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Attualità / Uva

All'ombra della vite

Non solo da gustare sulla tavola, ma anche per abbellire terrazze e giardini. Come impiantare una vite

Scritto da Càrola Ciotti il 1 settembre 2006

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Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile. Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.
All'ombra della vite
Matilde, Regina, Italia, Victoria...
Sono le varietà d'uva da tavola più note e che siamo abituati a trovare nei nostri mercati e supermercati, da qualche decennio a questa parte. Queste uve, cui possiamo aggiungere la Alfonso, la Pizzutella e la RedGlobe, sono nate da incroci e innesti creati nel corso degli ultimi trent'anni, soprattutto per far fronte alle richieste di un mercato in forte espansione, che esigeva un prodotto più "robusto" e resistente ai lunghi spostamenti. Le uve, che potremmo definire "antiche", per loro natura più delicate, mal sopportavano lo stress del trasporto, giungendo sui mercati irrimediabilmente rovinate. Così i vivaisti e i viticoltori si misero all'opera per sviluppare nuovi ibridi che oggi dominano, quasi incontrastati, sulle nostre tavole.

Chicchi toscani
Fortunatamente, quel patrimonio genetico d'uve originarie non è andato completamente perduto e ancora oggi è possibile, in vivai specializzati, procurarsi piantine di Luglianega, Perla di Csaba, Pansè precoce, Delizia (uve bianche) o, tra le nere, Cardinal, Moscato d'Amburgoe Pizzutello nero.
Di facile reperibilità è l'uva Colombana che possiede, come si dice in gergo, la "duplice attitudine": è adatta come uva da tavola ma viene anche utilizzata per fare il Vin Santo. È una varietà tipica toscana, che si produce nelle province di Pisa, Firenze e Siena. Ha chicchi piccoli, dorati, e una buccia molto dura. Si conserva a lungo, tanto che alcuni usano appenderla e, dato che appassisce senza marcire, la conservano fino alla fine dell'anno per consumarla durante il brindisi di Capodanno: la leggenda vuole che consumare l'uva Colombana passita, in quell'occasione, porti fortuna e buona salute. Dell'uva Fragola, di cui esiste la varietà bianca e nera - la più diffusa - tutti più o meno hanno sentito parlare. Ha una buccia molto tenera e il tipico sapore che ricorda quello delle fragole.
Quasi tutte queste varietà d'uva sono precoci, cioè maturano già da metà giugno - come la Perla di Csaba - o in luglio, come la Cardinal o la Luglianega. Essendo precoci, la loro coltivazione è più semplice perché si riduce la necessità di trattamenti, che, per una vite che fruttifica a settembre, devono iniziare ai primi di maggio e terminare alla fine di luglio.
Nel caso volessimo divenire "produttori" - almeno di quella parte d'uva che abitualmente ognuno di noi consuma in una stagione - sceglierne una di queste varietà, tutte con caratteristiche di gusto molto particolari, potrebbe rivelarsi una mossa vincente! Non dimentichiamo che con le piante di vite è possibile creare un pergolato, dove starsene comodamente seduti all'ombra... Questo richiede un po' di lavoro e d'impegno, ma se abbiamo a disposizione un giardino o un bel terrazzo potrebbe valere la pena di cimentarsi nell'impresa.

L'innesto
La buca per impiantare una vite nel giardino va preparata a fine estate-inizio autunno, quando il terreno è ancora asciutto. Occorre scavare una buca profonda almeno 50 cm e larga altrettanto (la terra scavata sarà riutilizzata per riempire la buca). Volendo, si può lasciare la sede vuota per qualche giorno prima di riempirla nuovamente: quest'operazione di svuotamento e riempimento è necessaria per rendere soffice il terreno. Nel caso la terra sia argillosa è meglio aggiungere sabbia o terriccio al momento di riempire definitivamente la buca. La pianticella di vite va impiantata tra febbraio e marzo, smuovendo una quantità di terreno sufficiente a fare spazio alle radici della vite. Generalmente sono lunghe dai 15 ai 20 cm (negli impianti industriali si tagliano ad una lunghezza di 2-3 cm, ma nel caso di un impianto domestico si possono lasciare quasi integre). Si raccomanda di tagliare eventuali radici "secondarie" che possono nascere alla base del portainnesto; se non si rimuovono, rischiamo di far mettere radici troppo superficiali alla pianta. Quindi si distendono con cura le radici, si ricopre e si ricompatta leggermente il terreno. Al momento della messa a dimora si dovrà mescolare al terreno un concime organico o letame, nella quantità di 1 etto/1 etto e mezzo per ciascuna vite.

L'annaffiatura
Dopo il trapianto è necessaria una prima annaffiatura, poi le piogge soddisferanno il bisogno d'acqua della nuova pianta, almeno fino a giugno. Per il primo anno, durante l'estate, bisogna annaffiare una volta a settimana. Una precisazione è d'uopo: le piante di vite sono messe in commercio con una parte ricoperta di ceralacca, detta "domestico", che poi vegeterà. Questa va lasciata fuori del terreno, mentre la parte inferiore, il cosiddetto "portainnesto", va interrato quasi completamente. Nel momento in cui si trapianta la vite sarebbe ideale posizionare anche il palo che farà da primo sostegno alla pianta, e che costituirà il punto d'inizio del pergolato. Consideriamo che per far crescere una pergola di dimensioni adeguate sarà necessario impiantare almeno 3-4 piante ad una distanza di un metro l'una dall'altra. Ci sarà poi tempo per collocare nuovi pali e poggiare i traversi orizzontali: per ottenere un pergolato, che si possa definire tale, sono necessari circa tre anni. Dal quel momento in poi, infatti, si può cominciare a fare arrampicare i tralci; le piante entreranno in piena produzione regalandoci, secondo la varietà, dai due ai tre chili d'uva ciascuna.
Nel caso non si abbia un giardino ma una terrazza, con spazio sufficiente per ospitare una pergola, ci risparmieremo la fatica di preparare la buca e utilizzeremo, invece, delle conche (o cassette) di almeno 70 cm di diametro e un tipo di terra adatta alla coltivazione di questa pianta. Nei consorzi e nei centri di giardinaggio si trova tutto il necessario (trattamenti compresi) per far sì che le viti crescano vigorose e in buona salute.

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