I servizi / Bassano Romano
Due cuori e una capanna
Storie di borghi - I mercatini del 600
Leggenda vuole che Velka e Tarkna, due giovani innamorati di origine etrusca che abitavano a Sutri, fossero in cerca di un luogo tranquillo per metter su famiglia.
Si era intorno all'anno Mille e la Cassia era percorsa di continuo da eserciti stranieri che, in marcia verso Roma, portavano con regolarità sconfortante morte e desolazione nei centri piccoli e grandi toccati dalla via consolare. I nostri, dunque, si inoltrarono per cinque chilometri nel folto della foresta in direzione sud-ovest e, scoperto un piccolo colle reso inaccessibile dalla vegetazione, ricco di acque sorgive, vi costruirono la loro capanna: primo nucleo di Bassano Romano.
La posizione defilata del borgo - tutt'oggi sospeso in un'intima e tranquilla dimensione al di fuori del tempo - attrasse, sei secoli dopo, i Giustiniani, una ricca e potente famiglia di banchieri genovesi che si era trasferita a Roma al servizio della Santa Sede.
L'acquisto del feudo di Bassano da parte dei Giustiniani divenne sinonimo di prosperità per tutto il territorio.
Con l'estinzione della famiglia sopraggiunse un declino che andò di pari passo con la progressiva spogliazione del ricco patrimonio artistico, concentrato a Bassano dai principi. Unica superstite quella statua del Cristo Portacroce, realizzata da Michelangelo per la chiesa romana di Santa Maria sopra Minerva, ma lasciata incompiuta allorché comparve dal marmo una venatura nera a solcare il viso del Redentore. E' rimasta nella chiesa di San Vincenzo Martire - il mausoleo di famiglia - solo perché ritenuta una copia senza valore alcuno.
Ogni primo week-end di luglio, i Giustiniani tornano comunque a ripercorrere i tortuosi vicoli del borgo nel corso della manifestazione I Mercatini del '600, rievocazione storico-folcloristica di una giornata di festa-mercato del XVII secolo. Non fosse per l'evidente degrado di Palazzo Giustiniani-Odescalchi - in passato set di numerosi film quali Domani è troppo tardi di Moguy, La dolce vita di Fellini, Il Gattopardo di Visconti, L'Avaro di Cervi - il richiamo al presente tenderebbe a essere completamente dissolto dal formicolare della folla in costume di musicanti, tavernieri, teatranti di strada, imbonitori che, oggi come allora, animano piazze e piazzette, girando tra le bancarelle dei prodotti artigianali.
Si era intorno all'anno Mille e la Cassia era percorsa di continuo da eserciti stranieri che, in marcia verso Roma, portavano con regolarità sconfortante morte e desolazione nei centri piccoli e grandi toccati dalla via consolare. I nostri, dunque, si inoltrarono per cinque chilometri nel folto della foresta in direzione sud-ovest e, scoperto un piccolo colle reso inaccessibile dalla vegetazione, ricco di acque sorgive, vi costruirono la loro capanna: primo nucleo di Bassano Romano.
La posizione defilata del borgo - tutt'oggi sospeso in un'intima e tranquilla dimensione al di fuori del tempo - attrasse, sei secoli dopo, i Giustiniani, una ricca e potente famiglia di banchieri genovesi che si era trasferita a Roma al servizio della Santa Sede.
L'acquisto del feudo di Bassano da parte dei Giustiniani divenne sinonimo di prosperità per tutto il territorio.
Con l'estinzione della famiglia sopraggiunse un declino che andò di pari passo con la progressiva spogliazione del ricco patrimonio artistico, concentrato a Bassano dai principi. Unica superstite quella statua del Cristo Portacroce, realizzata da Michelangelo per la chiesa romana di Santa Maria sopra Minerva, ma lasciata incompiuta allorché comparve dal marmo una venatura nera a solcare il viso del Redentore. E' rimasta nella chiesa di San Vincenzo Martire - il mausoleo di famiglia - solo perché ritenuta una copia senza valore alcuno.
Ogni primo week-end di luglio, i Giustiniani tornano comunque a ripercorrere i tortuosi vicoli del borgo nel corso della manifestazione I Mercatini del '600, rievocazione storico-folcloristica di una giornata di festa-mercato del XVII secolo. Non fosse per l'evidente degrado di Palazzo Giustiniani-Odescalchi - in passato set di numerosi film quali Domani è troppo tardi di Moguy, La dolce vita di Fellini, Il Gattopardo di Visconti, L'Avaro di Cervi - il richiamo al presente tenderebbe a essere completamente dissolto dal formicolare della folla in costume di musicanti, tavernieri, teatranti di strada, imbonitori che, oggi come allora, animano piazze e piazzette, girando tra le bancarelle dei prodotti artigianali.
Info: Pro Loco, via San Gratiliano 26, Bassano Romano (VT), tel. 076163691
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