Lettere
L'ultimo c'è sempre
Per problemi di lavoro mi reco al supermercato Coop il mercoledì di tutte le settimane, ma nove volte su dieci non trovo i prodotti in offerta per i soci perché terminati o non disponibili. Proporrei di valutare bene la possibilità di iniziare le offerte il lunedì anziché il giovedì.
Laura Meiattini - Siena
Almeno una in un anno
Da alcuni mesi non ricevo più la mia copia dell'Informatore. Eppure non ho cambiato casa e tutto è come prima...
Laura M. - Prato
Mucche e controlli
In seguito alle affermazioni recenti del professor Veronesi, che dichiara che il latte è cancerogeno perché contiene aflatossine che sono originate dalle erbe contaminate o da farine cattive che vengono date alle mucche, mi è stato detto che questo pericolo è reale a meno che il latte non venga sottoposto ad uno speciale trattamento molto costoso che le elimina. Questo trattamento viene fatto da Mukki latte, e voi? Coop fa questo trattamento nel latte Coop?
Lucia Colzi - Sesto F.
Fra l'incudine e il carrello
Sono rimasta molto colpita dalla lettera apparsa sull'Informatore di maggio circa il malavvezzo di certi genitori che tengono i bambini seduti dentro i carrelli in dispregio delle regole di sicurezza e di igiene.
Confesso di essere uno di quei genitori. La mia modesta opinione è che prima di puntare il dito si dovrebbe forse cercare di mettersi nei panni di quei genitori che, magari, hanno più bambini piccoli (nel mio caso 3) e nessuno che li possa tenere per il tempo necessario a fare la spesa. In altre parole, non credo che potendo scegliere qualcuno farebbe sedere i propri bambini su di una griglia di ferro decisamente scomoda. Inoltre, ad essere sinceri, il problema dell'igiene non lo vedo molto visto che i carrelli stanno fuori dal locale e la polvere, lo smog e gli animali possono sporcarli tutto il giorno e, comunque, i cibi sono sempre confezionati accuratamente. Quanto alla sicurezza, anche se comprendo le ragioni del gestore, non credo che nessuno ci pensi più di un genitore.
Mi scuso per lo sfogo e, per finire, mi permetto di consigliare una piccola riflessione sulla tolleranza, specie nei confronti dei bambini che sono il nostro domani, e dei genitori che, posso assicurare, non fanno una bella vita.
Roberta C. - Pisa
Alta quota
Sono rimasta molto male quando mia figlia si è fatta socia Coop e ha dovuto versare 25 euro, meno male che la Coop siamo noi.
Preciso che in famiglia siamo soci da 30 anni, mi sembra una cifra grande, mentre in altri supermercati non fanno pagare niente.
Elisabetta Bettini - Firenze
Cara confezione...
Oggi mi sono recato al supermercato Coop per fare la spesa, dopo alcuni giorni di assenza. Ho notato molti cambiamenti nel reparto formaggi e salumi preconfezionati e come socio volevo esprimere il mio disappunto per le nuove confezioni di salumi che hanno sostituito quelle confezionate nel negozio stesso e che erano al solito prezzo del banco di vendita.
Non so quale sia stato il motivo, ma sicuramente per il socio la cosa non è certo migliore, capisco che la confezione abbia dei costi, ma i nuovi prezzi mi sembrano eccessivi.
Valerio Ciappi - Pontassieve
Cari soci e consumatori, non date niente per scontato neppure alla Coop! Per esempio, dai cartelli stampati affissi sugli scaffali risulta che: 2 confezioni di tonno, stessa marca e stesso peso (160 grammi netto), hanno il prezzo al chilo diverso. Infatti il tonno all'olio d'oliva costa meno al chilo ma di più a confezione del tonno al naturale che costa di più al chilo ma meno a confezione. L'addetto risponde: «Non lo so, ma una ragione ci deve essere». Surreale.
Dolores Cecchi - E mail
Piccole attenzioni
Avevo ordinato delle pizze da asporto per il 17 giugno alle 12 per festeggiare il compleanno della mia bambina con i suoi amichetti nel pomeriggio. Purtroppo molti di loro non potevano venire e abbiamo dovuto rimandare i festeggiamenti. Alle 10,30 dello stesso giorno ho telefonato al reparto forneria del supermercato Coop con l'intenzione di rinunciare alle pizze, ma con la consapevolezza che l'ordine fosse già inoltrato.
Invece mi hanno cortesemente risposto che non c'era problema e che non avrei dovuto niente al supermercato per l'inconveniente.
La settimana dopo abbiamo festeggiato il compleanno della bimba e sono andata all'ora pattuita a ritirare le mie pizze, finalmente! La sorpresa è stata quando, aprendo il vassoio che le conteneva, ho visto che le pizze erano già state fatte a spicchi, piccoli, facilmente maneggiabili dai bambini che hanno potuto mangiarle direttamente dalla confezione senza disastri per mani e vestiti...
A volte basta un piccolo accorgimento per mettere a proprio agio un cliente e dare soddisfazione a chi compra. Grazie mille!
Maria Federica Bronzi - Arezzo
Per problemi di lavoro mi reco al supermercato Coop il mercoledì di tutte le settimane, ma nove volte su dieci non trovo i prodotti in offerta per i soci perché terminati o non disponibili. Proporrei di valutare bene la possibilità di iniziare le offerte il lunedì anziché il giovedì.
Laura Meiattini - Siena
È indubbio che l'ultimo giorno di offerta si presenta, per ovvie ragioni, il più critico di tutto il periodo, che però dura due settimane e ha perciò due mercoledì.
Negli Ipercoop avevamo scelto di iniziare il lunedì le offerte: abbiamo dovuto smettere in quanto il giorno critico diventava il sabato, giorno di maggiore affluenza dei clienti. Ora negli iper le offerte iniziano il venerdì e i problemi sembrano superati.
Nei supermercati iniziamo il giovedì, perché il mercoledì è il giorno di minore presenza di clienti.
Comunque l'obiettivo è quello di azzeccare le quantità delle offerte, cercando di non rimanere con troppa merce invendibile in magazzino, per alcuni articoli non alimentari. È nostro impegno prioritario cercare di soddisfare fino all'ultimo socio.
Negli Ipercoop avevamo scelto di iniziare il lunedì le offerte: abbiamo dovuto smettere in quanto il giorno critico diventava il sabato, giorno di maggiore affluenza dei clienti. Ora negli iper le offerte iniziano il venerdì e i problemi sembrano superati.
Nei supermercati iniziamo il giovedì, perché il mercoledì è il giorno di minore presenza di clienti.
Comunque l'obiettivo è quello di azzeccare le quantità delle offerte, cercando di non rimanere con troppa merce invendibile in magazzino, per alcuni articoli non alimentari. È nostro impegno prioritario cercare di soddisfare fino all'ultimo socio.
Almeno una in un anno
Da alcuni mesi non ricevo più la mia copia dell'Informatore. Eppure non ho cambiato casa e tutto è come prima...
Laura M. - Prato
Dall'ottobre 2004 non spediamo più l'Informatore a coloro che negli ultimi 12 mesi non hanno mai usato almeno una volta la carta socio per fare la spesa.
In questo modo abbiamo rimediato a molti errori d'indirizzo, evitando di mandare il giornale a soci che si sono trasferiti in altre parti d'Italia senza comunicarcelo, oppure soci che non hanno il codice famiglia e ricevono già una copia per il socio che in famiglia fa la spesa, deceduti e, infine, soci a cui non preme più il rapporto con la cooperativa.
Per ripristinare l'invio basta usare la carta socio almeno per una spesa. Insomma, il minimo che si può chiedere ad un socio. L'Informatore costa e lo paga, in pratica, chi fa la spesa in cooperativa.
In questo modo abbiamo rimediato a molti errori d'indirizzo, evitando di mandare il giornale a soci che si sono trasferiti in altre parti d'Italia senza comunicarcelo, oppure soci che non hanno il codice famiglia e ricevono già una copia per il socio che in famiglia fa la spesa, deceduti e, infine, soci a cui non preme più il rapporto con la cooperativa.
Per ripristinare l'invio basta usare la carta socio almeno per una spesa. Insomma, il minimo che si può chiedere ad un socio. L'Informatore costa e lo paga, in pratica, chi fa la spesa in cooperativa.
Mucche e controlli
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Lucia Colzi - Sesto F.
Sulle aflatossine c'è da tempo attenzione e controllo, anche sul numero di maggio dell'Informatore c'è un accenno (pag. 11) abbastanza rassicurante. Dalle notizie dateci dalla Asl risulta che il problema si pone soprattutto sui prodotti biologici, dove non è previsto l'uso di conservanti e non ci sono particolari attenzioni per il controllo di queste sostanze.
Dalla fine degli anni '90 Coop ha innalzato il livello di garanzie sui prodotti con il proprio marchio, avviando un progetto che prevede controlli sull'intera filiera (dalle fasi di produzione agricola, essiccazione e molitura, fino allo stoccaggio), con la richiesta di specifiche, buone pratiche di lavorazione.
Il latte microfiltrato Coop, in vendita da aprile 2004, oltre ai controlli e alle garanzie tipiche di Coop è controllato e certificato anche sulla quantità massima ammessa di queste sostanze, fin dal mangime delle vacche.
Dalla fine degli anni '90 Coop ha innalzato il livello di garanzie sui prodotti con il proprio marchio, avviando un progetto che prevede controlli sull'intera filiera (dalle fasi di produzione agricola, essiccazione e molitura, fino allo stoccaggio), con la richiesta di specifiche, buone pratiche di lavorazione.
Il latte microfiltrato Coop, in vendita da aprile 2004, oltre ai controlli e alle garanzie tipiche di Coop è controllato e certificato anche sulla quantità massima ammessa di queste sostanze, fin dal mangime delle vacche.
Fra l'incudine e il carrello
Sono rimasta molto colpita dalla lettera apparsa sull'Informatore di maggio circa il malavvezzo di certi genitori che tengono i bambini seduti dentro i carrelli in dispregio delle regole di sicurezza e di igiene.
Confesso di essere uno di quei genitori. La mia modesta opinione è che prima di puntare il dito si dovrebbe forse cercare di mettersi nei panni di quei genitori che, magari, hanno più bambini piccoli (nel mio caso 3) e nessuno che li possa tenere per il tempo necessario a fare la spesa. In altre parole, non credo che potendo scegliere qualcuno farebbe sedere i propri bambini su di una griglia di ferro decisamente scomoda. Inoltre, ad essere sinceri, il problema dell'igiene non lo vedo molto visto che i carrelli stanno fuori dal locale e la polvere, lo smog e gli animali possono sporcarli tutto il giorno e, comunque, i cibi sono sempre confezionati accuratamente. Quanto alla sicurezza, anche se comprendo le ragioni del gestore, non credo che nessuno ci pensi più di un genitore.
Mi scuso per lo sfogo e, per finire, mi permetto di consigliare una piccola riflessione sulla tolleranza, specie nei confronti dei bambini che sono il nostro domani, e dei genitori che, posso assicurare, non fanno una bella vita.
Roberta C. - Pisa
(Sull'argomento e con la stessa opinione ha scritto una bella ed appassionata lettera anche la socia Rossella Letizio di Firenze).
Siamo d'accordo per il problema igienico, infatti nelle nostre risposte poniamo in primo piano quello della sicurezza. Questo, come molti altri piccoli aspetti di vita quotidiana, va affrontato con tanto buon senso e comprensione da parte di tutti.
Siamo d'accordo per il problema igienico, infatti nelle nostre risposte poniamo in primo piano quello della sicurezza. Questo, come molti altri piccoli aspetti di vita quotidiana, va affrontato con tanto buon senso e comprensione da parte di tutti.
Alta quota
Sono rimasta molto male quando mia figlia si è fatta socia Coop e ha dovuto versare 25 euro, meno male che la Coop siamo noi.
Preciso che in famiglia siamo soci da 30 anni, mi sembra una cifra grande, mentre in altri supermercati non fanno pagare niente.
Elisabetta Bettini - Firenze
La "Coop siamo noi" proprio perché si versa una quota per diventare soci della cooperativa. Soci: cioè proprietari della società.
I 25 euro sono il minimo previsto dalla legge, da qualche anno, per diventare soci di una cooperativa. E sono rimborsati al momento del recesso.
I 25 euro sono il minimo previsto dalla legge, da qualche anno, per diventare soci di una cooperativa. E sono rimborsati al momento del recesso.
Cara confezione...
Oggi mi sono recato al supermercato Coop per fare la spesa, dopo alcuni giorni di assenza. Ho notato molti cambiamenti nel reparto formaggi e salumi preconfezionati e come socio volevo esprimere il mio disappunto per le nuove confezioni di salumi che hanno sostituito quelle confezionate nel negozio stesso e che erano al solito prezzo del banco di vendita.
Non so quale sia stato il motivo, ma sicuramente per il socio la cosa non è certo migliore, capisco che la confezione abbia dei costi, ma i nuovi prezzi mi sembrano eccessivi.
Valerio Ciappi - Pontassieve
L'offerta di prodotti confezionati accanto al banco a taglio era fatta per utilizzare meglio il personale e offrire al cliente gli stessi prodotti senza dover fare la fila.
Questo sistema pone dei problemi, soprattutto per i salumi: gli affettati si ossidano già qualche ora dopo il taglio e inoltre su questa confezione non è prevista la data minima di conservazione. Con l'espansione che ha avuto il comparto delle vaschette industriali, prima in sottovuoto e poi in atmosfera protettiva, questi problemi si sono accentuati.
Invece di eliminare progressivamente i prodotti preconfezionati, abbiamo stipulato accordi con alcuni centri, dove convogliamo i "nostri" prodotti del banco gastronomia per farli affettare e mettere in vaschetta, con una conservabilità di circa 20 giorni.
Questa scelta ha causato sicuramente un aumento dei costi di produzione, che in alcuni casi superano il costo del prodotto, però ha anche permesso di offrire migliori servizi ai clienti: in queste vaschette si possono ritrovare i prodotti del banco senza fare code e mantenerli nel frigo di casa per un paio di settimane.
Il mistero del tonnoQuesto sistema pone dei problemi, soprattutto per i salumi: gli affettati si ossidano già qualche ora dopo il taglio e inoltre su questa confezione non è prevista la data minima di conservazione. Con l'espansione che ha avuto il comparto delle vaschette industriali, prima in sottovuoto e poi in atmosfera protettiva, questi problemi si sono accentuati.
Invece di eliminare progressivamente i prodotti preconfezionati, abbiamo stipulato accordi con alcuni centri, dove convogliamo i "nostri" prodotti del banco gastronomia per farli affettare e mettere in vaschetta, con una conservabilità di circa 20 giorni.
Questa scelta ha causato sicuramente un aumento dei costi di produzione, che in alcuni casi superano il costo del prodotto, però ha anche permesso di offrire migliori servizi ai clienti: in queste vaschette si possono ritrovare i prodotti del banco senza fare code e mantenerli nel frigo di casa per un paio di settimane.
Cari soci e consumatori, non date niente per scontato neppure alla Coop! Per esempio, dai cartelli stampati affissi sugli scaffali risulta che: 2 confezioni di tonno, stessa marca e stesso peso (160 grammi netto), hanno il prezzo al chilo diverso. Infatti il tonno all'olio d'oliva costa meno al chilo ma di più a confezione del tonno al naturale che costa di più al chilo ma meno a confezione. L'addetto risponde: «Non lo so, ma una ragione ci deve essere». Surreale.
Dolores Cecchi - E mail
Ha ragione la socia: non si deve dare niente per scontato, nemmeno alla Coop. Del resto è giusto così: siamo persone adulte e pensanti e l'intelligenza la dobbiamo usare dappertutto, anche se è faticoso.
Il mistero del tonno è un po' complicato, quindi comprendiamo la risposta imbarazzata del collega.
Nel tonno sott'olio, l'olio viene considerato un ingrediente e quindi fa parte del peso netto; nel tonno al naturale il peso netto indica la quantità del tonno e dell'acqua, ma il costo al chilo viene espresso sul prodotto sgocciolato, indicato in etichetta.
Quindi a parità di peso netto, per avere il costo al chilo il prezzo della confezione viene diviso per 0,160 kg nel caso del tonno all'olio, mentre per quello al naturale viene diviso per 0,112 kg (peso sgocciolato di una confezione da 160 grammi).
Per questo il tonno al naturale costa di più al chilo.
Il mistero del tonno è un po' complicato, quindi comprendiamo la risposta imbarazzata del collega.
Nel tonno sott'olio, l'olio viene considerato un ingrediente e quindi fa parte del peso netto; nel tonno al naturale il peso netto indica la quantità del tonno e dell'acqua, ma il costo al chilo viene espresso sul prodotto sgocciolato, indicato in etichetta.
Quindi a parità di peso netto, per avere il costo al chilo il prezzo della confezione viene diviso per 0,160 kg nel caso del tonno all'olio, mentre per quello al naturale viene diviso per 0,112 kg (peso sgocciolato di una confezione da 160 grammi).
Per questo il tonno al naturale costa di più al chilo.
Piccole attenzioni
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Invece mi hanno cortesemente risposto che non c'era problema e che non avrei dovuto niente al supermercato per l'inconveniente.
La settimana dopo abbiamo festeggiato il compleanno della bimba e sono andata all'ora pattuita a ritirare le mie pizze, finalmente! La sorpresa è stata quando, aprendo il vassoio che le conteneva, ho visto che le pizze erano già state fatte a spicchi, piccoli, facilmente maneggiabili dai bambini che hanno potuto mangiarle direttamente dalla confezione senza disastri per mani e vestiti...
A volte basta un piccolo accorgimento per mettere a proprio agio un cliente e dare soddisfazione a chi compra. Grazie mille!
Maria Federica Bronzi - Arezzo
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