Guida alla spesa / Cole & C.
Bibite & bolle
Invitanti d'estate, ma ricche di zuccheri e povere di nutrienti. La Coca-Cola, o la ami o la detesti
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| Bibite e bolle 2 |
Purtroppo non è così e dal punto di vista nutrizionale queste bibite non fanno certo una gran bella figura: sono infatti ricche di zucchero e quindi molto caloriche, favoriscono la carie, sono prive di proteine e lipidi, con un apporto vitaminico e di sali minerali insignificante, inoltre possono contenere conservanti, coloranti e aromi in discreta quantità. Un bicchiere apporta mediamente 70 Kcal e spesso lascia "baffi" colorati, indice di sostanze chimiche di sintesi fortemente penetranti (i coloranti che si trovano in natura sono generalmente meno forti).
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| Bibite e bolle 1 |
Tra tutte la più amata da oltre un secolo è la Coca-Cola, nata l'8 maggio 1886 per opera del farmacista americano John Pemberton. Si trattava di un "tonico per il cervello e per i nervi", a base di estratti di foglie di coca boliviana, noci di Cola acuminata e caffeina, diluita con acqua gassata e sciroppo di glucosio. Pemberton si coprì di debiti, e molto presto per appena 550 dollari vendette formula e diritti della Coca-Cola ad Asa Candler, uno spregiudicato commerciante che trasformò la bevanda in un business enorme, che attualmente comprende ulteriori bibite molto conosciute, come Fanta, Sprite e tante altre.
Nel passaggio da analgesico a bevanda (1906) sono rimasti come ingredienti lo zucchero in alta quantità (10 cucchiaini da caffè per lattina), la caffeina (circa 1/3 di quella contenuta in un caffè, per lattina), il caramello - un colorante (E 150) ricavato dalla bruciatura dello zucchero in presenza di sali ammoniacali così da ottenere un colore nero molto forte e il gusto tipico della bevanda - e per ultimi ci sono i misteriosi aromi naturali che naturalmente non contengono più gli alcaloidi della coca, ma estratti di lime, vaniglia, essenza di arancia, limone, noce moscata, coriandolo e glicerina. Esistono versioni "light", con aspartame al posto dello la pzucchero, e decaffeinate, con al massimo lo 0,1% di caffeina.
Ricapitolando, la Coca-Cola è perfettamente paragonabile a tutte le altre bevande gassate analcoliche (comprese le sue innumerevoli copie), ma a tutt'oggi risulta la più desiderata e anche la più controversa. Molti sono gli studi che la definiscono una bevanda pericolosa che può creare dipendenza, causa di obesità, fragilità ossea e ipertensione. In realtà l'attendibilità scientifica di questi studi è scarsa a causa di limiti di impostazione degli esperimenti, quindi si può dire che non ci sono basi scientifiche per definirla più pericolosa di altre bibite.
Il motivo di tanto successo? Non certo le foglie di coca, ma efficaci, capillari e innovative strategie di vendita, che rendono la bevanda ed i suoi contenitori un simbolo inconfondibile. Addirittura la famosa bottiglia, dalla forma registrata e quindi non riproducibile da altri (che si favoleggia riproduca le forme della famosa attrice Mae West), è oggetto di collezionismo da oltre un secolo in tutto il mondo.
BABBO NATALE
Da verde a rosso
Il business Coca-Cola è così potente che è riuscito anche a trasfigurare completamente eventi come il Natale. Noi siamo oggi convinti che Babbo Natale, così come lo conosciamo, esista da secoli e pensiamo magari che la sua figura sia sfruttata dal consumismo. In realtà ne è uno dei prodotti più emblematici. San Nicola, vescovo di Mira (nell'attuale Turchia), raffigurato nella tradizione nordica come alto, magro, emaciato, vestito di bianco o di verde e generoso di doni, "emigrò" oltreoceano dove incontrò Haddon Sundblom, un bizzarro disegnatore ingaggiato dalla Coca-Cola per scovare un messaggero, intermediario tra bambini e adulti, che scatenasse l'immaginazione. Nacque così Santa Claus, un portadoni con la faccia e la pancia del vicino di casa di Sundblom (Lou Patience, commesso viaggiatore), una bella barba e la giubba... rosso Coca-Cola!
Da verde a rosso
Il business Coca-Cola è così potente che è riuscito anche a trasfigurare completamente eventi come il Natale. Noi siamo oggi convinti che Babbo Natale, così come lo conosciamo, esista da secoli e pensiamo magari che la sua figura sia sfruttata dal consumismo. In realtà ne è uno dei prodotti più emblematici. San Nicola, vescovo di Mira (nell'attuale Turchia), raffigurato nella tradizione nordica come alto, magro, emaciato, vestito di bianco o di verde e generoso di doni, "emigrò" oltreoceano dove incontrò Haddon Sundblom, un bizzarro disegnatore ingaggiato dalla Coca-Cola per scovare un messaggero, intermediario tra bambini e adulti, che scatenasse l'immaginazione. Nacque così Santa Claus, un portadoni con la faccia e la pancia del vicino di casa di Sundblom (Lou Patience, commesso viaggiatore), una bella barba e la giubba... rosso Coca-Cola!
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