Attualità / Libri
Tre big in campo
Veronesi da Prato vince lo Strega. Successo per l'ultimo romanzo di Bigongiali da Pisa. Esordisce nella narrativa Staino da Firenze
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| Tre big in campo |
Insomma, Veronesi non è più uno scrittore conosciuto solo dai (pochi) appassionati di letteratura, la tivù e i quotidiani nazionali (tutti hanno dato notizia e rilievo al premio Strega) danno notorietà e prestigio, anche alla città che lo accoglie. Notorietà aumentata dalla notizia che "Caos calmo" diventerà presto un film e, si dice, il protagonista sarà interpretato da Nanni Moretti. Il libro è lungo, come sembra debbano essere tutti i libri che vincono lo Strega, appassionante a tratti e anche con pagine divertenti. Affronta i temi esistenziali di un quarantenne ricco e di successo, con una trama originale: il protagonista, dopo la morte improvvisa della moglie, si ferma per due mesi davanti alla scuola aspettando la figlia che la frequenta a tempo pieno. In questa situazione, irreale, osserva e riconsidera la sua vita e quella degli altri.
Un "essere o non essere" lungo 450 pagine, che ha come palcoscenico una lussuosa Audi con gli interni in pelle vera.
Dopo otto anni torna al romanzo anche Athos Bigongiali. Raul, il protagonista, è l'ultimo testimone della tradizione di miseria e nobiltà dei grandi pagliacci. Una storia, quella di "Il clown" (Giunti, pagg. 197, € 10,00), che intreccia l'invenzione romanzesca con le vicende reali di Jerry Lewis e di un celebre clown tedesco, Helmut il Grande, costretto dai nazisti a divertire i piccoli prigionieri prima della camera a gas, ad Auschwitz.
Anche in questa sua ultima opera Bigongiali ripropone la riflessione sulla storia recente, con un racconto di fantasia che ne rafforza la drammaticità e le tinte forti. Lo ha fatto nel suo romanzo d'esordio ("Una città proletaria", Sellerio, 1989), poi nel 1995 con "Le ceneri del Che" (Giunti), recentemente ristampato, quindi con il romanzo "Ballata per un'estate calda" (Giunti, 1998), finalista del Premio Viareggio. Una scrittura rude, un linguaggio sempre sospeso fra il detto e l'accaduto che lasciano libera la fantasia del lettore e allo stesso tempo la catturano. Questa la tecnica di Bigongiali, che ne fa più che un narratore, un originale creatore di affreschi storici ed umani.
E finiamo in allegria, con un vero e proprio romanzo d'appendice.
Pubblicato a puntate sul quotidiano L'Unità, ora il romanzo di Sergio Staino, "Il mistero Bonbon" (Feltrinelli, pagg. 215, € 10,00), è in libreria e sancisce l'esordio nell'esperienza narrativa di Staino dopo quasi trent'anni da illustratore. Una commedia degli equivoci, un divertente intreccio di personaggi con vizi e (poche) virtù.
Sembra di rivedere i personaggi a fumetti di Staino ma la forma letteraria li rende più vivi e definiti, supera i limiti di superficialità - che necessariamente ha la striscia disegnata - con più fantasia e invenzione, sia per lo scrittore che per il lettore. Un libro imperdibile per chi segue con piacere il mondo di Bobo e compagni da quando apparve su Linus, nel 1989. Ma anche per coloro che non apprezzano lo stile delle strisce di Staino, che nel libro possono ritrovare il gusto per la storia divertente e un po' strampalata di Bonbon e dei suoi terribili amici.
La città delle donne
In giro per Firenze, a naso all'insù, a cercare sui muri un'iscrizione, una lapide, uno stemma, sfuggito magari a sguardi meno attenti. Filo conduttore di questa ricerca tutta al femminile le donne che nei secoli hanno abitato la città, lasciando una traccia lungo le sue strade e nei suoi palazzi. A raccogliere e a raccontare le loro storie scolpite sui muri ci hanno pensato altre due donne: la professoressa Elena Giannarelli, docente di letteratura cristiana, e la giornalista Lorella Pellis, del settimanale Toscana oggi. Ne risulta una guida piacevole e rigorosa dal punto di vista storico, ma anche ricca di gustosi aneddoti dai quali emergono i sentimenti e i travagli della vita. Scrive nell'introduzione lo storico Franco Cardini, uno che di ricerche a naso all'insù se ne intende: «Ripercorrere queste storie di granduchesse e di monache, di poetesse e anche di eleganti etère e di povere prostitute è un piacere e un privilegio. Qualcuno dirà che è storia minore: ma in realtà esiste solo la storia buona, documentata, ben fatta». Ed è proprio quella che racconta questo libro. E. Giannarelli - L. Pellis, Donne di pietra, Pagnini editore, 15,00 euro
In giro per Firenze, a naso all'insù, a cercare sui muri un'iscrizione, una lapide, uno stemma, sfuggito magari a sguardi meno attenti. Filo conduttore di questa ricerca tutta al femminile le donne che nei secoli hanno abitato la città, lasciando una traccia lungo le sue strade e nei suoi palazzi. A raccogliere e a raccontare le loro storie scolpite sui muri ci hanno pensato altre due donne: la professoressa Elena Giannarelli, docente di letteratura cristiana, e la giornalista Lorella Pellis, del settimanale Toscana oggi. Ne risulta una guida piacevole e rigorosa dal punto di vista storico, ma anche ricca di gustosi aneddoti dai quali emergono i sentimenti e i travagli della vita. Scrive nell'introduzione lo storico Franco Cardini, uno che di ricerche a naso all'insù se ne intende: «Ripercorrere queste storie di granduchesse e di monache, di poetesse e anche di eleganti etère e di povere prostitute è un piacere e un privilegio. Qualcuno dirà che è storia minore: ma in realtà esiste solo la storia buona, documentata, ben fatta». Ed è proprio quella che racconta questo libro. E. Giannarelli - L. Pellis, Donne di pietra, Pagnini editore, 15,00 euro
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