Fattori - Firenze

Naturalmente abbiamo provveduto (su presentazione dello scontrino) ad accreditare i punti al socio. Pubblichiamo la lettera al solo scopo di chiarire un aspetto che spesso sfugge e crea equivoci.

La carta socio ha due funzioni specifiche e separate. Il codice a barre serve ad identificare il socio e ad accreditare i punti e per questo va presentata durante la spesa. Dopo aver chiuso il conto, la carta socio abilitata a pagare la spesa si comporta come un qualsiasi bancomat.

Quindi, se non si è passata la carta prima di chiudere il conto si perdono tutti i vantaggi e le offerte per i soci.




I soliti furbi
Nei giorni scorsi sono stato, come di consueto, a fare la spesa alla Coop. In quel giorno erano esposti prodotti ad offerta, (pannolini Pampers, piumini ed altro) ma purtroppo gli scaffali erano già vuoti perché in poco tempo alcuni avevano fatto "man bassa" portando via carrelli stracolmi solo dei prodotti suddetti. Credo che ciò non sia giusto, soprattutto per i consumatori soci come me, che faccio la spesa generale e che nel caso specifico, essendo nonno di due nipotini piccoli, non mi è toccata nessuna confezione di pannolini in offerta. Sarebbe opportuno, quando ci sono le offerte vantaggiose, mettere dei limiti di acquisto in modo che tutti ne possano usufruire.
Alvaro Paolieri - Poggio a Caiano

Purtroppo le offerte così convenienti come il sottocosto attirano tanti "consumatori interessati" che acquistano quantità ben superiori a quelle che servono per un consumo familiare.

Su queste offerte poniamo, in genere, un limite ai pezzi acquistabili per scontrino. Non lo facciamo volentieri: la spesa si deve fare con serenità e senza troppe regole rigide da osservare. E spesso è una barriera inutile.




Single senza spreco
Avrei una domanda che forse avrebbe senso indirizzare direttamente ai produttori, ma voglio prima proporla a voi per sapere cosa ne pensate. Ci sono alcuni prodotti alimentari che hanno confezioni troppo grandi rispetto all'uso che se ne può fare in una famiglia formata da sole 2 persone o come nel mio caso da me, mio marito e mia figlia di 15 mesi (che quindi non "consuma" grosse quantità di cibo) e quindi, se si tratta di alimenti deperibili, si rischia sempre di sprecare il cibo, che oltre ad essere uno spreco economico è anche un gesto che mi dà dispiacere.
Per fare esempi specifici mi riferisco alla panna da cucina (brik da 250 ml) o anche al passato di pomodoro (generalmente brik o bottiglie da 700 ml circa), ma certamente ci sono anche altri prodotti... Non si potrebbero fare delle confezioni più piccole? Ci sarebbero meno sprechi.
Fabiana Barbino - Arezzo

In effetti nei prodotti industriali confezionati la tendenza è quella di minimizzare i costi degli imballaggi, che poi si traducono in sprechi per le famiglie. Accanto a questa c'è anche la necessità per i single di avere confezioni piccole.

Ultimamente sono molto aumentate. Evidentemente occorre fare meglio.




Buste di plastica
In un periodo in cui si parla ogni giorno di inquinamento, rifiuti e salvaguardia del pianeta, penso che un centro commerciale possa partecipare concretamente, e in modo semplice. Le buste di plastica sono un problema reale: ce ne sono troppe e sono dannose per l'ambiente. Tutti lo sappiamo, però l'uso non diminuisce...
Allora perché non fare come già fanno in altri paesi europei (Belgio, Francia)? Cioè non dare o non vendere più buste di plastica ai clienti. I centri commerciali dovrebbero vendere solo buste più robuste, cioè modelli riutilizzabili, ad un prezzo superiore delle buste attuali per obbligare le persone a portare da casa buste di tessuto, riutilizzabili. Solo così si può incentivare una minore produzione di rifiuti di plastica.
Karen Richir - Vaglia (FI)

Fra due anni non si potranno più utilizzare shopper in plastica non biodegradabile.
Quindi in vista del 1° gennaio 2010 ci stiamo preparando per indurre i nostri soci e clienti a non utilizzarle più e a trovare alternative valide.
Con il "pacco di Natale", ad esempio, forniremo borse in cotone valide e riutilizzabili anche per fare la spesa.




Latte in giallo
Vorrei sapere che fine ha fatto il latte parzialmente scremato nelle confezioni gialle con la "Moneta che ride". Ultimamente ho solo trovato il latte intero e quindi dovrei cambiare la marca del prodotto che io consumo spesso.
Katarzyna Piliszek - Arezzo

Il mercato del latte, in questi ultimi tempi, è in subbuglio per l'aumento della richiesta mondiale che ne diminuisce la disponibilità e aumenta i prezzi.
Per questo ci siamo trovati in difficoltà con il fornitore di latte da "primo prezzo", e siamo stati costretti a cercarne un altro.
Un problema che è durato solo qualche settimana.




Non solo prezzi
La polemica apparsa sui giornali sulle cooperative e le imprese private è tutta invidia per un sistema diverso di fare impresa. Perché il signor Esselunga non crea anche lui una cooperativa?
A me interessa marginalmente se alla Coop non ci sono i prezzi più bassi in assoluto, a me interessa che i prodotti alimentari, tipo frutta, verdura e altro rispettino i rigorosi limiti imposti dalla Coop in termini di qualità, uso di pesticidi eccetera.
Da quello che leggo i limiti imposti dalla Coop sono più severi rispetto alla normativa vigente. Quello che i consumatori vogliono è il giusto prezzo per un prodotto di qualità.
Romario Bernabei - E mail

Intanto i prezzi nell'Unicoop Firenze sono più bassi e per dimostrarlo non ci sono solo le statistiche (vedi Informatore di novembre, pag. 5) ma l'opinione generale, nelle nostre zone, dei consumatori.

E poi, come sottolinea il socio, l'attività di controllo e sicurezza dei prodotti. Anche questa costa, a detrimento degli utili: 11 milioni di euro in un anno spesi da Coop Italia per analisi e controlli sugli alimenti e un altro milione dalla sola Unicoop Firenze per il "controllo qualità".

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