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SETTEMBRE 2005

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Cavallo

A CAVALLO D´UN CAVAL...

A CAVALLO D´UN CAVAL...

Chi può cavalcare e chi no. Cosa serve, come vanno trattati i cavalli

Small-arrow-down Di Silvia Ferretti
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Giornalista

Fiorentina, ha lavorato come cronista in un quotidiano di Firenze, La Città. Dal 1995 al 2005 a carta e penna ha alternato microfono e telecamera, come giornalista Rai. Per cinque anni ha collaborato anche alla trasmissione televisiva Informacoop, con servizi sui temi dell'ambiente, della solidarietà e dei consumi. Ha curato per conto di Coop la pubblicazione "Una legge per due", sui congedi parentali, i volumi "La ricetta raccontata", "Un fiume di idee", dedicato ad Elsa Fallani, le note storiche del libro di Renato Terrosi "I ragazzi del Casone", il libro "Noi con gli altri" . Ha curato anche la rubrica "Segnalazioni" sull'Informatore, di cui è stata anche coordinatrice redazionale.

A cavallo d'un caval 1
Personalmente sono montata a cavallo solo una volta. Ero talmente rigida e contratta da non capire nemmeno cosa stessi facendo, preoccupata soprattutto di capire che intenzioni avesse lui, il quadrupede. Aggrappata in maniera assai poco disinvolta stavo attenta solo a non cadere, e il cappello da simil cowboy che portavo rendeva ancora più grottesca la situazione.
La mia carriera di cavallerizza è finita così, ancor prima di cominciare. Sono passati 15 anni da allora, e forse adesso è toppo tardi per riprendere le redini in mano...
«Assolutamente no - mi rassicura Mauro Taiuti, presidente dell'Associazione Cavallo Ambiente di Serpiolle, Firenze -. Non si è mai troppo vecchi per andare a cavallo. È uno sport completo e salutare, che fa bene al corpo e alla mente».
I bambini, si sa, sono molto più disinvolti, qualcuno cavalca già a 5 anni, l'età minima consigliata, ma c'è chi comincia addirittura prima.

A cavallo d'un caval 2
Nessuna controindicazione,
solo chi soffre di ernia al disco potrebbe risentirne. Come per ogni attività sportiva è però necessario farsi rilasciare un certificato medico di buona salute.
Le lezioni di equitazione durano in media un'ora, il costo oscilla tra i 15 e i 25 euro, dieci lezioni possono bastare a prendere confidenza con il cavallo.
L'abbigliamento e tutti gli accessori, per cavallo e cavaliere, costano una fortuna: per iniziare tuta e scarpe da ginnastica possono bastare, solitamente il casco protettivo (cap) è messo a disposizione dal centro di equitazione. Se poi l'allievo si appassiona, e decide di continuare, stivali, pantaloni elasticizzati e cap personale sono i primi acquisti da fare.
E poi c'è la cura quotidiana del cavallo. I box devono essere tenuti puliti, acqua e coperte non devono mai mancare. I cavalli vanno vaccinati regolarmente e sverminati, più volte all'anno. Denti e zoccoli vanno tenuti costantemente sotto controllo. I cavalli hanno bisogno di essere ferrati ogni 6-8 settimane, e non solo quando il ferro è già caduto. I ferri servono a proteggere i loro zoccoli, che continuano a crescere e devono essere curati e limati, proprio come le nostre unghie. Un lavoro delicato, che solo un bravo maniscalco può compiere.
I cavalli spendono più di metà della loro giornata mangiando. La cosa migliore è dargli da mangiare poco e spesso, cereali (proteine) e fieno (fibre). La maggior parte della sua razione quotidiana di fieno può essergli data la sera, come passatempo per le lunghe ore notturne.
A proposito del dormire in piedi. In realtà i cavalli quando sono ben piantati sulle loro zampe non dormono, sonnecchiano. Si abbandonano al sonno profondo - e mai per più di mezz'ora - solo quando si sdraiano. Cosa che non fanno, nemmeno quando sono feriti, se non si sentono più che al sicuro. Questo perché, essendo animali-preda, devono essere sempre sul chi va là, pronti a scappare. Ovviamente non succede nei box, ma l'istinto resta.

Cavallo e cavaliere
A cavallo d'un caval 3
Se andiamo fuori per una cavalcata lunga (ad esempio mezza giornata o una giornata) è buona regola scendere da cavallo per 10 minuti ogni ora, e condurre il cavallo a piedi. Compiere questa operazione prima di riportarlo al maneggio è il modo più efficace per farlo raffreddare ed eliminare l'acido lattico accumulato nei muscoli sotto sforzo. Non è necessario fare la doccia al cavallo con la canna, bastano mezzo secchio d'acqua e un po' di spugna per eliminare il sudore.
Sono solo alcuni dei tanti consigli dispensati da Susan Garvin. Inglese, grande appassionata ed esperta di cavalli, Susan ha dedicato più di un'opera a questi animali che conosce e ama da sempre. Scrive nel suo ultimo libro: "Camminare accanto al nostro cavallo dopo una cavalcata è un'abitudine piacevole, un segno di gratitudine e di rispetto nei confronti di chi ci ha portati sul suo dorso. Purtroppo ci sono persone che amano i cavalli e li cavalcano, e persone che amano solo cavalcare".

Il fiaccheraio
"Com'è bello guidare i cavalli e trottare per monti e per valli...". Inizia così una delle arie più famose dell'operetta "L'acqua cheta", uno spaccato della Firenze popolare dei primi del Novecento che non poteva essere raccontata senza una delle sue figure più caratteristiche: il fiaccheraio. Ancora oggi è possibile vederne qualcuno sostare in piazza Signoria, in attesa di turisti da portare in giro per la città, un servizio che già esisteva alla fine dell'Ottocento.
Allora i fiaccherai erano molti di più, oltre 500. Avevano le scuderie in Oltrarno, lungo le mura che vanno da Porta Romana a Piazza Tasso, dove ora c'è il parcheggio di piazza della Calza. Il servizio era stato regolamentato nel 1830 in maniera precisa e dettagliata per evitare che i fiaccherai approfittassero della "libertà del commercio e dell'arbitrio" per "depredare i forestieri".
Ogni sei mesi era prevista una severa ispezione per controllare che i fiaccherai rispettassero i posti, numerati, loro assegnati nelle piazze, e che le vetture e i cavalli fossero in buono stato. Coloro che non erano in regola potevano vedersi privati, da un giorno all'altro, della licenza. Questioni pratiche - fare il fiaccheraio è prima di tutto un lavoro - che nulla tolgono al fascino romantico dell'andare in carrozzella, magari ancora "sottobraccio alla bella" di turno.

ATTIVITA' DIDATTICHE
Cavalli e bambini

A cavallo d'un caval 4
In Casentino, poco sopra Pratovecchio, in un ambiente naturale incontaminato si trova La Balzana, un'azienda agricola che un gruppo di operatori (pedagogisti, operatori sociali, animatori) ha trasformato in una fattoria didattica.
Qui i cavalli sono i principali protagonisti di una serie di attività gestite da un'associazione, che si chiama Cortequestre e che del rapporto con i cavalli ha fatto il suo punto di forza.

«Lavoriamo con persone di tutte le età, ma in questi ultimi anni ci siamo dedicati con particolare attenzione ai bambini - spiega Maria Paola Casali, pedagogista e presidente dell'associazione -. L'attività equestre viene proposta in chiave educativa, stare con i cavalli, imparare a relazionarsi con loro, conquistare la loro fiducia può essere di grande aiuto a bambini che hanno difficoltà di apprendimento a scuola, che non riescono a comunicare all'interno di un gruppo, che soffrono di disagi comportamentali». Numerose le proposte e i moduli tra i quali scegliere, i prezzi oscillano tra i 300 e i 650 euro. L'associazione collabora con la Uisp e il Club Cavalgiocare di Siena.
Associazione Cortequestre, Ama in Casentino 8, Pratovecchio (Arezzo), tel. e fax 0575583271, 3337919781, www.cortequestre.it, e-mail: info@cortequestre.it

Associazione Cavallo Ambiente, tel. 3358024833, fax 055411613, e-mail: cavallo.ambiente@associazioni.comune.fi.it

Susan Garvin, Essere cavallo. La mia routine, 13 euro, Sassoscritto editore, via F. Bartolommei 8, Firenze, 3383599068,www.sassoscrittoeditore.it