Guida ai consumi / Vini
Tappo al silicone
Non solo sughero. I nuovi materiali e loro caratteristiche
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| Tappo al silicone |
Ora, abbandonate posizioni integraliste, una cosa è certa: il sughero rimane forse il più indicato per la corretta conservazione del vino, e questo per una serie di motivi. Si tratta anzitutto di un materiale naturale, ricavato dalla corteccia dell'omonima pianta (Quercus suber il suo nome botanico) che cresce in paesi caldi come Portogallo, Spagna, Africa del nord ed anche Italia, in Sardegna in particolare. Fra le sue caratteristiche più importanti, si può rilevare la resistenza, la leggerezza e soprattutto la grande elasticità, elemento che garantisce la chiusura ottimale della bottiglia. Accanto a queste la capacità di garantire al vino una benefica "respirazione" durante il suo soggiorno in vetro, di interagire insomma con l'ambiente esterno per completare il suo bagaglio di aromi e profumi.
Non tutti gli studiosi ritengono questo fattore veritiero, ma ci sono altri elementi positivi: la malleabilità del sughero, ad esempio, lo rende perfettamente aderente al collo della bottiglia, sempre se conservata in maniera corretta (ossia in posizione orizzontale, per mantenere inumidito il tappo). A svantaggio di questo storico sistema, l'esauribilità della "risorsa sughero", sempre meno in grado di soddisfare l'enorme domanda mondiale; i suoi costi, diventati oggi piuttosto elevati per prodotti di buona qualità; il rischio del famigerato "odore di tappo", causato da un fungo che può in certi casi colpire la pianta.
Si sono fatte largo così le nuove varianti. Il silicone innanzitutto, che ad una maggiore economicità accompagna anche l'effettiva assenza di controindicazioni sul prodotto. Il suo utilizzo è sempre più diffuso, in particolare per vini da consumare nel giro di breve tempo, ed accantonato lo scetticismo iniziale questo materiale ha saputo ritagliarsi una crescente considerazione anche fra gli addetti al settore. E poi il più recente vino-lock, tappo in vetro di invenzione tedesca, che oltre a non necessitare di cavatappi per l'apertura ha anche il vantaggio di essere richiudibile, grazie ad una piccola guarnizione in gomma. Oltre che, ovviamente, riciclabile. Una soluzione, questa, accolta con favore soprattutto dai produttori americani ed australiani, e che anche in Italia ha già avuto i suoi primi proseliti.
C'è ancora chi propone il tappo a corona o quello a vite, comunemente utilizzati per bottiglie di acqua minerale, economici e di ottima resa, come testimoniano i produttori che li hanno impiegati.
Se le alternative sembrano insomma non mancare, il problema di fondo rimane sostanzialmente uno: l'incapacità di capire il vero risultato finale dei materiali alternativi al sughero, soprattutto per i prodotti destinati a lungo invecchiamento. A ciò si affiancano anche inconvenienti pratici, come la necessità di apposite bottiglie nel caso si utilizzino tappi a vite, o addirittura di sistemi di imbottigliamento ad hoc qualora si opti per il vetro.
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