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LUGLIO - AGOSTO 2006
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Pinguini
L´UCCELLO IN FRAC
Dall'Antartide ai climi più temperati. In spiaggia con i pinguini a Capo di Buona Speranza
Di Silvia Amodio-
Giornalista e fotografa
Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini.
Collabora come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini.
Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.
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| L'uccello in frac 3 |
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| L'uccello in frac 1 |
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| L'uccello in frac 4 |
Nei nostri pensieri pinguino fa rima con freddo, molto freddo; l'Imperatore, in effetti, come abbiamo visto nel documentario di Luc Jacquet, vive anche a -62°C, ma esistono diverse specie che popolano i mari più caldi. In Sud Africa, per esempio, più specificatamente nella zona intorno a Capo di Buona Speranza, vive il pinguino del Capo, detto anche pinguino africano o sfenisco demerso dal suo nome scientifico Spheniscus demersus. Il suo aspetto forse non è regale come quello del cugino Imperatore, ma la storia di questi pinguini è proprio una favola. Nel 1982 una coppia di individui si è insediata spontaneamente vicino a Simon's Town, nella spiaggia di Boulders, famosa per le sue rocce granitiche piantate lì da 540 milioni di anni. Il contesto indubbiamente romantico e le rocce, che offrono un ottimo riparo ai nidi, deve essere sembrato ai due innamorati il luogo ideale dove mettere su famiglia. La progenie, infatti, conta attualmente oltre tremila individui! I pinguini si sono completamente abituati alla presenza degli umani che hanno continuato a frequentare le spiagge, rendendo questo litorale unico al mondo.
È un'esperienza unica e divertente nuotare con i pinguini, prendere il sole accanto a loro e osservare in diretta tutte le fasi del corteggiamento, della cova e della schiusa delle uova. Un'occasione d'oro, in tutti i sensi, che ha spinto lo Stato a includere questa spiaggia nell'area protetta del Table Mountain National Park per tutelare gli animali e per gestire il flusso di turisti che vengono da tutto il mondo per vedere così da vicino i pinguini. Un percorso prestabilito, con una segnaletica esplicativa, lungo una passerella di legno, consente di avvicinarsi agli animali senza disturbarli. L'accesso costa l'equivalente di pochi euro ed è possibile stare in spiaggia dalla mattina alla sera; i ben informati, però, sanno che in quella di fianco si gode lo stesso spettacolo e non si paga il biglietto.
Sia di qua che di là è comunque opportuno attenersi alle regole scritte sui volantini e sui cartelli che si trovano in giro: i pinguini sono certamente animali miti e simpatici ma è bene non importunarli. Sono disposti a tutto, come ogni genitore del mondo, per difendere il nido e i loro piccoli: il rischio è quello di prendersi una beccata in grado di lasciare il segno.
Si riproducono tutto l'anno, anche se il momento più intenso va da febbraio a maggio. Depongono due uova, che vengono covate per circa 40 giorni, alla fine dei quali la natura vuole che sia un solo pulcino a sopravvivere. Un'altra stranezza di questi pinguini è il loro verso, del tutto simile al raglio di un asino: per questa ragione in zona è comunemente conosciuto come il pinguino-asino. Questi uccelli sono tanto goffi sulla terraferma quanto agili e scattanti in acqua, dove possono raggiungere la velocità di 20 km/h quando cacciano e una velocità di crociera di 7 km/h. Solitamente si cibano a circa 30 metri di profondità, ma sono stati registrati record di 130 metri. Vivono una decina d'anni, anche se si conosce il caso di un pinguino morto alla veneranda età di 24 anni.
Nonostante l'incremento demografico dei pinguini di Boulder, questa specie è inclusa nella lista degli animali a rischio d'estinzione. Chi ha in programma una vacanza in Sud Africa, nella terra di Nelson Mandela, deve sicuramente includere nel tour, insieme a giraffe, zebre, rinoceronti, leoni ed elefanti, anche l'incontro con questi curiosi uccelli del mare.
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| L'uccello in frac 2 |
CURIOSITA'
Il pinguino sfortunato
Il primo a parlare di pinguini, in Europa, fu uno scienziato francese, di ritorno da un viaggio in Patagonia. Era il 1558. Ma fu James Cook, il grande esploratore, a portare due secoli dopo notizie più precise sulle migliaia di uccelli in frac che popolavano le estreme regioni del sud del mondo. Nel frattempo altri scienziati avevano scoperto nei mari nordici un uccello molto simile ai pinguini del sud, l'Alca impenne, dal becco simile al ferro di una lancia.
Oggi questo pinguino non esiste più. Il bell'animale dal manto bluastro fu prima decimato dai cacciatori che lo catturavano per venderne le piume ai produttori di materassi e piumini, poi, nel 1830, fu vittima di un terribile maremoto che portò la specie sull'orlo dell'estinzione. L'ultima coppia fu uccisa nel 1844 da un gruppo di pescatori, vicino all'Islanda.
Ma un Alca impenne è riuscito comunque ad arrivare fino a noi: si trova nella sala 19 del museo fiorentino de La Specola e nel suo sguardo sembra quasi di cogliere un presagio di tristezza... (dal libro "Viaggio nei tre regni + 1", di Fabrizio Silei, vedi l'articolo "Il Museo raccontato" in questo stesso numero.)
Il pinguino sfortunato
Il primo a parlare di pinguini, in Europa, fu uno scienziato francese, di ritorno da un viaggio in Patagonia. Era il 1558. Ma fu James Cook, il grande esploratore, a portare due secoli dopo notizie più precise sulle migliaia di uccelli in frac che popolavano le estreme regioni del sud del mondo. Nel frattempo altri scienziati avevano scoperto nei mari nordici un uccello molto simile ai pinguini del sud, l'Alca impenne, dal becco simile al ferro di una lancia.
Oggi questo pinguino non esiste più. Il bell'animale dal manto bluastro fu prima decimato dai cacciatori che lo catturavano per venderne le piume ai produttori di materassi e piumini, poi, nel 1830, fu vittima di un terribile maremoto che portò la specie sull'orlo dell'estinzione. L'ultima coppia fu uccisa nel 1844 da un gruppo di pescatori, vicino all'Islanda.
Ma un Alca impenne è riuscito comunque ad arrivare fino a noi: si trova nella sala 19 del museo fiorentino de La Specola e nel suo sguardo sembra quasi di cogliere un presagio di tristezza... (dal libro "Viaggio nei tre regni + 1", di Fabrizio Silei, vedi l'articolo "Il Museo raccontato" in questo stesso numero.)
Info: boulder@sanparks.org, www.tmnp.co.za
Il film: La marcia dei pinguini, di Luc Jacquet
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