Rubriche / Voci
Io, io, io... e gli altri
«Cambierei il vostro motto "La Coop sei tu", riferito a noi... Beh, mi sembra veramente eccessivo!». Così termina la sua lettera la socia Emira di Scandicci.
Sono in tanti a terminare più o meno così i loro messaggi di protesta. Segno che l'antico slogan (è stato utilizzato 30 anni fa e da diversi anni non viene più adoperato) è particolarmente incisivo e fascinoso. E' anche uno slogan pieno di implicazioni. La Coop sei tu dovrebbe voler dire non solo che chi lavora in cooperativa deve capire le esigenze dei soci e dare loro una soluzione concreta, ma anche che i soci dovrebbero farsi in qualche modo carico di aiutare la cooperativa a tirare avanti. In altri termini si dovrebbe tutti "cooperare" per avere vantaggi reali.
La Coop sei tu ma anche loro!, gli altri soci che ci stanno accanto. Ci sono anziani e giovani, lavoratori con impiego fisso e stipendio basso e quelli delle professioni con lavoro a rischio e reddito alto, animalisti e cacciatori, persone sane e altre con problemi di salute.
Sono tutti soci e nessuno è più socio dell'altro. Questa dimensione collettiva è anche più stimolante, permette uno scambio fra posizioni ed esperienze diverse, capire che il limite alle nostre esigenze sono le esigenze degli altri e che è necessaria una costante mediazione.
Il bello della Coop-sei-tu è proprio quello di tenere tutti insieme, di aiutare i deboli, valorizzare le minoranze, fare della diversità una ricchezza.
Insomma, la Coop "sei tu", tu negli aspetti migliori, non nell'individualismo senza limiti.
Sono in tanti a terminare più o meno così i loro messaggi di protesta. Segno che l'antico slogan (è stato utilizzato 30 anni fa e da diversi anni non viene più adoperato) è particolarmente incisivo e fascinoso. E' anche uno slogan pieno di implicazioni. La Coop sei tu dovrebbe voler dire non solo che chi lavora in cooperativa deve capire le esigenze dei soci e dare loro una soluzione concreta, ma anche che i soci dovrebbero farsi in qualche modo carico di aiutare la cooperativa a tirare avanti. In altri termini si dovrebbe tutti "cooperare" per avere vantaggi reali.
La Coop sei tu ma anche loro!, gli altri soci che ci stanno accanto. Ci sono anziani e giovani, lavoratori con impiego fisso e stipendio basso e quelli delle professioni con lavoro a rischio e reddito alto, animalisti e cacciatori, persone sane e altre con problemi di salute.
Sono tutti soci e nessuno è più socio dell'altro. Questa dimensione collettiva è anche più stimolante, permette uno scambio fra posizioni ed esperienze diverse, capire che il limite alle nostre esigenze sono le esigenze degli altri e che è necessaria una costante mediazione.
Il bello della Coop-sei-tu è proprio quello di tenere tutti insieme, di aiutare i deboli, valorizzare le minoranze, fare della diversità una ricchezza.
Insomma, la Coop "sei tu", tu negli aspetti migliori, non nell'individualismo senza limiti.
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