INFORMATORE
GENNAIO 2007
Mondo Coop
- Dibattito
- La testa in Toscana
- Economia
- Lavoro toscano
- TerraEqua
- Fagiolini tropicali e solidali
- Domanda di lavoro
- Su carta non si può
- Prodotti Coop
- L'alimento giusto
- Le grandi mostre
- Tre maestri del pennello
Attualità
- Solidarieta
- Colletta per i nuovi poveri
- Gli appuntamenti
- Cioccolato in piazza
- In montagna
- Chi vuol esser lieto scia
- Siena
- Il Duomo a colori
Guida ai consumi
- Le parole che non so
- Senza fili
- Alberi da frutta
- Il tempo dei meli
- Fai-da-te
- Salati e contenti
- Vini
- Attenti a quei due
- Gennaio
- Il mese delle arance
- Zuppe
- A pancia piena
Varie & eventuali
- Tradizioni
- Le streghe son tornate
- Curiosita
- Elefanti artisti
- Marco Baldini
- La prima volta col tonno
- Vini
- Il trucco del truciolo
- Teatro
- Serate al Puccini
- Leonardo da Vinci
- Ispirato dagli etruschi
- Musei Capitolini
- La lupa è giovane
- Pistoia
- La compagnia dei pellegrini
Salute
- Tosse
- La voce dell'inverno
Rubriche
- Promozioni
- Le offerte no food di gennaio
- Promozioni
- Lettere
- Eventi
- Scontati per i soci
- Tempo libero
- Il cartellone di gennaio
- Dalle sezioni soci
- Cronache
- Le segnalazioni di gennaio
Area commerciale
Zuppe
A PANCIA PIENA
Da piatto povero a riscoperta della cucina tipica
Di Rossana De Caro-
giornalista
Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società.
Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli.
Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore.
Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.
Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'.
Dal 2009 è coordinatrice redazionale dell'Informatore
Ce ne sono di tutti i tipi: con verdure, legumi, cereali, passate, e sono ottime da sole o abbinate con pasta o riso. Nate nella notte dei tempi come piatto unico, fatto con le verdure dell'orto e poco più a seconda della reperibilità del momento, zuppe e minestre hanno costituito per secoli il pranzo e la cena dei poveri, specialmente nelle campagne ma anche del proletariato urbano; in pratica servivano per "riempirsi la pancia" quotidianamente.
Il termine zuppa viene dal gotico suppa, che significa fetta di pane inzuppato. Minestra deriva invece dal latino ministrare ovvero somministrare, come faceva il capofamiglia distribuendo la vivanda calda nei piatti dei commensali. A questi rituali si ispirano i detti popolari "mangiare sempre la stessa minestra" o "se non è zuppa è pan bagnato".
Oggi, nella società del benessere, le zuppe contadine tipiche della nostra tradizione gastronomica sono state riscoperte diventando un piatto "chic", a dispetto della più nazionalpopolare pastasciutta, la regina della dieta mediterranea.
Ricche di vitamine e proteine, povere di calorie e senza grassi, hanno sedotto una grossa fetta di consumatori. E in quanto alla preparazione non ci sono problemi: il mercato abbonda di minestroni e zuppe - surgelate, liofilizzate o fresche che siano - con verdure già tagliate e pronte all'uso in pochi minuti.
Le più amate sono quelle al farro, un cereale antichissimo già conosciuto al tempo dei Romani, e le recenti "cremose", gustose e profumate, lanciate da alcune delle più grandi aziende del settore dei surgelati e non. Non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Speciale zuppe nei supermercati Coop dal 18 al 31 gennaio
Notizia precedente:Il mese delle arance |
Notizia successiva:Le streghe son tornate |








Unicoop Firenze sc, Via S.Reparata 43, 50129 Firenze, Tel. 055 47801, Cod.Fisc. e Partita IVA 00407780485