Guida ai consumi / Zuppe
A pancia piena
Da piatto povero a riscoperta della cucina tipica
Ce ne sono di tutti i tipi: con verdure, legumi, cereali, passate, e sono ottime da sole o abbinate con pasta o riso. Nate nella notte dei tempi come piatto unico, fatto con le verdure dell'orto e poco più a seconda della reperibilità del momento, zuppe e minestre hanno costituito per secoli il pranzo e la cena dei poveri, specialmente nelle campagne ma anche del proletariato urbano; in pratica servivano per "riempirsi la pancia" quotidianamente.
Il termine zuppa viene dal gotico suppa, che significa fetta di pane inzuppato. Minestra deriva invece dal latino ministrare ovvero somministrare, come faceva il capofamiglia distribuendo la vivanda calda nei piatti dei commensali. A questi rituali si ispirano i detti popolari "mangiare sempre la stessa minestra" o "se non è zuppa è pan bagnato".
Oggi, nella società del benessere, le zuppe contadine tipiche della nostra tradizione gastronomica sono state riscoperte diventando un piatto "chic", a dispetto della più nazionalpopolare pastasciutta, la regina della dieta mediterranea.
Ricche di vitamine e proteine, povere di calorie e senza grassi, hanno sedotto una grossa fetta di consumatori. E in quanto alla preparazione non ci sono problemi: il mercato abbonda di minestroni e zuppe - surgelate, liofilizzate o fresche che siano - con verdure già tagliate e pronte all'uso in pochi minuti.
Le più amate sono quelle al farro, un cereale antichissimo già conosciuto al tempo dei Romani, e le recenti "cremose", gustose e profumate, lanciate da alcune delle più grandi aziende del settore dei surgelati e non. Non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Speciale zuppe nei supermercati Coop dal 18 al 31 gennaio
Il termine zuppa viene dal gotico suppa, che significa fetta di pane inzuppato. Minestra deriva invece dal latino ministrare ovvero somministrare, come faceva il capofamiglia distribuendo la vivanda calda nei piatti dei commensali. A questi rituali si ispirano i detti popolari "mangiare sempre la stessa minestra" o "se non è zuppa è pan bagnato".
Oggi, nella società del benessere, le zuppe contadine tipiche della nostra tradizione gastronomica sono state riscoperte diventando un piatto "chic", a dispetto della più nazionalpopolare pastasciutta, la regina della dieta mediterranea.
Ricche di vitamine e proteine, povere di calorie e senza grassi, hanno sedotto una grossa fetta di consumatori. E in quanto alla preparazione non ci sono problemi: il mercato abbonda di minestroni e zuppe - surgelate, liofilizzate o fresche che siano - con verdure già tagliate e pronte all'uso in pochi minuti.
Le più amate sono quelle al farro, un cereale antichissimo già conosciuto al tempo dei Romani, e le recenti "cremose", gustose e profumate, lanciate da alcune delle più grandi aziende del settore dei surgelati e non. Non c'è che l'imbarazzo della scelta.
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