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Lettere
Piccoli caratteri
Vorrei far presente la difficoltà mia e di tutti gli ipovedenti a leggere i numeri sui cartellini esposti sopra la merce. Sono a chiedere anche una migliore visualizzazione dei quadri luminosi delle bilance che con una recente innovazione sono diventati per me indecifrabili. Viene da domandarsi, con rammarico, se anche la Coop, presa dalla frenetica rivoluzione tecnologica, informatica e telematica, cominci a trascurare i problemi della disabilità, venendo meno a una delle proprie funzioni, il sociale.
Pierino Bianchini - Siena
Pubblichiamo la lettera come testimonianza che dovrà indurci a tener conto maggiormente delle esigenze di tutti.
Poggio e buca
Leggo nell'Informatore, ma già si sapeva, che i prezzi nei piccoli negozi sono leggermente più elevati. Ora i consumatori dei piccoli centri, oltre a essere penalizzati sulla qualità e scelta della merce, lo sono anche per il prezzo.
Se è vero che i grandi supermercati hanno più margine, la Coop non può accontentarsi del "poggio e buca" che fa pari? In tal modo la Coop dimostrerebbe di stare veramente dalla parte del consumatore, ovunque abiti.
Nanda Crippa - Dicomano
Prezzi troppo tipici
Vorrei segnalarvi l'enorme difficoltà riscontrata nel reperire prodotti tipici pratesi nei vostri punti vendita. In particolare la mortadella di Prato, storico prodotto pratese, un po' in ombra nel passato, ma tornato in auge in questi ultimi anni. Si trova assai raramente, spesso senza neppure il cartellino o l'etichetta di descrizione. Insomma, Coop dice di dare grande importanza ai prodotti tipici toscani, ma nei fatti questo avviene solo in parte.
Mario Guarducci - Prato
Prezzo bagnato
Perché oltre alla verdura sfusa si è continuamente costretti ad acquistare l'acqua che la impregna e la deteriora rendendola in poco più di un giorno da buttare via? Per aumentarne... l'acquisto? Credo che a lungo andare l'effetto sia esattamente l'opposto!
Flora Sagliocchi - Empoli
Soci e convenzioni
A fine agosto ho acquistato l'auto presso una concessionaria di Prato; poi a settembre, all'interno dell'Informatore, ho notato la pubblicità di quella concessionaria con agevolazioni per i soci Coop. Sono tornata alla concessionaria e mi hanno riconosciuto l'agevolazione. Devo comunque farvi notare che nessuno mi ha fatto presente questa opportunità, né prima né dopo la firma del contratto, e quando sono tornata e ho chiesto spiegazioni alla concessionaria ci sono stati momenti d'incertezza e imbarazzo. Per questo motivo sono rimasta molto delusa!
Laura Nesi - Prato
Vitelli nostrani
Mi trovavo in una delle tante Coop del Mugello. Al banco carni ho chiesto perché non ci fossero fettine o bistecche di vitellone nato e morto in Italia, mi è stato risposto che non c'era, però se volevo potevo mettere su io un allevamento di mucche... Sempre simpatici e cortesi i commessi Coop! Oggi ero a Prato e sono andato a fare la spesa in un supermercato concorrente, e guarda caso ho trovato fettine e bistecche di vitellone nato e morto in Italia.
Sergio Sarti - E mail
Errori e censori
Ancora una volta i lettori dell'Informatore hanno potuto apprezzare l'onestà intellettuale, la signorilità e la sapida scrittura del signor Comerci. Infatti nel numero di novembre viene pubblicata e commentata la lettera di un ingegnere, che con grande garbo e volenterosa sollecitudine fa notare che, in una foto pubblicata sul calendario Coop, si nota la mancanza di dispositivi e l'inosservanza di norme preposte alla sicurezza del lavoro. Il signor Comerci rivela (eh, eh) che la foto non è un'istantanea presa in un luogo di lavoro ma una foto di studio. Da ciò si conclude che le osservazioni dell'ingegnere erano mal poste e superflue.
Se qualcuno commette uno sbaglio e qualcun altro benevolmente lo corregge, è certissimo dovere di chi ha sbagliato di ringraziare, scusarsi e ripromettersi di non ricadere nell'errore, facendo tesoro del disinteressato aiuto che ha ricevuto.
Prof. Dott. Carlo Ambrogi Lorenzini
Pomodori olandesi
Questa mattina ho cercato di comprare pomodori nel supermercato Coop, ma sono tornata via senza averli comprati. Nel cartello provenienza c'è scritto Olanda. In Campania, in Puglia e nella stessa Toscana mancano i pomodori? I nostri coltivatori per chi lavorano, se anche la Coop non tiene i loro prodotti?
Giovanna Cipriano - Arezzo
In 12 mesi, al 31 novembre 2005, abbiamo ricevuto 1005 e-mail, lettere e fax, sull'Informatore ne abbiamo pubblicate 58.
Vorrei far presente la difficoltà mia e di tutti gli ipovedenti a leggere i numeri sui cartellini esposti sopra la merce. Sono a chiedere anche una migliore visualizzazione dei quadri luminosi delle bilance che con una recente innovazione sono diventati per me indecifrabili. Viene da domandarsi, con rammarico, se anche la Coop, presa dalla frenetica rivoluzione tecnologica, informatica e telematica, cominci a trascurare i problemi della disabilità, venendo meno a una delle proprie funzioni, il sociale.
Pierino Bianchini - Siena
Pubblichiamo la lettera come testimonianza che dovrà indurci a tener conto maggiormente delle esigenze di tutti.
Poggio e buca
Leggo nell'Informatore, ma già si sapeva, che i prezzi nei piccoli negozi sono leggermente più elevati. Ora i consumatori dei piccoli centri, oltre a essere penalizzati sulla qualità e scelta della merce, lo sono anche per il prezzo.
Se è vero che i grandi supermercati hanno più margine, la Coop non può accontentarsi del "poggio e buca" che fa pari? In tal modo la Coop dimostrerebbe di stare veramente dalla parte del consumatore, ovunque abiti.
Nanda Crippa - Dicomano
Come in tutte le cose ci sono pro e contro a servirsi nei mini mercati: ai prezzi leggermente più alti, e all'assortimento ridotto, corrisponde il vantaggio di una spesa veloce, vicino a casa e senza l'uso della macchina, che ha i suoi costi.
I grandi supermercati devono vedersela con la concorrenza di quelli privati e non possono essere gravati di costi che si generano nei piccoli: in breve tempo sarebbero non concorrenziali, con il rischio di diventare anche loro passivi.
I nostri mini mercati, con un lieve aumento del ricarico, hanno un bilancio attivo e non rischiano di diventare "rami secchi" da tagliare alla prima congiuntura sfavorevole.
I grandi supermercati devono vedersela con la concorrenza di quelli privati e non possono essere gravati di costi che si generano nei piccoli: in breve tempo sarebbero non concorrenziali, con il rischio di diventare anche loro passivi.
I nostri mini mercati, con un lieve aumento del ricarico, hanno un bilancio attivo e non rischiano di diventare "rami secchi" da tagliare alla prima congiuntura sfavorevole.
Prezzi troppo tipici
Vorrei segnalarvi l'enorme difficoltà riscontrata nel reperire prodotti tipici pratesi nei vostri punti vendita. In particolare la mortadella di Prato, storico prodotto pratese, un po' in ombra nel passato, ma tornato in auge in questi ultimi anni. Si trova assai raramente, spesso senza neppure il cartellino o l'etichetta di descrizione. Insomma, Coop dice di dare grande importanza ai prodotti tipici toscani, ma nei fatti questo avviene solo in parte.
Mario Guarducci - Prato
È vero: spesso ci troviamo in difficoltà nell'immettere nei nostri supermercati prodotti particolari, tipici della tradizione locale. La difficoltà non è dovuta solo alla produzione limitata e ai pochi fornitori. Spesso ci viene richiesto di applicare un prezzo di vendita minimo, un'imposizione che non possiamo accettare.
Il nostro obiettivo è quello di tutelare il prodotto tipico toscano, ma anche praticare prezzi di vendita accettabili. È chiaro che un prodotto artigianale, fatto con cura e seguendo i dettami della tradizione, può costare di più, ma anche in questo caso non sono giustificate le rendite di posizione o di monopolio, ma solo la giusta remunerazione del lavoro e della qualità.
Il nostro obiettivo è quello di tutelare il prodotto tipico toscano, ma anche praticare prezzi di vendita accettabili. È chiaro che un prodotto artigianale, fatto con cura e seguendo i dettami della tradizione, può costare di più, ma anche in questo caso non sono giustificate le rendite di posizione o di monopolio, ma solo la giusta remunerazione del lavoro e della qualità.
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| Lettere 1 |
Perché oltre alla verdura sfusa si è continuamente costretti ad acquistare l'acqua che la impregna e la deteriora rendendola in poco più di un giorno da buttare via? Per aumentarne... l'acquisto? Credo che a lungo andare l'effetto sia esattamente l'opposto!
Flora Sagliocchi - Empoli
Inumidire la verdura è una prassi necessaria a mantenere la freschezza del prodotto in un ambiente secco come il supermercato. Nel farlo può succedere di abbondare o che l'acqua si accumuli ed impregni il prodotto delle cassette sottostanti. Non deve succedere e i nostri colleghi del reparto devono porre attenzione anche a questo problema, per questo le segnalazioni dei soci sono preziose, quando l'attenzione viene meno.
Soci e convenzioni
A fine agosto ho acquistato l'auto presso una concessionaria di Prato; poi a settembre, all'interno dell'Informatore, ho notato la pubblicità di quella concessionaria con agevolazioni per i soci Coop. Sono tornata alla concessionaria e mi hanno riconosciuto l'agevolazione. Devo comunque farvi notare che nessuno mi ha fatto presente questa opportunità, né prima né dopo la firma del contratto, e quando sono tornata e ho chiesto spiegazioni alla concessionaria ci sono stati momenti d'incertezza e imbarazzo. Per questo motivo sono rimasta molto delusa!
Laura Nesi - Prato
L'interesse di chi fa la pubblicità sull'Informatore è di avere nuovi clienti: quindi è comprensibile che una convenzione, che comporta un costo, non sia sbandierata, se non è il socio stesso a farlo presente. Perché dovrebbero pagare per un cliente che è andato da loro per sua spontanea volontà? In pratica dovrebbero ottenere l'offerta solo i soci che sono anche fedeli e attenti lettori dell'Informatore.
Alla concessionaria Palmucci sono stati, quindi, più che corretti ed hanno riconosciuto l'offerta anche a chi si è presentato dopo aver sottoscritto il contratto.
I diritti del socio Coop sono "diritti" a casa nostra, cioè nei punti vendita Coop. Le altre proposte sono occasioni che riusciamo ad ottenere per i soci, hanno un fondamento commerciale e a questa logica sono soggetti.
Alla concessionaria Palmucci sono stati, quindi, più che corretti ed hanno riconosciuto l'offerta anche a chi si è presentato dopo aver sottoscritto il contratto.
I diritti del socio Coop sono "diritti" a casa nostra, cioè nei punti vendita Coop. Le altre proposte sono occasioni che riusciamo ad ottenere per i soci, hanno un fondamento commerciale e a questa logica sono soggetti.
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| Lettere 2 |
Mi trovavo in una delle tante Coop del Mugello. Al banco carni ho chiesto perché non ci fossero fettine o bistecche di vitellone nato e morto in Italia, mi è stato risposto che non c'era, però se volevo potevo mettere su io un allevamento di mucche... Sempre simpatici e cortesi i commessi Coop! Oggi ero a Prato e sono andato a fare la spesa in un supermercato concorrente, e guarda caso ho trovato fettine e bistecche di vitellone nato e morto in Italia.
Sergio Sarti - E mail
Abbiamo macellato in un anno 2500 vitelli di razza chianina, nati ed allevati in Toscana e dintorni. Sono un numero importante per l'allevamento nostrano, che di anno in anno riusciamo ad incrementare (erano 120 solo 10 anni fa). Questo numero non basta per coprire continuativamente tutta la nostra rete di vendita.
Per ora riusciamo a rifornire solo 24 punti vendita. Ecco quali: gli ipermercati di Arezzo, Cascina e Sesto; i supermercati di Arezzo, Campi B., Colle V.E., Empoli (via Susini e via Repubblica), Figline, Firenze (via Carlo del Prete, Gavinana, Ponte a Greve), Montelupo F.no, Poggibonsi (Salceto), Ponsacco, Pontassieve, San Giovanni V.no, Sansepolcro, Sesto F.no (Neto) e Siena (Grondaie); i mini mercati di Antella, Lucca (Arancio), Pisa (San Giusto) e Sovigliana.
Per ora riusciamo a rifornire solo 24 punti vendita. Ecco quali: gli ipermercati di Arezzo, Cascina e Sesto; i supermercati di Arezzo, Campi B., Colle V.E., Empoli (via Susini e via Repubblica), Figline, Firenze (via Carlo del Prete, Gavinana, Ponte a Greve), Montelupo F.no, Poggibonsi (Salceto), Ponsacco, Pontassieve, San Giovanni V.no, Sansepolcro, Sesto F.no (Neto) e Siena (Grondaie); i mini mercati di Antella, Lucca (Arancio), Pisa (San Giusto) e Sovigliana.
Errori e censori
Ancora una volta i lettori dell'Informatore hanno potuto apprezzare l'onestà intellettuale, la signorilità e la sapida scrittura del signor Comerci. Infatti nel numero di novembre viene pubblicata e commentata la lettera di un ingegnere, che con grande garbo e volenterosa sollecitudine fa notare che, in una foto pubblicata sul calendario Coop, si nota la mancanza di dispositivi e l'inosservanza di norme preposte alla sicurezza del lavoro. Il signor Comerci rivela (eh, eh) che la foto non è un'istantanea presa in un luogo di lavoro ma una foto di studio. Da ciò si conclude che le osservazioni dell'ingegnere erano mal poste e superflue.
Se qualcuno commette uno sbaglio e qualcun altro benevolmente lo corregge, è certissimo dovere di chi ha sbagliato di ringraziare, scusarsi e ripromettersi di non ricadere nell'errore, facendo tesoro del disinteressato aiuto che ha ricevuto.
Prof. Dott. Carlo Ambrogi Lorenzini
Se le osservazioni dell'ingegnere le avessimo ritenute mal poste e superflue... non le avremmo pubblicate. Abbiamo pubblicato la lettera proprio perché conteneva informazioni utili e interessanti. Abbiamo colto l'occasione per dare conto su come vengono realizzate le immagini del calendario, che non sono delle istantanee ma frutto di studio, professionalità e lavoro di una équipe. Insomma, nella lettera e nella risposta si esprimevano due punti di vista diversi ed entrambi motivati: quelli dell'esperto in sicurezza sul lavoro e quella del comunicatore che bada al messaggio e all'estetica dell'immagine.
Se la rubrica delle lettere dovesse diventare un minuetto di ringraziamenti e scuse, probabilmente non sareste qui a leggerla. La rubrica è parte integrante del giornale: non serve alle "pubbliche relazioni", ma si cerca di fare informazione, come in tutte le altre pagine.
Se la rubrica delle lettere dovesse diventare un minuetto di ringraziamenti e scuse, probabilmente non sareste qui a leggerla. La rubrica è parte integrante del giornale: non serve alle "pubbliche relazioni", ma si cerca di fare informazione, come in tutte le altre pagine.
Pomodori olandesi
Questa mattina ho cercato di comprare pomodori nel supermercato Coop, ma sono tornata via senza averli comprati. Nel cartello provenienza c'è scritto Olanda. In Campania, in Puglia e nella stessa Toscana mancano i pomodori? I nostri coltivatori per chi lavorano, se anche la Coop non tiene i loro prodotti?
Giovanna Cipriano - Arezzo
I pomodori a grappolo di provenienza olandese sono stati presenti per un breve periodo in alcuni supermercati della nostra rete. Siamo costretti a ricorrere al prodotto estero soltanto quando le quantità e la qualità del prodotto nazionale non sono sufficienti per rifornire tutti i nostri punti vendita.
Purtroppo, nel caso segnalato dalla socia, i cartelli riportavano erroneamente ancora la provenienza Olanda, nonostante fossero passati alcuni giorni dall'arrivo sui banchi del prodotto italiano. Quindi una segnalazione preziosa, quella della socia Cipriano, che ci ha permesso di rimediare ad una distrazione grave dei nostri colleghi al punto di vendita.
Purtroppo, nel caso segnalato dalla socia, i cartelli riportavano erroneamente ancora la provenienza Olanda, nonostante fossero passati alcuni giorni dall'arrivo sui banchi del prodotto italiano. Quindi una segnalazione preziosa, quella della socia Cipriano, che ci ha permesso di rimediare ad una distrazione grave dei nostri colleghi al punto di vendita.
In 12 mesi, al 31 novembre 2005, abbiamo ricevuto 1005 e-mail, lettere e fax, sull'Informatore ne abbiamo pubblicate 58.
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