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Salute / Le letture

Un libro per amico

Dai libri "morbidi" per l'infanzia alle prime letture autonome. Leggere ai propri figli aiuta a rafforzare il legame con il bambino

Scritto da Bruno Santini il 1 luglio 2005

00000020-00000001 Attore e giornalista

Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".
E' il momento del bagnetto e nostro figlio ha già allestito quella che è l'abituale flotta che lo accompagna all'interno della vasca: paperetta, pallina, due spugne coloratissime, maschera da sub (per abituarsi ai "fondali" del bagnasciuga dell'ormai prossima vacanza)... e naturalmente un libro. No, non preoccupatevi... è tutto sotto controllo. Chi l'ha detto che non ci sia modo di ascoltare una bella storia, tra uno shampoo ed un'insaponata al culetto? L'approccio con il libro può verificarsi in qualsiasi momento, come ci conferma Chiara Bettazzi, redattrice della casa editrice Giunti, dove si occupa del settore narrativa per ragazzi. «Il libro è qualcosa di allettante già da un punto di vista fisico, e sono sempre di più i libri che "giocano" con i materiali puntando sulla propria consistenza intrigante. Ecco quindi che l'incontro con il libro (impermeabile da portare nell'acqua o addirittura soffice per sostituire il cuscino del lettino) si ha fin da quando il bambino è alle prese con la scoperta del tatto. Questo fa sì che debba essere invitante, sicuro (angoli stondati, materiali morbidi, resistente in maniera che non venga distrutto subito) e con un'illustrazione immediatamente comprensibile e ricca di colore».

Una volta stabilito il contatto, avvenuto quello che Spielberg definirebbe l'incontro ravvicinato, ecco che la mamma e, pare, negli ultimi anni sempre più spesso il babbo, si trasformano in fini dicitori ed il bambino è pronto ad ascoltare quella che è la storia contenuta nel libro.
«E' una lettura più che mai partecipata. Di solito sono libri molto illustrati, spesso in maniera semplice ma molto evidente e con poco testo. Questo permette al bambino, seguendo la propria curiosità, di approcciarsi alla storia deviandone anche il corso. Quando però l'ha acquisita (e gli piace) la vuol risentire perfettamente uguale... e se chi legge commette qualche errore, oppure omette alcune cose, viene subito "richiamato all'ordine". C'è bisogno di una memoria e di una rassicurazione, di un "ritrovarsi" in una storia. E questo è già un germe della vera positività del libro, che è quella di sentirsi un po' a casa quando si legge».

Quindi è sempre meglio attenersi al testo; mai improvvisare?
«Chi l'ha detto! Questo è un gioco divertente che s'instaura col bambino, e non è il solo. I libri pensati per questa fascia d'età sono ricchi di forme diverse, in cui spesso si hanno fustellature che permettono al bimbo di interagire giocandoci con le mani e d'immaginare figure che per sapienti effetti d'impaginazione (buchi, finestre..) nelle pagine seguenti vengono puntualmente sconfessate».

In questa fase è utile lasciare anche il bambino da solo con il libro?
«Perché no? Senza rinnegare quanto detto in precedenza, il bambino che si ritrova da solo con il libro in mano scopre comunque come farlo funzionare... Naturalmente non potrà leggere la storia, però ne saprà trovare delle particolarità. Io addirittura sostengo che sia utile anche quando lo distrugge, perché comunque rappresenta un momento di scoperta. Il vedere, appunto, cosa c'è dentro! La sacralità del libro non è infranta: il bambino ne sta cercando il cuore».

Poi il bambino impara a leggere. Che succede?
«C'è l'orgoglio della lettura propria. Faticosa quanto si vuole... ma vuoi mettere la soddisfazione di esserci riuscito! Sono gli anni in cui si scoprono i generi, anche se in una fase ancora molto embrionale. Esistono storie diverse che portano il bambino a riconoscersi in una realtà simile alla propria. E' il momento in cui scoppiano tutte le potenzialità, non a caso questa è l'età d'oro (stando anche alle vendite) per quanto riguarda il rapporto con il libro».

Il genitore ha dunque finito il suo ruolo di narratore?
«Non necessariamente. Sto sentendo negli ultimi anni di un sempre maggior numero di persone adulte che continuano a leggere ai propri figli anche quando questi sanno già leggere. Che ne ricevono la richiesta. In questa fase, probabilmente, il libro è soprattutto un tramite per instaurare un rapporto con il genitore».

Non sempre però scocca la "scintilla" tra bambino e libro, e addirittura a volte questa inspiegabilmente si spenge.
«C'è una fase di evoluzione in cui si fanno delle opere di distacco dai genitori, dall'autorità, dalla scuola, per poi riappropriarsene in maniera più personale. Questo capita anche coi libri. Perché è l'età in cui il ragazzo scopre altri codici, altre comunicazioni: la tv, la play station, la musica, la compagnia degli amici. Nel rapporto col libro molto dipende da cosa si è fatto negli anni precedenti: chi ha stabilito veramente un legame molto forte forse smette di essere un avido lettore ma è difficile che abbia un rifiuto totale».

In una tabella che proponiamo a completamento dell'intervista, vengono riportate le molte proposte editoriali che si riversano sul mercato. Come ci si orienta in libreria?
«Ci vorrebbe una bussola. Quello che si può fare è per esempio seguire le indicazioni della presunta fascia d'età del lettore indicata nel libro stesso; affidarsiad uno spontaneo passaparola tra amici e alla conoscenza, via via, di collane editoriali che danno una certa affidabilità. Per quanto ci riguarda, per soddisfare le prime esperienze sensoriali, abbiamo collane come "Tocca e senti" o "Alza e scopri" (edizioni Dami); per chi è a cavallo tra la lettura dell'adulto e la propria c'è una nuovissima collana (varata ad aprile) dal titolo "Bollicine", ma buon successo sta ottenendo anche la serie "Topo Tip" (sempre Dami); per i più grandicelli (otto anni ed oltre) c'è la collana "Graffi", il cui nome è stato scelto pensando ad una lettura che lasci il segno».

Cuore, Incompreso, Senza famiglia hanno raggiunto l'età della pensione?
«Ci sono classici e classici. C'è una cosa su tutte da sottolineare: l'unico appiglio che possiamo avere sui ragazzi, per quanto riguarda la lettura, è l'emozione. Piccole donne (per le bimbe), L'isola del tesoro (per i maschietti) e molti romanzi di Verne sanno ancora emozionare...» e quindi per loro non è ancora arrivato il tempo di esser messi in naftalina!

I dati seguenti sono tratti dal "Rapporto LiBeR 2005" pubblicato nel n. 66 di LiBeR che riporta i dati relativi all'ultimo quinquennio della produzione editoriale italiana per bambini e ragazzi. I dati completi a partire dal 1987, tratti da Liber Database, sono disponibili alla pagina web http://www.liberweb.it/stat/proded.htm

Editori con più di 20 novità pubblicate nel 2004
Mondadori 282
Fabbri 143
Piemme 125
Giunti 101
Salani 80
EL 80
Emme 64
Usborne 56
Ist. Geogr. De Agostini 55
Edicart 52
La Coccinella 51
Ape 48
Dami 46
Edibimbi 45
Walt Disney Italia 44
Franco Cosimo Panini 43
Einaudi Ragazzi 42
Nord-Sud 34
Larus 33
San Paolo 29
Crealibri 26
Lito 22
Jaca Book 22
Feltrinelli 20
Sperling & Kupfer 20

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